Pensioni Quota 41

Pensioni Quota 41 news di oggi: da quando e per chi. Le proposte

Sindacati favorevoli a Quota 41, proposta pensionamento anticipato per tutti coloro che hanno 41 anni contributi senza ulteriori vincoli, dopo Quota 100

23 settembre 2020 11:35
Pensioni Quota 41 news di oggi: da quando e per chi. Le proposte

Il dibattito sulla Riforma delle Pensioni riprenderà a settembre con due importanti appuntamenti tra governo e sindacati.

 

Lo scorso 8 settembre e16 settembre Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato ed incontreranno ancora la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, per ridisegnare un nuovo sistema previdenziale per il 2022, dopo la scadenza naturale di Quota 100.

 

Al suo posto Quota 41, che per il momento sembra trovare il favore delle organizzazioni sindacali.

 

Pensioni: confronto a settembre tra governo e sindacati

Il Governo è pronto a rimettere mano al sistema previdenziale dopo la fine della prova di Quota 100, prevista per il 31 dicembre 2021. La misura sperimentale adottata per il triennio 2019-2021 consente di andare in pensione anticipata a 62 anni d’età con 38 anni di contributi versati.

 

Due le date importanti previste per settembre: l’8 e il 16 con i sindacati convocati al ministero del Lavoro per un confronto.

 

Durante il primo incontro le parti discuteranno sulle misure da inserire nella prossima Legge di Bilancio 2021, tra cui il prolungamento dell'Ape sociale (con la possibilità, come chiesto dai sindacati, di aumentare le categorie di lavoro gravoso) e la proroga di Opzione donna.

 

Le parti sociali chiederanno poi un nuovo strumento che vada oltre l'isopensione, che accompagni con un'indennità i lavoratori a cui mancano 3-4 anni per andare in pensione.

 

Pensioni, obiettivo: evitare lo “scalone”

Il tavoli servono per ridisegnare il sistema previdenziale dopo il 2021, quando andrà a scadenza Quota 100. Secondo il segretario confederale della Uil Domenico Proietti, si farà una valutazione più generale su come evitare lo scalone al 2021, ossia su come aggirare il ritorno alla Legge Fornero che prevede sostanzialmente il pensionamento di vecchiaia a 67 anni (con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne), con un “salto” di cinque anni rispetto al 2021.

 

Cos’è lo scalone? Per spiegarlo meglio riproponiamo l’esempio riportato dal senatore Dem Tommaso Nannicini: Mario e Alessandro hanno lavorato per gli stessi anni: entrambi raggiungeranno 38 anni di contributi nel 2021. Mario compirà 62 anni nel dicembre 2021, Alessandro nel gennaio 2022. Sono praticamente identici. Con Quota 100, avranno lo stesso trattamento? No, perché il primo andrà in pensione a 62 anni, il secondo a 67. Tra Mario e Alessandro il governo ha frapposto uno ‘scalone’ di 5 anni”. 

 

L’obiettivo dei sindacati è quello di mantenere una flessibilità in uscita dopo il superamento di Quota 100, misura che durante il covid sta dimostrando di essere un ottimo ammortizzatore sociale. Inoltre, bisognerà utilizzare al meglio i risparmi di Quota 100, che ammonterebbero a circa 6 miliardi di euro secondo una stima della Cgil.

 

Secondo alcune ipotesi, la Riforma delle Pensioni 2021 e la Riforma Fiscale 2021 pensate dall’esecutivo verrebbero a costare 12-15 miliardi di euro.

 

Quota 41: da quando e per chi

La base del confronto sulla riforma del sistema previdenziale dal 2022, dopo la conclusione di Quota 100, è dunque la flessibilità in uscita intorno ai 62 anni di età o con 41 anni di contributi, con dei vantaggi per chi ha fatto lavori più pesanti o gravosi e per chi ha fatto lavori di cura o per chi è disoccupato o invalido, sottolinea il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli.

 

Sotto la lente anche la possibilità di estendere a tutti i lavoratori il pensionamento anticipato con 41 anni di contributi, la cosiddetta opzione Quota 41, che al momento sembra trovare il favore delle parti sociali.

 

L’ipotesi è quella di estendere l’attuale Quota 41 per i lavoratori precoci a tutti a partire dal 2022, eliminando qualsiasi vincolo, compresa l’età.

 

Attualmente Quota 41 è una misura dedicata solo ad una platea molto ristretta di possibili beneficiari, in particolare a chi:

  • possiede almeno 12 mesi di contributi versati, non per forza continuativi, prima del compimento dei 19 anni di età;

  • ha 41 anni di contributi maturati;

  • appartiene ad una delle 5 categorie tutelate (disoccupati, invalidi, caregiver, lavori usuranti, lavori gravosi).

 

Domenico Proietti della Uil ha dichiarato che Quota 41 è una proposta contenuta nella piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil ed è stata riproposta all'ultimo incontro con la ministra Catalfo. “Riteniamo che chi ha 41 anni di contribuzione debba andare in pensione a prescindere dall'età – sottolinea il sindacalista -. La misura riguarda i lavoratori precoci e non ha un impatto economico rilevante ma comunque pensiamo che sia giusto rimettere un po' di equità nel sistema previdenziale, dopo i tanti miliardi sottratti dalla legge Fornero". 

 

Per Ghiselli della Cgil, Quota 41 "si può fare, ma è un intervento spot, non una riforma organica", che "taglia completamente fuori tutti quei lavoratori che non arrivano a tali livelli di contribuzione, come le donne che verrebbero escluse perché in media hanno 25 anni di contributi, e i lavoratori discontinui".

 

Secondo alcuni calcoli la nuova misura potrebbe venire a costare allo Stato 12 miliardi di euro solo per il primo anno.

 

Cos'è Quota 41:

Attualmente possono accedere alla pensione anticipata Quota 41 2020 solo i seguenti lavoratori:

  • chi ha iniziato a lavorare prima dei 19 anni di età vantando almeno 12 mesi di contributi versati;

  • chi si è iscritto alla previdenza obbligatoria prima del 1996;

  • chi è disoccupato e che da tre mesi ha finito di percepire l'indennità di disoccupazione;

  • i caregivers che assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente entro il II° grado con handicap grave;

  • gli invalidi sopra il 74%;

  • coloro che hanno svolto lavori usuranti o gravosi,

Quota 41 dovrebbe essere estesa dal 2022 a tutti i lavoratori di tutti i settori, almeno stando alle ultime indicazioni del governo Conte circa la riforma delle pensioni 2021.

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