La nuova pace fiscale

Pace fiscale 2020: ipotesi nuova rottamazione cartelle quater

Allo studio una nuova pace fiscale 2020 per consentire ai contribuenti di mettersi in regola con il Fisco, beneficiando di sconti e agevolazioni sui debiti

18 settembre 2020 07:56
Pace fiscale 2020: ipotesi nuova rottamazione cartelle quater

Pace fiscale 2020 al vaglio dell’Esecutivo per salvare 9 milioni di contribuenti. Il 15 ottobre scadrà la moratoria delle cartelle esattoriali decisa durante l’emergenza Covid-19 per alleggerire la pesante situazione economica degli italiani in deficit di liquidità.

 

Dal giorno successivo l’Agenzia delle entrate tornerà a chiedere il pagamento dei debiti fiscali pregressi ad imprese, titolari di Partita Iva e semplici cittadini, rischiando di appesantire la già precaria situazione in cui versano gli italiani per colpa del lockdown. Unica scappatoia una rottamazione quater per consentire ai contribuenti di mettersi in regola con il Fisco, beneficiando di sconti e agevolazioni.

 

Tasse, Agenzia delle entrate: il 60% dei morosi ha scelto di pagare

Nonostante le dilazioni temporali concesse dal Governo per via del Coronavirus, una buona maggioranza di contribuenti ha deciso di pagare i propri debiti tributari. Secondo l’Agenzia delle entrate stiamo parlando di oltre il 60% dei morosi.

 

Con il decreto Agosto il Governo ha deciso di rinviare la sospensione delle cartelle esattoriali dal 31 agosto al 15 ottobre mentre è stata introdotta una ulteriore proroga di due mesi per l’invio delle cartelle esattoriali, che altrimenti sarebbe ripreso dal 1° settembre.

 

Condono fiscale causa Covid-19 in attesa Riforma fiscale 2021

Gli effetti catastrofici sulle finanze personali prodotte dal Coronavirus potrebbero rappresentare l’alibi ideale per un condono, in vista della Riforma fiscale a cui il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sta lavorando con il suo staff per alleggerire il carico fiscale e costruire un nuovo rapporto tra gli italiani e le tasse.

 

Tra le principali misure allo studio del Governo la riduzione delle tasse per il ceto medio, ispirandosi sempre più al modello tedesco, tramite l’accorpamento delle aliquote Irpef centrali al 36%, portando gli scaglioni da 5 a 4.

 

Per le Partite Iva, invece, si sta preparando una vera e propria rivoluzione, con il pagamento delle tasse tramite un sistema di cassa per evitare il farraginoso meccanismo di acconti e saldi, sulla base di quanto effettivamente incassato.  

 

Questa tanto attesa Riforma fiscale da 15 miliardi di euro potrebbe contenere una nuova rottamazione fiscale 2020 per chiudere i conti con il passato senza troppi problemi. Si stima che questi crediti fiscali ammontino complessivamente a 1.000 miliardi di euro e che per due terzi siano inesigibili.

 

Cartelle esattoriali: allo studio proroga o rottamazione

La tanto attesa rottamazione quater 2020, di cui si parla ancora poco, potrebbe sollevare un vespaio di polemiche, soprattutto a livello politico, ecco perché bisognerà aspettare ottobre per avere maggiori indicazioni, in vista dell’approssimarsi della scadenza del 15.

 

Serve tempo ma bisogna a tutti i costi evitare la deflagrazione di quella che potrebbe rivelarsi una vera e propria “bomba sociale”, alla luce della situazione economica già compromessa degli italiani causa lockdown.

 

La soluzione alla tanto animata questione potrebbe essere appunto la pace fiscale 2020, con misure che spaziano dal saldo, allo stralcio alla rottamazione, oppure ad una semplice ulteriore proroga del blocco dell’invio degli atti esecutivi (cartelle esattoriali, ingiunzioni di pagamento, avvisi di accertamento, procedure esecutive e di pignoramento), magari fino alla fine dell’anno. Di certo c’è che qualcosa va fatto, perché gli italiani non sono ancora pronti a saldare i conti arretrati con il Fisco, vuoi per le problematiche legate al lavoro, vuoi per le difficoltà economiche degli imprenditori causa Covid-19.

 

Da considerare poi, che il Fisco italiano è riuscito negli ultimi anni a recuperare solo il 13,3% delle tasse evase e che commercialisti e consulenti potrebbero incontrare difficoltà nello sbrogliare tutti i pagamenti rinviati da mesi.

 

Fisco: in 20 anni recuperato solo il 13,3% di tasse evase

Secondo i calcoli della Corte dei conti, effettuati utilizzando i dati dell'Agenzia delle entrate - Riscossione, l'ex Equitalia, dal 2000 al 2019 il Fisco italiano ha recuperato solo il 13,3% degli oltre mille miliardi di imposte non riscosse. Si tratta del peggior dato degli ultimi anni, visto che nel 2000 era pari al 28%.

 

Più sono alti gli importi delle cartelle esattoriali e più è bassa la quota che lo Stato riesce ad incassare. Ad esempio, per gli atti superiori ai 100mila euro, il Fisco riesce a recuperare solo il 2,7%: si riscuotono mediamente 2.700 euro per ogni 100mila iscritti a ruolo.

 

Alla fine del 2019 il magazzino imposte ancora da incassare da parte dell’Erario ammontava a 954 miliardi di euro, con il 40% “difficilmente esigibile” come dichiarato in una audizione alla Camera, dal direttore dell'Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, in quanto si tratta di soggetti falliti (per 153 miliardi di euro), persone decedute (per 119 miliardi di euro) e nullatenenti (per 109 miliardi di euro), mentre per altri 69 miliardi l'attività di incasso è sospesa in forza di sentenze dell'autorità giudiziaria.

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