La moneta digitale UE

Euro digitale: come funziona moneta digitale Ue allo studio della BCE

Le maggiori banche centrali stanno considerando l’opportunità di emettere una valuta digitale, compresa la BCE pronta al lancio di una moneta elettronica Ue

5 ottobre 2020 08:22
Euro digitale: come funziona moneta digitale Ue allo studio della BCE

Si fanno sempre più forti ed insistenti le voci relative alla nascita di una moneta digitale Ue, studiata dalla Banca Centrale Europea (BCE) per combattere quelle esistenti, soprattutto Libra di Facebook, ma anche per sostenere la ripresa economica.

 

Nel frattempo, la Commissione europea sta muovendo i primi passi per rivedere la regolamentazione delle monete virtuali.

 

Moneta digitale, cos’è e come funziona?

Bitcoin, Libra, Ethereum sono tutti nomi di famose monete virtuali che avete senz’altro sentito nominare, ma cosa sono e come funzionano?

 

Le monete elettroniche sono definite tali perché digitali, ossia possono essere scambiate solo sul canale web, su internet, non hanno caratteristiche fisiche.

 

Tutte le valute digitali appartengono a circuiti indipendenti e funzionano secondo proprie regole, non esiste dunque nessun ente centrale di riferimento che ne regoli l’utilizzo.

 

BCE: allo studio un Euro digitale

L’esigenza della nascita di un Euro digitale, o EuroCoin, si sta facendo sempre più forte non solo per contrastare le altre criptovalute in circolazione, con Libra creata da Facebook che sembra far paura più di tutte le altre, ma anche per sostenere la ripresa economica soprattutto alla luce dell’attuale incertezza economica causata dagli effetti della pandemia da Coronavirus.   

 

Fabio Panetta, membro italiano del Board della BCE, rivela in un’intervista al Corriere che le maggiori banche centrali stanno considerando l’opportunità di emettere una moneta digitale, ossia una “moneta sotto forma elettronica avente corso legale e in grado di ispirare lo stesso grado di fiducia delle forme tradizionali di moneta, offrendone gli stessi benefici”. Per essere più precisi tra 66 banche centrali, circa l’80% sono al lavoro sulle valute digitali ha rilevato un sondaggio della Bank of International Settlement.

 

Tra queste figura anche la Banca Centrale Europea, che sta valutando assieme alle altre banche centrali Ue l’opportunità di emettere un Euro digitale da affiancare alle tradizionali forme cartacee di contante in euro, analizzandone i pro e i contro.

 

Tra i vantaggi di una moneta digitale Ue ci sarebbe la tracciabilità e la velocità dei pagamenti mentre restano forti dubbi sulla privacy ma anche su un’eccesiva concentrazione di potere nella Banca Centrale che potrebbe minare la libertà personale dei soggetti.

 

Secondo il presidente della BCE, Christine Lagarde, i cittadini europei stanno ricorrendo sempre di più alla tecnologia digitale nei loro comportamenti di spesa, risparmio e investimento. “Il nostro ruolo è mantenere la fiducia nella moneta, assicurando anche che l'euro sia pronto ad affrontare l'era digitale. Dovremmo essere preparati all'emissione di un euro digitale qualora ce ne fosse bisogno".

 

Commissione Ue pronta a rivedere regolamentazione monete elettroniche

Circa un anno fa il ministro delle finanze francese, Bruno Le Maire, aveva posto l’accento sui vantaggi di una "valuta digitale pubblica", sostenendo che le altre criptovalute rappresentano un potenziale rischio per i consumatori, la stabilità finanziaria e la sovranità degli Stati europei.

 

Alle condizioni attuali, ha precisato Le Maire, non è possibile autorizzare lo sviluppo di Libra sul suolo europeo, in quanto rischia di diventare una moneta sovrana. Le monete digitali, infatti, dovrebbero rimanere nelle mani degli Stati e non passare ad aziende private, che rispondono ad interessi privati.

 

L’appello del ministro transalpino è stato accolto solo ora, con la Commissione europea che ha finalmente deciso di regolamentare le monete digitali, senza vietarle ha tenuto a puntualizzare il vicepresidente dell’esecutivo comunitario Valdis Dombrovskis.

 

Le nuove norme sulle criptovalute consentiranno agli operatori autorizzati in un dato Paese membro di fornire i propri servizi in tutta l'Unione - ha spiegato la Commissione europea -. Le misure di salvaguardia comprendono i requisiti patrimoniali, la custodia dei beni, una procedura obbligatoria per i reclami a disposizione degli investitori e i diritti dell'investitore nei confronti dell'emittente”.

 

Tra i principali obiettivi della Commissione Ue non c’è solo la protezione degli investitori ma anche l’innovazione. “Vogliamo garantire che l'Europa possa sfruttare al massimo le possibilità che le criptovalute hanno da offrire, mitigando i rischi per consumatori, l'integrità del mercato, la stabilità finanziaria, la trasmissione della politica monetaria e la sovranità monetaria”, si legge nei documenti di Bruxelles.

 

Obiettivo Ue: incentivare pagamenti elettronici per contrastare evasione

Oggi disponiamo di mezzi di pagamento digitali, quali i bonifici online, nonché della moneta sotto forma di banconote, ma non abbiamo una moneta digitale emessa dalla Banca Centrale e utilizzabile per i nostri pagamenti quotidiani. In altre parole, non disponiamo di banconote sotto forma digitale da poter utilizzare per effettuare pagamenti online.

 

Una grave limitazione vista alla luce della tanto invocata digitalizzazione di cui si parla in questi tempi, specialmente in merito agli investimenti da fare con le risorse del Recovery fund.

 

Attualmente più del 70% delle transazioni in Europa avviene ancora tramite contante anche se i governi stanno implementando nuove misure per incentivare l’uso dei pagamenti elettronici, non solo per una maggiore tracciabilità e trasparenza dei pagamenti ma anche per contrastare l’evasione fiscale.

 

L’Italia, ad esempio, si sta muovendo su questo fronte con il cashback e super cashback ma anche con la lotteria scontrini, tutte misure che premiano con vincite o rimborsi i cittadini che utilizzano le carte di pagamento, bancomat o carte di credito, il tutto inserito in un più ampio Piano cashless della Riforma fiscale 2021.

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