Naspi: cos'è e come funziona, quanto dura, requisiti e calcolo

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La Naspi 2019 disoccupazione INPS è stata istituita con la riforma del lavoro Jobs act e nel corso del 2019 prevede dei nuovi importi.

Ecco tutto quello che c'è da sapere sul nuovo sussidio di disoccupazione universale, da quali sono i contratti di lavoro che ne possono usufruire a quali sono i requisiti per poterne usufruire fino a quanto viene erogato in termini monetari e di tempo.

 

Cos'è e come funziona la Naspi?

Cos'è e come funziona la Naspi? Si tratta del nuovo sussidio di disoccupazione unico regolamentato dalla nuova riforma del lavoro. Con il Jobs Act, infatti, è stato rimosso dall'ordinamento giuridico italiano l'assegno unico di disoccupazione introdotto dalla Riforma Fornero.

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro del lavoro Giacomo Poletti avevano annunciato all'inizio del 2015 che, a differenza del vecchio sussidio di disoccupazione, la Naspi avrebbe riguardato tutti i lavoratori. Promessa mantenuta almeno in parte dato che alcune casistiche non potranno richiedere il sussidio del Jobs Act (almeno per ora). Infatti anche se non ci sarà più quella sorta di discriminazione che penalizzava i lavoratori precari da quelli non precari, esistono delle variazioni per i lavoratori stagionali, a progetto, per i dipendente pubblici e non solo con cui il Governo deve ancora fare i conti.

Naspi Inps: garantisce, con determinati requisiti, a tutti coloro che perdono il posto di lavoro il diritto ad essere assistiti dallo Stato fino al ritrovo di un nuovo impiego o comunque per un certo lasso di tempo.

Questo nuovo sussidio di disoccupazione è gestito dall'Inps.

Naspi 2019: il 2018 è un anno che vede ancora la NASPI attiva ma cambiare nel suo importo che sarà di euro 1.208,15. Vediamo sempre per il 2018 quali sono i requisiti e qual è la sua durata.

 

La durata e i requisiti Naspi:

Quanto dura? La durata della prestazione Naspi è pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni. Tuttavia la riforma evidenzia che se negli ultimi 4 anni si è fruito di un sussidio, le settimane verranno calcolate dopo la nuova collocazione lavorativa.

 

La retribuzione Naspi ha cadenza mensile e sulla base della Circolare Ufficiale Naspi n°94 del 12 maggio 2015 sarà erogata a:

  • lavoratori dipendenti;

  • gli apprendisti;

  • i soci lavoratori di cooperativa che hanno aderito ad un legame di lavoro subordinato anche successivamente all'inizio del rapporto associativo;

  • personale artistico con relazione lavorativa subordinata.

Chi ha il contratto a progetto può avere la Naspi? Tutti i collaboratori a progetto, coordinanti e continuativi non fruiscono direttamente della Naspi ma di una sovvenzione che prende nome di sussidio DISS-COLL

 

Chi non può avere la Naspi? La disoccupazione NASPI non spetta ai dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato.

Quali sono i requisiti per avere la Naspi? Il primo e fondamentale requisito è la perdita involontaria del lavoro, fatta eccezione per il licenziamento per giusta causa.

Ecco di seguito i requisiti dettati dalla riforma per accedere alla Naspi:

  • perdita involontaria del lavoro;

  • stato di disoccupazione;

  • avere 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni;

  • avere almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei mesi che precedono lo stato di disoccupazione.

La Naspi non spetta invece a coloro che lasciano il lavoro con dimissioni o risoluzioni consensuali. Tuttavia la legge tutele chi si ritrova a lasciare il lavoro (e quindi a dare spontaneamente le dimissioni) a seguiti di condizioni critiche e particolari come:

  • mancato pagamento della retribuzione pattuita;

  • aver subito discriminazioni, ingiurie o molestie nel posto di lavoro nonché essere stati soggetti al mobbing aziendale;

  • modifiche peggiorative della posizione lavorativa e cessioni del proprio ruolo ad altre persone fisiche o giuridiche;

  • spostamento di sede del lavoratore senza i requisiti previsti dalla legge che attualmente sono dettati dall'articolo 2112 comma 4 del codice civile;

  • durante il periodo di maternità, da 300 giorni prima del parto fino al compimento del primo anno d'età del figlio.

