Obbligazioni: cosa sono e come funzionano, a tasso fisso o variabile

Le obbligazioni sono degli strumenti finanziari attraverso i quali l’emittente riceve un prestito e il sottoscrittore realizza un investimento finanziario

1 giugno 2020 12:02
Obbligazioni: cosa sono e come funzionano, a tasso fisso o variabile

Le obbligazioni sono degli strumenti finanziari attraverso i quali l’emittente riceve un prestito da singoli risparmiatori e il sottoscrittore realizza un investimento finanziario.

 

Le obbligazioni possono essere emesse da uno Stato, da un ente pubblico e da una società allo scopo di reperire liquidità. Per l’emittente è una forma alternativa di finanziamento rispetto a quella solitamente utilizzata attraverso il canale bancario, in quanto punta a reperire denaro direttamente tra i risparmiatori a condizioni più vantaggiose. Generalmente, infatti, i tassi d’interesse pagati dall’emittente sulle obbligazioni sono inferiori a quelli pagati sui prestiti bancari.

 

A sua volta, chi investe in obbligazioni riceve un tasso d’interesse più alto rispetto a quello che riceverebbe lasciando il denaro sul proprio conto corrente.

 

Perché investire in obbligazioni?

Coloro che decidono di investire in obbligazioni hanno diritto al rimborso del capitale a scadenza in un’unica soluzione, al valore nominale, e al pagamento di un interesse che viene liquidato periodicamente sottoforma di cedola, generalmente trimestrale, semestrale, annuale. Una curiosità, l’interesse pagato si chiama cedola perché in passato per riscuoterlo bisognava staccare un tagliandino numerato attaccato al certificato obbligazionario.

 

L’emissione di un’obbligazione non sempre avviene alla pari (valore nominale = valore rimborsato a scadenza), spesso per incentivare la sottoscrizione avviene sotto la pari, ossia con un valore nominale maggiore rispetto a quello di sottoscrizione. In poche parole, al momento della sottoscrizione si pagherà una somma minore rispetto a quella che si riceverà poi a scadenza del prestito.

 

Chi investe in obbligazioni non è tenuto ad aspettare la scadenza del prestito per riavere il capitale investito. Per smobilizzare il proprio investimento prima della scadenza può rivolgersi al mercato secondario obbligazionario, dove può vendere direttamente l’obbligazione o al contrario comprarla se decide di investire somme maggiori.

 

Rispetto alle azioni le obbligazioni sono considerate meno rischiose, in quanto sono caratterizzate da un tasso d’interesse fisso che viene stabilito alla stipula del contratto di vendita. L’unico rischio a cui sono soggette le obbligazioni è il fallimento della società o dello Stato che ha emesso il prestito. In ogni caso, i risparmiatori pur partecipando al rischio d’impresa non hanno alcun diritto di partecipare all’attività dell’emittente, quindi nel caso di obbligazioni emesse da società non hanno diritto di voto in assemblea.

 

Il regime fiscale delle obbligazioni

Le obbligazioni vengono tassate in Italia al 26% sia per quanto riguarda le cedole che le eventuali plusvalenze derivanti dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita.

 

I titoli di Stato italiani e degli enti pubblici, invece, sono soggetti ad un’aliquota fiscale più favorevole, pari al 12,5%. La stessa tassazione è prevista per una serie di obbligazioni contenute in una lista speciale, chiamata white list. Si tratta di una lista di nazioni che consentono un adeguato scambio di informazioni con il nostro Paese. Per quelle non contenute in questa lista la tassazione è al 26%.

 

Quanti tipi di obbligazioni esistono?

Ci sono vari tipi di obbligazioni che un soggetto può decidere di emettere:

  • obbligazioni a tasso fisso, offrono un rendimento fisso stabilito prima dell’emissione.

  • obbligazioni a tasso variabile, offrono un rendimento che varia a determinate scadenze temporali e rispetto all’andamento del mercato. Sono legate ad un parametro di riferimento che può essere di natura monetaria o finanziaria.

  • Obbligazioni Zero-Coupon (ZBC - Zero Coupon Bonds), sono obbligazioni senza cedola che invece di liquidare periodicamente gli interessi lo fanno in un’unica soluzione alla data di scadenza insieme alla remunerazione dell’intero captale investito.

  • obbligazioni callable, l’emittente si riserva la facoltà di rimborso prima della scadenza indicata nel contratto.

  • obbligazioni convertibili, il possessore ha la facoltà di convertire il prestito in un titolo azionario ad una scadenza prefissata e ad un predeterminato rapporto di cambio. Se decide di convertire le obbligazioni in azioni, cessa di essere un obbligazionista e diventa a tutti gli effetti un azionista.

  • obbligazioni strutturate, il cui rendimento è legato ad un’attività sottostante.

  • obbligazioni subordinate, obbligazioni il cui rimborso in caso di fallimento dell’emittente avverrà solo dopo aver soddisfatto i creditori privilegiati e chirografari.

  • obbligazioni amortising, obbligazioni che offrono la possibilità di rimborsare una frazione di capitale ogni anno invece che in un’unica soluzione a scadenza.

 

Titoli di Stato italiani:

Le obbligazioni emesse dallo Stato italiano possono dividersi in:

  • obbligazioni senza cedola o zero coupon, come i BOT e i CTZ

    • i Buoni Ordinari del Tesoro (BOT) sono titoli di Stato a breve termine con scadenza 3-6-12 mesi, con un valore minimo di sottoscrizione di 1.000 euro. Non è previsto il pagamento della cedola ma solo il rimborso a scadenza. Avendo un rischio minore legato alla breve durata del prestito, presentano anche un rendimento minore rispetto alle scadenze più lunghe

    • i Certificati del Tesoro zero Coupon (CTZ) sono titoli di Stato a medio termine, 24 mesi, privi di cedola.

  • obbligazioni con cedola fissa, come i BTP. I Buoni del Tesoro Poliennali sono titoli a tasso fisso e hanno una durata che va dai 3 ai 30 anni, con cedole pagate semestralmente. Sono titoli molto liquidi e sul mercato secondario sono molto sensibili alle oscillazioni dei tassi d’interesse.

  • obbligazioni a tasso variabile indicizzate a determinati parametri, come i CCT e i BTPei

    • I CCTeu sono Certificati di Credito del Tesoro indicizzati all’Euribor, della durata di 7 anni caratterizzati dal pagamento di cedole semestrali indicizzate al tasso Euribor a 6 mesi, maggiorato di uno spread

    • I Btpei sono i Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione europea, con la prima emissione avvenuta il 12 settembre del 2003. Hanno una durata di 10-15-30 anni, cedola semestrale, e garantiscono il rimborso del capitale nominale indicizzato alla crescita dei prezzi al consumo della Zona Euro

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