La guida al fondo salva stati

Il Mes divide ma i giochi sono fatti: cos’è e come funziona

Mes sì o Mes no, questo il dubbio amletico da sciogliere anche se sembra ormai chiara la sua approvazione da parte dell’intero esecutivo, già da luglio

25 settembre 2020 16:15
Il Mes divide ma i giochi sono fatti: cos’è e come funziona

Il Mes continua a dividere il mondo della politica, con dinamiche in evoluzione all’interno della stessa maggioranza di governo.

 

Mes sì o Mes no, questo il dubbio amletico da sciogliere anche se sembra ormai chiara la sua approvazione da parte dell’intero esecutivo, addirittura a partire da luglio.

 

Tra i vantaggi la possibilità di usufruire immediatamente di risorse finanziare per le spese sanitarie quasi a costo zero, con risparmi rispetto al Recovery fund, tra gli svantaggi la possibilità che venga imposto un determinato tipo di controllo da Bruxelles sulle scelte economiche dell’Italia.

 

Vediamo cos’è e come funziona il Meccanismo europeo di stabilità chiamato anche Fondo salva-stati.

 

Mes già approvato nonostante la maggioranza appaia divisa

La troika non spaventa più il M5s, che sembra aver cambiato rotta sul Fondo salva-stati dopo aver detto e ridetto più volte nei mesi scorsi che si trattava di uno mezzo inadeguato che rischiava di sottomettere l’Italia a Bruxelles.  

 

All’interno della maggioranza di governo era il Movimento 5 stelle a mostrarsi restio al Mes, mentre il Pd ne era entusiasta. Nel mezzo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha preferito lasciare aperta la porta a qualsiasi opzione.

 

Eppure, i giochi erano fatti da tempo, dal 6 luglio 2020. Secondo un’analisi dettagliata del Programma nazionale di riforma (Pnr) a firma Claudio Cerasa su Il Foglio, in realtà l’ok al Mes è arrivato in occasione dell’approvazione all’unanimità del Pnr da parte del Consiglio dei ministri.

 

In tale occasione, infatti, i ministri pentastellati Luigi Di Maio, Alfonso Bonafede, Stefano Patuanelli, Lucia Azzolina, Federico D’Incà, Nunzia Catalfo, Riccardo Fraccaro, Paola Pisano e Sergio Costa hanno approvato il piano triennale 2021-2023 per il rilancio del Paese, mostrandosi concordi sull’utilizzo di “importanti iniziative” Ue come “la linea di credito Pandemic Crisis Support del Meccanismo europeo di stabilità”, la cui discrezionalità, spiega il governo, è limitata alla sola documentazione delle “spese sanitarie dirette e indirette, che dovranno essere dettagliate in uno specifico piano per ciascun paese richiedente", quindi nulla di preoccupante.

 

Mes: cos’è il Meccanismo europeo di stabilità

Il Meccanismo europeo di stabilità, la cui sigla è Mes (in inglese European Stability Mechanism, ESM) è un’istituzione europea entrata in vigore nel luglio del 2012 che ha già salvato Cipro, Spagna e Grecia.

 

La funzione fondamentale del Mes, chiamato anche Fondo salva-stati, è quella di concedere, sotto precise condizioni, assistenza finanziaria ai paesi membri in crisi o a rischio default a fronte di un serio e controllato programma di aggiustamento dei conti. Si tratta di una “sorveglianza forzata” da parte della Commissione europea e della Banca Centrale Europea (BCE).

 

In sostanza emette prestiti allo stato membro in difficoltà, assicurandosi che questo avvii un programma di aggiustamento macroeconomico più o meno pesante a seconda della situazione in cui versa il paese richiedente: se si trova in difficoltà a causa di shock avversi oppure in una crisi strutturale.

 

A seguito della pandemia, l’8 maggio scorso l’Eurogruppo ha aperto una nuova linea di credito per gli Stati, denominata Pandemic Crisis Support, nell’ambito del vigente Meccanismo Europeo di Stabilità, il cosiddetto Mes sanitario.

 

Mes sanitario: cos’è e come funziona

Il Mes sanitario è un prestito della durata massima di 10 anni da circa 36 miliardi di euro, da finanziarsi con un tasso di interesse vicino allo zero:

 

  • 0,35% il primo anno;

  • 0,15% per gli anni successivi.

 

La disponibilità sarebbe pressocché immediata ma limitata a spese “dirette e indirette di salute pubblica, cura e prevenzione legate alla crisi Covid-19". In particolare, potranno essere finanziati:

 

  • i costi sanitari, di cura e di prevenzione direttamente correlati alla pandemia di Covid-19;

  • le spese indirette come quella per ospedali, cure ambulatoriali e cure riabilitative, diagnostica, farmaci, prevenzione, amministrazione sanitaria e long term care;

  • tutti gli altri costi indiretti relativi all’assistenza sanitaria, alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi da Coronavirus.

 

Se l’Italia accedesse al Mes, ha dichiarato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, “avremmo dei soldi per finanziare le cose che già abbiamo deciso di fare in modo più conveniente, risparmieremmo qualche miliardo di interessi negli anni”.

 

Facendo un po’ di calcoli, il numero uno del Tesoro ha spiegato che con il “Sure in 15 anni risparmiamo 5 miliardi e mezzo, all’anno circa 380 milioni. Il Mes sono un po’ di più, il conto è quello”. Avere delle ulteriori risorse a tasso zero è “meglio che averle a tasso 1, soprattutto perché queste risorse sono disponibili senza condizionalità, se ce ne fossero non varrebbe la candela”, ha specificato Gualtieri.

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