Patrimoniale 2020: cos'è e come funziona, nuova imposta all'orizzonte?

L’elevato debito che stiamo accumulando per far fronte alle spese sanitarie e agli effetti economici del covid potrebbero far scattare la temuta imposta

11 luglio 2020 08:56
Patrimoniale 2020: cos'è e come funziona, nuova imposta all'orizzonte?

Patrimoniale 2020: l’elevato debito che stiamo accumulando per far fronte alle spese sanitarie e agli effetti economici del coronavirus potrebbero far scattare la tanto temuta patrimoniale

 

Ma cos’è la patrimoniale e come funziona?

 

Patrimoniale 2020 cos'è e come funziona:

La patrimoniale è un’imposta che colpisce il patrimonio sia mobile che immobile delle persone fisiche e giuridiche, quindi denaro, case, azioni, valori preziosi, obbligazioni.

 

Questa tassa grava sul capitale dei contribuenti posseduto sia in Italia che all’estero, indipendentemente dai guadagni da lavoro, sulla ricchezza accumulata nel tempo.

Solitamente questo tipo di imposta viene decisa a fronte di situazioni economiche eccezionali, come eventi bellici o severe recessioni.

 

La patrimoniale va a colpire la generalità del patrimonio con un unico sistema di aliquote. Può essere:

  • fissa, versata indistintamente da tutti i contribuenti in un importo fisso;

  • variabile in funzione del patrimonio dei contribuenti, con una franchigia entro cui non è previsto alcun prelievo;

  • reale, se colpisce una sola componente della ricchezza;

  • soggettiva, se colpisce tutta la ricchezza del contribuente;

  • straordinaria, se applicata una tantum ovvero una sola volta;

  • ordinaria se versata con cadenza regolare, solitamente annua.

 

Si tratta di un’imposta e non di una tassa in quanto corrisposta non a fronte di un particolare servizio ricevuto ma per i servizi che lo Stato corrisponde alla collettività nel tempo.

 

Attualmente in Italia esistono molte imposte patrimoniali nascoste, come l’Iva, l’Imu e la Tasi, il bollo auto, il canone Rai, le tasse su donazioni, successioni. Secondo la Cgia di Mestre di patrimoniali in Italia ce ne siano già una quindicina. Nel 2017 tra l’Imu, la Tasi, l’imposta di bollo, il bollo auto, abbiamo versato al fisco circa 46 miliardi di euro, ossia il 2,7% del PIL. “Rispetto al 1990 il gettito riconducibile alle imposte di possesso sui nostri beni mobili, immobili e sugli investimenti finanziari in termini nominali è aumentato del 400%, mentre l’inflazione è cresciuta del 92%. In buona sostanza, in oltre 25 anni abbiamo subito una vera e propria stangata”, osserva l’associazione degli artigiani.

 

La parte del leone la fanno le imposte sugli immobili, che hanno consentito all'Erario di incassare 21,8 miliardi. Dal bollo auto sono arrivati nelle casse dello Stato 6,7 miliardi, mentre l'imposta di bollo ne ha portati altri 6,3. L'imposta di registro e sostitutiva è ammontata invece a 5,3 miliardi di euro.

 

Patrimoniale 2020 e prelievo forzoso possibile rischio all'orizzonte?

Come si fa a ridurre velocemente il debito accumulato allo Stato a causa del coronavirus? Secondo alcuni la risposta a questa domanda potrebbe essere proprio la patrimoniale, più volte esclusa dal governo ma pur sempre possibile.

Potrebbe essere di tipo variabile e magari riferita al prelievo fiscale sulle eredità oppure sulle imposte di bollo del conto corrente e dei depositi.

 

Corriamo il rischio di un prelievo forzoso? Il prelievo forzoso è un’imposta sul patrimonio depositato nei conti correnti che può essere prelevato senza il consenso e l’autorizzazione dei correntisti. Una misura altamente impopolare, la cui ultima applicazione risale al 1992 con il governo Amato. Fu un’imposta straordinaria sull’ammontare dei depositi bancari, postali e presso istituti e sezioni per il credito a medio termine, conti correnti, depositi a risparmio e a termine, certificati di deposito, libretti e buoni fruttiferi, da chiunque detenuti, pari al 6 per mille.

 

È altamente improbabile che venga applicato in questo contesto, in quanto non farebbe altro che alimentare la rabbia dei cittadini già duramente colpiti moralmente ed economicamente dalla pandemia.

 

Esiste invece una reale possibilità che una patrimoniale venga applicata sotto mentite spoglie nella nuova Legge di Bilancio 2021.

 

Patrimoniale 2020, la covid tax proposta dal Pd

A metà aprile il Pd aveva proposto una covid tax, ossia "un contributo di solidarietà” straordinario a carico dei redditi più elevati per gli anni 2020 e 2021, da destinare a tutti coloro che versano in situazioni di povertà a causa della crisi o in situazioni di grave difficoltà per la perdita completa del reddito come i giovani lavoratori autonomi.

 

Secondo il capogruppo democratico alla Camera Delrio e il capogruppo in Commissione Bilancio Melilli, la crisi economica scaturita dalla pandemia ha fatto emergere e accentuato situazioni di povertà. “Ci sono famiglie che in questi giorni non hanno risorse sufficienti per provvedere all’acquisto nemmeno dei beni di prima necessità: c’è un rischio povertà per un ulteriore milione di bambini”. Da qui la proposta, che prevedeva un contributo dal 4% all'8%, per cinque fasce di reddito, dagli 80mila euro a oltre un milione di imponibile Irpef. Tradotto corrisponderebbe ad un contributo dai 110 euro ai 54mila euro l'anno, per il 2020 e il 2021.

 

La somma sarà deducibile e andrà da alcune centinaia di euro fino a decine di migliaia per redditi superiori al milione. Il gettito atteso è 1,3 miliardi annui”, avevano proposto i democratici senza trovare il consenso del governo e dell’opposizione. Il premier Giuseppe Conte aveva chiaramente detto di “non vedere all’orizzonte” questa imposta.

 

Scettico Vito Crimi dei 5 Stelle, precisando che si tratta di una “loro iniziativa. Noi con garbo e spirito unitario abbiamo proposto ai parlamentari di tagliarsi lo stipendio, cosa che il M5s già fa senza ricevere risposta. Ora non è il momento di chiedere ulteriori sacrifici agli italiani, rimaniamo contrari a qualunque forma di patrimoniale”.

 

Contrario anche il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani: “la patrimoniale è inaccettabile. Ci opporremo con tutte le nostre forze ad ogni tentativo di mettere le mani nelle tasche e nei conti degli italiani. Il governo deve dare non togliere ai cittadini. Non c'è bisogno di un nuovo sceriffo di Nottingham”.

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