La manovra che verrà

Manovra 2021 Cig e lavoro, bonus e no a proroga blocco licenziamenti

Nella legge di Bilancio misure a sostegno dell'occupazione: proroga cassa integrazione Covid per imprese in difficoltà, no a nuovo blocco licenziamenti

20 ottobre 2020 08:28
Manovra 2021 Cig e lavoro, bonus e no a proroga blocco licenziamenti

Cig e lavoro in Manovra 2021, novità:

 

*** Cig e lavoro in Manovra 2021 ultime notizie 20 ottobre 2020: il Consiglio dei Ministri ha approvato la nuova legge di Bilancio 2021, che prevede misure per la sanità, le famiglie, il Mezzogiorno, il cuneo fiscale, la Riforma fiscale, i giovani, le misure di sostegno all’economia, lavoro e previdenza, trasporti pubblici, scuola, università e cultura.

 

Relativamente al capitolo lavoro e previdenza vengono finanziate ulteriori settimane di Cig COVID, con lo stesso meccanismo che prevede la gratuità della Cassa per chi ha registrato perdite oltre una certa soglia. Vengono prorogate le misure Ape Social e Opzione Donna.

 

Previste decontribuzioni per le assunzioni di giovani: azzerati per tre anni i contributi per le assunzioni degli under-35 a carico delle imprese operanti su tutto il territorio nazionale.

 

Ecco tutte le novità della Legge di Bilancio 2021.

 

Cig e lavoro in Manovra 2021. No a proroga blocco licenziamenti 

Posizioni nettamente divergenti quelle di governo e sindacati sul tema lavoro. L’esecutivo ribadisce che le aziende e gli italiani non verranno lasciati soli mentre le organizzazioni sindacali sono sempre più convinte che con la fine del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione (cig) Covid assisteremo a un vero e proprio dramma.

 

La legge di Bilancio 2021 conterrà nuove misure a sostegno dell’occupazione oltre alla proroga della cassa integrazione Covid strettamente riservata alle aziende in difficoltà mentre è escluso un prolungamento del blocco dei licenziamenti.

 

Manovra: la cassa integrazione Covid sarà retroattiva

Dopo 18 settimane di cassa integrazione Covid (con la formula 9+9) si guarda alla fine dell’anno con la certezza che nel 2021 solo alcune aziende potranno beneficiare ancora di questo ammortizzatore sociale, ossia quelle con fatturati in pesante calo per via della pandemia.

 

Ricordiamo che per il momento la cassa integrazione decisa con il decreto Agosto è gratis solo per quelle aziende che hanno registrato una perdita di fatturato superiore al 20% rispetto allo stesso periodo del 2019 mentre le imprese che non rientrano in questa casistica sono soggette ad un contributo del 9% o 18%.

 

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha assicurato che nella prossima legge di Bilancio verranno inserite altre importanti misure per sostenere l’occupazione. Prima di tutto la cassa integrazione Covid che scadrà a metà novembre sarà retroattiva, entrerà in vigore con la manovra finanziaria il 1° gennaio 2021 ma potrà trovare applicazione anche prima di tale data per compensare il periodo che rimane “scoperto”, che va da metà di novembre alla fine del 2020. La cig covid sarà riservata alle sole aziende in difficoltà, come quelle della ristorazione e del turismo. Costo stimato 5 miliardi di euro.

 

Le imprese che utilizzeranno ancora la cassa integrazione molto probabilmente avranno un solo vincolo, quello di non poter licenziare i propri dipendenti.

Questa misura è stata pensata per limitare il più possibile l’ondata di licenziamenti che potrebbe scattare con la fine dello stop imposto dal governo per tutti questi mesi, con la consapevolezza che se ciò dovesse accadere ci troveremmo davvero a navigare in acque scure. Lo Stato si troverebbe ad affrontare un’impennata del disagio sociale con le relative spese di assistenza e l’inevitabile flessione dei consumi che potrebbe penalizzare la crescita del PIL più di quanto si crede. Secondo le stime dell’esecutivo il Prodotto interno lordo italiano nel 2020 registrerà una flessione del -9% (-10,6% secondo le stime dell’FMI) per poi rimbalzare del 5,1% nel 2021.  

 

Patuanelli: blocco dei licenziamenti non verrà prolungato

Il blocco dei licenziamenti imposto dal governo dal 23 febbraio 2020 fino al 31 dicembre 2020 è un altro importante capitolo da affrontare, considerando che si sta per arrivare alla scadenza e che non si conoscono ancora bene le intenzioni delle aziende in tal senso. Secondo alcune stime della Cgil sono a rischio un milione di posti di lavoro.

 

Il blocco dei licenziamenti è entrato in vigore il 23 febbraio fino al 17 agosto, per poi essere prolungato con il decreto Agosto al 31 dicembre 2020 limitatamente a quelle aziende che hanno deciso di continuare ad usufruire della cassa integrazione Covid o degli sgravi contributivi. Il licenziamento è stato ammesso invece in caso di cessazione dell’attività, di fallimenti e di incentivi agli esodi.

 

Nonostante l’incertezza che ruota attorno alla fine del blocco dei licenziamenti e le richieste di una ulteriore proroga da parte dei sindacati, il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha chiuso le porte a qualsiasi speranza, dichiarando che il blocco dei licenziamenti è stato necessario ma non è pensabile un suo prolungamento.

 

I sindacati non sono d’accordo e ribadiscono la necessità di prolungare lo stop, con Rocco Palombella della Uilm disposto a sacrificare gli aumenti salariali a condizione che non ci siano licenziamenti nei prossimi tre anni.

 

Manovra: le altre misure per sostenere il lavoro

Il governo ha altre frecce al suo arco per sostenere l’occupazione oltre alla cassa integrazione covid per le imprese in difficoltà.

 

La legge di Bilancio 2021 da 40 miliardi di euro, di cui 24 in deficit, conterrà un nuovo taglio del cuneo fiscale nel 2021, misura che costerà circa 5 miliardi di euro.

 

Previsto poi un grosso capitolo sulla decontribuzione, anche questo da 5 miliardi di euro circa, con sgravi contributivi per le aziende che assumono a tempo indeterminato, in particolar modo al Sud, con un’attenzione alle donne e ai giovani.

 

La ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha dichiarato che bisogna stimolare il ricambio occupazionale facilitando l'ingresso dei giovani e agevolando l'uscita dei lavoratori più anziani, con un mix di politiche per il lavoro e previdenziali. In particolare, la Catalfo ha proposto di inserire in manovra uno “sgravio contributivo per l'assunzione dei giovani, allargare la platea del contratto di espansione (riducendo il requisito dimensionale delle imprese da 1.000 a 500 ai fini dell'accesso), introdurre un meccanismo di staffetta generazionale, rinnovare Ape sociale - allargando la platea dei beneficiari anche a chi non ha percepito la NASpI - e prorogare Opzione Donna”.

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