Pnr 2020: cos'è e cosa prevede il Piano nazionale di Riforma, fisco

Il Piano nazionale di riforma è stato approvato in Consiglio dei Ministri. Ecco cos'è il Pnr e cosa prevede riforma del fisco, salario minimo, no ai condoni

11 agosto 2020 10:04
Pnr 2020: cos'è e cosa prevede il Piano nazionale di Riforma, fisco

Il Pnr, Piano nazionale di riforma per il rilancio dell’Italia è stato approvato dal Consiglio dei ministri. Il Piano di Rilancio firmato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri prevede: "modernizzazione del Paese, transizione ecologica e inclusione sociale e territoriale e parità di genere".

 

Positive le intenzioni, mentre ci si chiede se e quando tutte queste riforme che non sono state fatte nell’arco di decenni verranno mai realizzate. La speranza è che dalla crisi pandemica rinascano le motivazioni politiche necessarie per accompagnare questo processo di modernizzazione del Paese.  

 

Riforma fiscale 2021 ultime notizie 11 agosto: il ministro Gualtieri ha comunicato che il governo è al lavoro sul taglio Irpef 2021, a partire dal prossimo anno, e successivamente sarà modificato il meccanismo di saldi e acconti per le partite Iva, passando così al cd. fisco per cassa.

Per tutte le novità taglio Irpef 2021.

 

Cos’è il Pnr, Piano nazionale di riforma?

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, facendo leva sulle notevoli risorse che l'Unione Europea ha introdotto, in particolar modo sul Recovery Fund, ha messo a punto un Programma nazionale di riforma (Pnr) per evitare una fase di depressione economica.

 

Il Pnr, documento annuale che i governi presentano a Bruxelles, questa volta traccia le linee guida essenziali del Programma di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan) da presentare alla Commissione Europea per fruire dei fondi europei anti-covid, che arriveranno solo a partire dal 2021.

 

Lo Strumento Europeo per la Ripresa (Next Generation EU) è un’iniziativa per cui il Governo si è fortemente battuto. Esso rappresenta un grande passo in avanti per l’Europa e l’occasione per il nostro Paese per rilanciare gli investimenti e attuare riforme che ne amplifichino gli effetti all’interno di un disegno di crescita e transizione verso un’economia più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. Alla costruzione di questo progetto il Governo dedicherà nei prossimi mesi tutte le energie disponibili, facendo tesoro dell’ampia consultazione con le componenti economiche, sociali e culturali del Paese svoltasi con i recenti Stati Generali”, scrive Gualtieri nella premessa al documento. 

 

E’ assolutamente necessario evitare che la crisi pandemica, inserendosi su un contesto di scarso dinamismo economico del Paese, nonché di complessi cambiamenti geopolitici a livello mondiale, sia seguita da una fase di depressione economica. Non vi è tempo da perdere, e le notevoli risorse che l’Unione Europea ha messo in campo devono essere utilizzate al meglio", osserva il ministro.

 

Alleggerimento della pressione fiscale

Il Governo sembra essere pronto ad intervenire in primis sulla pressione fiscale, consapevole che il sistema necessita di una “riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta" per "disegnare un fisco equo, semplice e trasparente per i cittadini, che riduca in particolare la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli e acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale”.

 

L’obiettivo prioritario dell’esecutivo è ridurre il tax gap, in che modo? Con il miglioramento della qualità dei controlli, con il rafforzamento dell'efficacia della riscossione e con un forte impulso alle attività orientate a favorire la compliance volontaria dei contribuenti e a prevenire gli inadempimenti tributari.

 

In particolare, per migliorare la compliance fiscale saranno previsti incentivi al "maggiore utilizzo dei pagamenti elettronici, non solo nell’ottica di favorire la digitalizzazione dei processi aziendali e la razionalizzazione degli adempimenti degli operatori Iva, ma anche prevedendo modalità semplificate per la fruizione di agevolazioni o incentivi fiscali". 

 

No ai condoni, invece, che “generando aspettative circa la loro reiterazione, riducono l'efficacia della riscossione delle imposte”, scrive Gualtieri.

 

Previsti controlli anche per impedire che i contribuenti fruiscano indebitamente agli aiuti anti-Covid mentre saranno razionalizzate le spese fiscali mentre saranno rivisti i sussidi ambientalmente dannosi (SAD), ossia quelle spese legate a fonti e pratiche inquinanti. Cosa sono i SAD? Sono sussidi alle imprese e alle famiglie che sostengono in modo diretto o indiretto un’attività che reca un danno all’ambiente contravvenendo al principio del “chi inquina paga”. A quanto ammontano? La cifra relativa al 2018 si attesta a 19,8 miliardi di euro, per il 90% composta da sussidi alle fonti fossili.

