Coronavirus, Pil Italia 2020: Istat crollo -4,7% primo trimestre

Secondo l'Istat nel primo trimestre 2020 il Pil italiano ha registrato un -4,7% su trimestre e un -4,8% su anno, registrando il peggior dato dal 1995

9 maggio 2020 10:24
Coronavirus, Pil Italia 2020: Istat crollo -4,7% primo trimestre

Pil Italia 2020: L'economia italiana ha la febbre da Coronavirus. Lo certifica l’Istat, comunicando che nel primo trimestre del 2020 il Prodotto interno lordo (Pil) ha subito una diminuzione del 4,7% rispetto al trimestre precedente e del 4,8% in termini tendenziali, registrando la flessione più ampia mai registrata prima dal dall’inizio del periodo di osservazione dell’attuale serie storica che ha inizio nel primo trimestre del 1995.

 

Basti pensare che nel primi tre mesi del 2019 l’economia italiana cresceva su base annua dello 0,2% mentre nello stesso periodo del 2018 dell’1,3%. 

 

Pil Italia 2020 dati Istat primo trimestre:

Nei primi tre mesi dell’anno 2020 il Pil italiano, indice che misura la ricchezza e il benessere del Paese indicando il valore complessivo di beni e servizi prodotti, ha subito una contrazione di "entità eccezionale indotta dagli effetti economici dell’attuale emergenza sanitaria e dalle misure di contenimento adottate" per contrastare il COVID-19, spiega l’ente pubblico di ricerca italiano segnalando un calo marcato e diffuso in tutte le attività economiche, particolarmente rilevante per l’industria e il terziario.

 

Dal lato della domanda, vi sono ampi contributi negativi sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta. Si tratta di una stima preliminare, soggetta a revisioni, che “potrebbero essere di entità superiori alla norma”, avverte l’istituto di statistica nazionale senza lasciare adito a false speranze.

 

Nonostante tutto, il dato sorprende in positivo gli economisti che si aspettavano una flessione più ampia, in media del 5% circa, mentre il governo stimava una contrazione del 5,5%.

 

Per l’intero anno l’Istat indica una variazione pari al -4,9% mentre l’esecutivo prevede al momento una discesa del Pil dell’8%. Il presidente del Consiglio, Conte nell'informativa alla Camera ha parlato di una frenata del Pil di oltre il 15% nel primo semestre prospettando un deciso miglioramento dell’economia per la seconda metà dell’anno grazie alla fine del lockdown ed alla riapertura delle imprese.

 

Nel caso in cui dovesse verificarsi una seconda ondata di contagi, la contrazione nel 2020 arriverebbe invece al 10,4%. Per una ripresa bisognerà aspettare il 2021, spiega il premier, indicando una possibile crescita dell’economia del 4,7%, leggermente inferiore alla stima di Moody’s del 6,1%. L’agenzia di rating americana, invece, si mostra maggiormente pessimista per l’anno in corso, indicando una frenata del Pil del 9,3%.

 

Pil Eurozona dati Eurostat: leggermente peggio degli altri Stati europei

Guardando all’Europa, il dato diffuso dall’Istat appare leggermente peggiore rispetto alle altre economie del vecchio continente. Secondo l’Eurostat, nel primo trimestre del 2020 il Pil dell’Eurozona si è contratto del 3,8% su base trimestrale, registrando il dato peggiore da quando è iniziata la rilevazione nel 1995, mentre su base annua la flessione è stata del 3,3%, la più ampia dal terzo trimestre del 2009 quando si registrò un -4,5%. Per dare una dimensione degli effetti Covid19 sull’economia dell’area euro, si ricorda che negli ultimi tre mesi del 2019 il Pil aveva registrato una variazione annua positiva dell’1% mentre nel terzo trimestre del 2019 dell’1,3%. 

 

Peggio di noi la Spagna, con l’istituto di statistica nazionale che per i primi tre mesi del 2020 rileva una diminuzione dell’economia del 5,2% rispetto al trimestre precedente e del 4,1% su anno. Non si salva neanche la Francia (-5,8%), con il peggior dato dal secondo dopoguerra. Occhi puntati sulla Germania che diffonderà i dati preliminari sul Pil del primo trimestre il 15 maggio 2020 mentre tre giorni prima arriveranno quelli della Gran Bretagna.

 

Pil Italia, Confcommercio: fortemente preoccupate le imprese

Grande preoccupazione per i dati sull’economia italiana diffusi dall’Istat è stata espressa da Confcommercio, la più grande rappresentanza d’impresa in Italia, segnalando che nessuna consolazione può esserci dal fatto che “dinamiche congiunturali analoghe a quelle italiane si siano registrate nelle altre economie europee. Anzi, questa circostanza rende difficile immaginare un’eventuale ripresa basata sulle sole esportazioni”.

 

“A completare il quadro si conferma l’assenza d’inflazione nel sistema. Questa situazione subirà un peggioramento nel secondo trimestre e, in particolare, nel mese di aprile. Diventa urgente – conclude la Confederazione Generale Italiana delle Imprese, delle Attività Professionali e del Lavoro Autonomo - che gli attori politici e istituzionali, nazionali e internazionali, provino a superare il falso conflitto tra sicurezza pubblica e ripresa economica, mettendo in campo protocolli credibili e condivisi che consentano, dove possibile e appena possibile, la riapertura delle attività produttive”.

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