 

Come si richiede la Naspi?

La presentazione della domanda NASPI dev'essere fatta entro e non oltre 68 giorni dalla cessazione del rapporto lavorativo. La presentazione della Naspi all'Inps può essere avanzata con le seguenti modalità:

  • via WEB tramite il portale dell'Inps;

  • Enti di Patronato che mettono a disposizione le loro piattaforme telematiche;

  • Contact Center INPS-INAIL (rete fissa 803164 mobile 06.164.164).

 

Chi perde l'indennità Naspi:

  • chi perde lo stato di disoccupazione;

  • chi inizia una nuova attività lavorativa ed ottiene una retribuzione sopra soglia;

  • chi raggiunge i requisiti per il pensionamento;

  • otteggonol'attribuzione dell'assegno di invalidità;

  • violeranno le regole che strutturano la Naspi, come la permanenza all'estero, l'inizio di un'attività lavorativa oltre i confini e quanto dettato dalla stessa riforma.

 

Naspi stagionali: cos'è e chi ne ha diritto

Si tratta di una parte della riforma del lavoro che regolamenta solamente i lavori stagionali legati al settore del turismo. Forte la richiesta da parte dell'elettorato per la tutela di queste attività lavorative, che vedono picchi di occupazione solo in determinati periodi dell'anno. Così, senza avere ancora un piano permanente, Matteo Renzi e il Ministro del lavoro hanno spinto il Governo a salvaguardare per tutto il 2018 questi lavoratori che potranno, sempre sulla base dei requisiti regolamentati dalla riforma, accedere alla Naspi.

 

Ci sarà la Naspi stagionali 2018? Ancora non si può rispondere a questa domanda. Il Governo sembra comunque pronto a proseguire per la via che vuole portare ad un unico sussidio di disoccupazione, sia per i lavoratori precari che per quelli che hanno usufruito del contratto a tempo indeterminato. Molto probabilmente anche gli affetti che il Jobs Act avrà sull'occupazione e sulla regolamentazione del lavoro in Italia inciderà sulle Naspi stagionali.

 

Il calcolo della NASPI:

Con il Jobs Act, il nuovo sussidio di disoccupazione Naspi avrà delle notevoli differenze sotto il punto di vista della retribuzione, così come aveva precedentemente annunciato Matteo Renzi e Giacomo Poletti prima della stesura del testo.

Infatti la Naspi verrà calcolata sulla base della retribuzione imponibile degli ultimi 4 anni ma terrà conto di quattro fattori molto importanti:

  • nel caso in cui nel 2018 la retribuzione del lavoratore sia stata inferiore o pari ad euro 1.195, la Naspi ammonterà al 75% di quest'ultimo importo;

  • nel caso in cui nel 2018 la retribuzione del lavoratore sia stata pari o superiore ad euro 1.195, la Naspi verrà calcolata su un 75% per quest'ultimo importo più un 25% per la somma che supera i 1.195 euro;

  • indipendentemente dalla retribuzione percepita negli ultimi 4 anni di lavoro la Naspi non può superare l'importo di euro 1.314,30;

  • dal 91° giorno di erogazione, la Naspi si ridurrà del 3% ogni mese che viene erogata (quindi a partire dal primo giorno del quarto mese).

Il ministro del lavoro Giacomo Poletti e la sua squadra hanno voluto dare importanza all'importo di euro 1.195 perché dichiarato dall'ISTAT il salario adeguato per i consumi delle famiglie operaie e degli impiegati.

Quindi ogni anno il nuovo sussidio di disoccupazione verrà riformulato sulla base delle statistiche ISTAT puntando ed emarginare eventuali problemi monetari che la precedente disoccupazione faceva sorgere in determinati rapporti di lavoro mal retribuiti.

Quindi niente reddito di cittadinanza (caro al Movimento 5 Stelle) per la squadra di Governo che comunque cerca la strada del reddito minimo.

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