L’Ops di Intesa vicina al successo, e il sito Ubi nasconde il rilancio

Anche Confindustria con Emanuele Orsini sostiene l’operazione. Intanto Barrese, Micillo e Lucchini illustrano i vantaggi per i territori e gli azionisti

25 luglio 2020 18:58
L’Ops di Intesa vicina al successo, e il sito Ubi nasconde il rilancio

Intesa è alle porte perchè gli azionisti hanno già consegnato quasi il 33 per cento delle azioni, ma gli amministratori di Ubi fanno finta di niente e continuano ad ostacolare l’Ops, anche con tentativi tanto ridicoli quanto truffaldini. L’ultima che si sono inventati è il “calcolatore azionario” sul proprio sito, una banale operazione che parte dal numero di azioni possedute per calcolare il beneficio che l’azionista, soprattutto piccolo, può ricavare: strano caso,  nel calcolo non è stato inserito il rilancio di Carlo Messina, che porta il guadagno nello scambio tra azioni Ubi e azioni Intesa ad oltre il 44 per cento. Ed è subito partito un altro esposto alla Consob dagli avvocati di Intesa, che già avevano contestato la dispendiosa campagna pubblicitaria basata sul claim della fiducia “che non si compra”, slogan che rientra anche nella categoria della pubblicità ingannevole, viste le adesioni all’Ops. 

 

Ma se all’esterno continua l’invito del management a resistere (e le associazioni dei consumatori hanno già più volte denunciato i giochini delle tre carte sui consigli che vengono dati ai piccoli azionisti agli sportelli Ubi, cose in linea col “calcolatore azionario” che tace sul rilancio e sul suo valore), all’interno Ubi si sta preparando all’arrivo di Intesa ed è pronta a mettere da parte l’amministratore delegato Victor Massiah e a sostituirlo con il vicepresidente Roberto Nicastro. Massiah, come è noto, è anche il tramite operativo con la finanziaria off shore Parvus, che detiene l’8,6 del capitale della banca sotto Ops.

 

Intanto si chiude il cerchio dell’appoggio delle associazioni imprenditoriali all’operazione, già espresso nelle settimane scorse da Confapi, Coldiretti e Impresa e Territorio. Dopo il sostegno di Confindustria nazionale espresso da Emanuele Orsini, vicepresidente per il credito, la finanza e il fisco, Stefano Barrese, capo dei Territori di Intesa, ha partecipato ad un dibattito con gli imprenditori organizzato da Confindustria Bergamo e ha ricordato che verranno create quattro nuove direzioni a Bergamo, Brescia, Cuneo e Bari, che ci sarà credito aggiuntivo per 30 miliardi nel piano 2021/2023, che non verrà ridotta nessuna linea di credito e che verranno assunti 2500 giovani a fronte di uscite che saranno solo volontarie. Gli stessi concetti sono stati ribaditi da Mauro Micillo, responsabile di Imi Corporate e Investment bank di Intesa, sul Giornale di Brescia. Anche le Diocesi di Milano, Bergamo e Brescia, azioniste di Ubi, hanno dato il via libera.

 

Intanto Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo, è intervenuto al seminario online "L'Italia che verra', il manifesto di Assisi contro la crisi", che chiude i lavori del Festival della soft economy e seminario estivo 2020 della Fondazione Symbola: “con l’offerta su Ubi abbiamo avviato una operazione finanziaria che porterà Intesa Sanpaolo a essere un grande gruppo europeo, un caposaldo per le imprese e le famiglie, un riferimento per l’occupazione.Il nostro gruppo è composto da 322 banche locali, sono state loro la forza di Intesa Sanpaolo e dalla sua solidità hanno tratto forza i loro territori.I vantaggi economici dell’operazione sono evidenti, ma si tratta anche di entrare in un gruppo che mette al centro le persone, anzi la persona”.

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