Il Pil secondo L’Ue

Pil Italia, stime Ue: “Livelli pre-pandemia solo dopo il 2022”

In Europa la seconda ondata ferma la ripresa. “Rischi e incertezze restano eccezionalmente ampi”. Recovery, accordo Parlamento-Governi su stato di diritto

5 novembre 2020 20:27
Pil Italia, stime Ue: “Livelli pre-pandemia solo dopo il 2022”

Nel 2020 il Pil italiano calerà del 9,9% rispetto al 2019, per poi rimbalzare del 4,1% nel 2021 e del 2,8% nel 2022. Le previsioni economiche d’autunno della Commissione europea illustrate oggi dal commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, vedono per l’Italia un taglio delle stime sulla ripresa. Peggio va solo la Spagna con un -12,4% del Pil. A seguire Francia (-9,4%), Portogallo (-9,3%), Grecia (-9%), Belgio (-8,4%). “La crescita tornerà nel 2021”, spiega Gentiloni, “ma ci vorranno due anni prima che l'economia europea si avvicini al livello precedente la pandemia”. Solo due Paesi, la Germania e la Polonia, raggiungeranno o supereranno i rispettivi livelli di Pil pre-covid entro la fine del 2022.

 

Quadro incerto. Dalla pandemia “cicatrici profonde” sull’economia  

Dunque, l’Italia non tornerà ai livelli precedenti al Covid nemmeno nel 2022. Il quadro con la seconda ondata del virus resta estremamente incerto. In Europa “nelle ultime settimane siamo di fronte alla recrudescenza della pandemia e sono state adottate nuove misure di contenimento”, dice da Bruxelles l’ex premier italiano. “Il rimbalzo è stato interrotto. La crescita è destinata a fermarsi nel quarto trimestre, e riprenderà a salire a partire dal primo trimestre del 2021”. Nonostante “la ripresa molto forte in estate, dopo la più profonda recessione nella storia dell'Ue nella prima metà dell’anno” il Vecchio Continente è di nuovo in sofferenza. “Le incertezze e i rischi sulle previsioni d’autunno 2020 rimangono eccezionalmente ampi” soprattutto in caso di peggioramento della pandemia. Che potrebbe lasciare sull'economia “cicatrici più profonde” di quanto al momento sia possibile calcolare. “Un impatto negativo” è da mettere in conto anche nel caso in cui “l'economia globale e il commercio mondiale migliorassero meno del previsto o se le tensioni commerciali dovessero aumentare. La possibilità di stress sui mercati finanziari è un altro rischio al ribasso”.

 

Cosa devono fare i singoli Paesi

Secondo Gentiloni “nell'attuale contesto di altissima incertezza, le politiche economiche e fiscali nazionali devono rimanere favorevoli, mentre il Next Generation EU deve essere finalizzato quest'anno ed effettivamente implementato nella prima metà del 2021”. Per questo, dice, “incoraggio i diversi Paesi, inclusa l'Italia, a presentare quanto prima possibile, e anche nelle prossime settimane, i piani di Recovery Fund perché la Commissione possa iniziare ad analizzarli”.  Prima si presentano, prima arriveranno le risorse. A fronte di spese straordinarie, per la maggior parte a debito, che gli Stati più colpiti stanno affrontando, il commissario all’Economia invita a fare presto. Se non ci saranno ritardi nell’iter del Recovery Fund “l'approvazione dei piani con relativa erogazione del primo 10% di sussidi e prestiti potrebbe arrivare entro la primavera del prossimo anno”. E sul Mes: “abbiamo lavorato alacremente per evitare le condizionalità e ci siamo riusciti, ora dipende dagli Stati membri”. Ma “incoraggiamo a utilizzare tutti gli strumenti disponibili”. 

 

Nessuna preoccupazione per la sostenibilità del debito italiano. Ma la disoccupazione non diminuirà

In Ue “non c’è preoccupazione né per il debito dell’Italia né per quello di altri Stati”, ci tiene a precisare Gentiloni. Tuttavia, esiste la consapevolezza che alcune misure adottate dai Governi non saranno in grado di incidere su aspetti preoccupanti della crisi in atto. In Italia “le misure di bilancio continueranno a sostenere l'occupazione e i redditi, ma è improbabile, purtroppo, che prevengano una crescita della disoccupazione”. 

 

Trattative in corso tra Consiglio e Parlamento europeo

E’ di oggi la notizia di un accordo raggiunto tra Consiglio e Parlamento europeo su come vincolare l’erogazione delle risorse del Recovery Fund alla tutela dello Stato di diritto. Intanto, vanno avanti le trattative per ampliare i fondi da destinare nell’ambito del Bilancio Ue 2021-2027 ad alcuni programmi che il Parlamento ritiene fondamentali con i relativi capitoli di spesa. Da settimane si fatica a raggiungere un’intesa. Ma Gentiloni dichiara: “Sono fiducioso”.

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