Morelli, finalmente un italiano al vertice di un'azienda francese

Un segnale forte dopo i manager francesi alla Mustier in Italia. Ex capo di Monte Paschi, Morelli ha appena scritto un bel libro sui tipi in carriera

16 luglio 2020 21:00
Morelli, finalmente un italiano al vertice di un'azienda francese

Marco Morelli, fino a poco tempo amministratore delegato di Monte dei Paschi, è il nuovo presidente esecutivo di Axa Investment Managers. Sostituisce Gérald Harlin che dopo 30 anni nel gruppo ha deciso di ritirarsi a fine settembre, restando componente del Board of Directors. Morelli, che entrerà anche nel Comitato gestionale di Axa, riporterà all’amministratore delegato della capogruppo, Thomas Buberl, e si trasferirà a Parigi dal 14 settembre.

 

Morelli è uno dei manager italiani più importanti, dalla carriera folgorante nel credito, da vicedirettore generale vicario in Intesa San Paolo alla guida del Monte Paschi dal 2016 a poco più di un mese fa, passando per Ubs, Samuel Montagu, Merrill Lynch e Kpmg, il tutto con appena 59 anni portati benissimo. Ma soprattutto è oggi il primo italiano alla guida di un settore rilevante di un grande gruppo finanziario francese e componente del Comitato gestionale di una delle più grandi compagnie europee di assicurazioni. Un bel segnale, soprattutto dopo un periodo di prevalenza dei manager francesi in Italia, a cominciare da Mustier a Unicredit, che (dalla vendita sottocosto degli Npl a quella della collezione d’arte, ai dividendi forniti alle Fondazioni sotto forma di prestiti) di fatto sta ridimensionando il ruolo della banca.


Morelli è un personaggio diverso dalla sua stessa immagine pubblica. Dietro alla facciata necessariamente impegnata e talvolta austera di top banker si nasconde anche un osservatore acuto e ironico delle dinamiche aziendali e soprattutto dei tipi umani che popolano le imprese e i luoghi di lavoro: eppure è quanto si trova con dovizia di particolari e di utili e spesso folgoranti catalogazioni nel libro che il nuovo capo di Axa IM ha appena mandato in libreria, e cioè “Capi, colleghi e carriere, questi sconosciuti” per Gribaudo editore.

 

Morelli durante la sua carriera ha molto osservato, con sguardo tanto ironico quanto insospettato, e ha fissato in un volume che si legge d’un fiato le caratteristiche peculiari, e diremmo pressoché definite nel tempo e nello spazio, dell’universo umano che popola le aziende. E ci piace ripercorrere le categorie e le peculiarità che egli ha meticolosamente individuate. Innanzitutto chi è il capo? Potete scegliere tra il visionario, l’arrogante, il coccodrillo, il protagonista, l’enigmatico, l’amicone, l’agonista, lo chef stellato, l’eternauta e, dulcis in fundo, l’incapace. E chi sono invece i colleghi? C’è solo l’imbarazzo della scelta tra lo splendido, il meteorologo, il cinghiale, il tappetino, il predestinato, il complottista, il mutante, il vulcano, l’altruista, il vampiro e il petardo. Morelli mette a tutti la maiuscola perchè sono veri e propri soggetti dotati di vita autonoma in azienda e dipinge ciascuno con un paio di cartelle fulminanti, evidentemente tratte proprio dall’attenta osservazione della realtà.

 

Il capo dovrebbe essere un leader, dice Morelli e definisce anche lui rispetto allo stile che si trova a mettere in campo: apripista, coach, direttivo, autorevole, partecipativo oppure affiliativo. E alla fine come dovrebbe essere la carriera, anche se oggi essa non si configura più come una volta, ma piuttosto come un aggregato di consulenze? Il top banker che scrive suggerisce queste riposte: un sogno, un incubo, un progetto e una passione. Ovviamente, è la passione la chiave giusta per passare con serietà e leggerezza attraverso tutte le insidie di colleghi, collaboratori e mercato senza bruciarsi e divertendosi pure. Morelli non lo dice, ma la cifra della sua carriera non può essere stata che questa. Anche perchè insieme alla moglie ha saputo costruire quella che per i canoni di oggi è una famiglia numerosa (quattro figli, due ragazze e due ragazzi), e qualche tempo lo avrà pure dedicato ai propri cari tra un consiglio di amministrazione e l’altro.

 

La sua ricetta, distillata in poche parole nel libro: “avere successo nel lavoro non vuol dire arrivare davanti a tutti, prima degli altri e comunque primeggiare ad ogni costo. Vuol dire essere contenti di noi stessi e di quanto proviamo a fare ogni giorno”. E ciò vale anche per le donne, cui Morelli (senza richiamare le quote rosa di Lella Golfo e della Fondazione Bellisario), si rivela un accorto fan: “spesso camminano più velocemente di molti uomini. Sono più affidabili, preparate, pronte, coinvolgenti. Arrivano quasi sempre prima, anche se nel tempo, purtroppo, molte perdono fiducia. Ma io ne ho incontrate diverse che sono riuscite a superare brillantemente tutti i momenti di indecisione, donne che non solo hanno bruciato le tappe quando erano più giovani, ma che sono riuscite a costruire carriere di grandissimo successo senza perdere la propria identità. Donne che si sono sentite sempre legittimate senza bisogno di avere conferme da qualcuno”.

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