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Mediobanca 4 donne nel cda: Cioli, Banet, Casali e Guglielmetti

Quattro donne nel Cda di Mediobanca Laura Cioli, Virginia Banet, Roberta Casali e Romina Guglielmetti nella lista dei 15 candidati per il rinnovo del board

17 settembre 2020 13:01
Mediobanca 4 donne nel cda: Cioli, Banet, Casali e Guglielmetti

Il consiglio di amministrazione di Mediobanca ha dato l’ok alla lista di 15 candidati per il rinnovo del board per il triennio 2021- 2023. Ora i nomi dei candidati saranno presentati all’assemblea dei soci fissata per il prossimo 28 ottobre.

 

La lista dei nomi proposti per il nuovo Cda Mediobanca è composta da 11 consiglieri uscenti, tra cui il presidente Renato Pagliaro, l’amministratore Alberto Nagel e il direttore generale Francesco Saverio Vinci, Maurizia Angelo Comneno, Maurizio Carfagna, Maurizio Costa, Valerie Hortefeux, Maximo Ibarra, Elisabetta Magistretti, Vittorio Pignatti Morano e Gabriele Villa. 

 

Fuori dal cda Mediobanca invece Marie Bolloré e Alberto Pecci. Le due figure vengono sostituite da Virginie Banet e Laura Cioli.

 

Gli ultimi due posti nel board Mediobanca vengono assegnati invece a Roberta Casali e Romina Guglielmetti, che tuttavia non entreranno in consiglio se verrà presentata una lista di minoranza. 

 

4 donne nel Cda Mediobanca: Cioli, Banet, Casali e Guglielmetti

La lista proposta dal Consiglio che include due terzi di consiglieri indipendenti e il 47% di rappresentanza femminile è la seguente:

  • Renato Pagliaro;

  • Alberto Nagel;

  • Francesco Saverio Vinci;

  • Maurizia Angelo Comneno (*);

  • Virginie Banet (*);

  • Maurizio Carfagna (*);

  • Laura Cioli (*);

  • Maurizio Costa (*);

  • Valérie Hortefeux (*);

  • Maximo Ibarra (*);

  • Elisabetta Magistretti;

  • Vittorio Pignatti Morano (*);

  • Gabriele Villa;

  • Roberta Casali (*);

  • Romina Guglielmetti (*).

(*) consiglieri indipendenti

 

Mediobanca precisa anche che l’assemblea del 28 ottobre non dovrà solo decidere per i nomi del Cda ma anche esaminare, una proposta di modifiche statutarie, già autorizzate dalla Bce, “relative a taluni profili di governance connessi all’evoluzione degli assetti proprietari e volti a un maggior allineamento alle ‘best practice’ dell’industria bancaria mediante una maggior flessibilità nel processo di selezione dell’amministratore delegato e il rafforzamento dei criteri di indipendenza degli amministratori non esecutivi”. Nella fattispecie si prevede di “eliminare il vincolo che l’amministratore delegato e il direttore generale vengano scelti fra gli amministratori dirigenti del gruppo”.



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