 

Imposizione più equa ai giganti del web. Secondo il ministro dell’Economia l’Italia rafforzerà la propria iniziativa di contrasto all’erosione delle basi imponibili nelle opportune sedi internazionali ed europee. “Da una più equa imposizione sui giganti del web e dal contrasto dell’elusione fiscale attualmente consentita dai regimi impositivi di alcuni Paesi Ue potrà derivare un miglioramento del gettito”.

 

"Il contrasto all’evasione fiscale, la revisione delle imposte ambientali e l’abolizione dei sussidi ambientalmente dannosi, unitamente ad una riforma del sistema fiscale improntata all’efficienza, all’equità e alla progressività, nonché ad una revisione e riqualificazione della spesa pubblica, saranno i pilastri della strategia di miglioramento dei saldi di bilancio e di riduzione del rapporto debito/PIL nel prossimo decennio. Tanto maggiore sarà la credibilità della strategia di rilancio della crescita potenziale e di miglioramento strutturale del bilancio, tanto minore sarà il livello dei rendimenti sui titoli di Stato e lo sforzo complessivo che il Paese dovrà sostenere nel corso degli anni", scrive Gualtieri. 

 

Investimenti per oltre il 3% del PIL

Nel Pnr non potevano mancare gli investimenti, soprattutto per l’Alta Velocità. Nei prossimi quattro anni sarà possibile raggiungere un livello di investimenti pubblici superiore al 3 per cento del PIL, si legge nella bozza.

 

In particolare, per l'infrastruttura ferroviaria "si punterà ad una progressiva estensione del sistema secondo logiche di integrazione con la rete esistente. Si tratta in tal senso, di studiare l'evoluzione dell'attuale sistema dei servizi ferroviari ad alta velocità (AV) in un sistema ad Alta Velocità 'di Rete' (AVR), che riesca a massimizzare le prestazioni offerte ai principali centri urbani, mediante un utilizzo oculato di tratte convenzionali e dedicate, eventualmente integrate da interventi infrastrutturali di adeguamento della rete esistente, o anche, laddove necessario, dalla realizzazione ex novo di varianti e tratte integrative”.

 

L’obiettivo è “garantire a tutte le principali aree urbane dell’Italia peninsulare tempi di accesso a Roma non superiori a quelli oggi garantiti dal sistema Alta velocità sulla sua tratta di maggior lunghezza (4h e 30min)”. Previsto anche il rafforzamento dei servizi ferroviari regionali.

 

Salario minimo e potenziamento Cpi

Torna in auge il salario minimo "quale strumento di sostegno del potere d’acquisto dei salari e vettore di protezione e rafforzamento della contrattazione collettiva nazionale nei settori più deboli e a basso tasso di sindacalizzazione nei quali strutturalmente non opera la contrattazione di secondo livello".

 

Il Governo ha in mente un progetto più ampio sul lavoro, che mira al rafforzamento della contrattazione nazionale e di integrazione dei diversi ambiti e livelli di negoziazione per contrastare il dumping contrattuale.

La bozza prevede inoltre il potenziamento dei Cpi, centri per l'impiego. "L’attuazione del piano straordinario di potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro (Cpi), costituisce una priorità politica del Programma di Governo e si sostanzia in un piano di investimenti per la riqualificazione della rete di servizi per il lavoro e dei servizi sociali”. Si apre così la seconda fase di investimento in politiche attive prevista dal decreto che istituisce il RdC, per realizzare l’obiettivo più volte condiviso dall’Unione Europea di inclusione attiva e benessere collettivo, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali.  

 

Ricerca ed istruzione in primo piano

Per combattere l’effetto depressivo del covid-19 sull’economia italiana si punterà ad incrementare la spesa pubblica per la ricerca e per l'istruzione, in special modo terziaria. Verranno destinati fondi pari complessivamente a 0,4 punti percentuali di Pil nei prossimi tre anni", assicura Gualtieri riferendosi a circa 7 miliardi di euro. Si parla di una vera e propria spending review per "riallocare ed efficientare la spesa anche alla luce dei guadagni di produttività realizzabili attraverso la digitalizzazione e lo snellimento delle procedure burocratiche".  

 

"Parte della maggiore spesa sarà destinata al finanziamento di progetti di ricerca che perseguano obiettivi di sostenibilità ambientale e digitalizzazione e che contestualmente abbiano un rilevante effetto sull'incremento della produttività", si legge nella bozza.

 

Entro due anni le scuole statali superiori e medie dell’intero territorio nazionale saranno connesse con collegamenti in fibra ottica a 1 Gbps, necessari per l’adozione di forme sistemiche di teledidattica. Lo stesso è previsto per le scuole primarie e quelle dell’infanzia ricadenti nelle cosiddette ‘aree bianche’. La connettività sarà gratuita per 5 anni e sarà inclusa la manutenzione delle reti, si legge nella bozza del Pnr.

 

Previsti inoltre voucher per le famiglie, distinti a seconda della fascia di reddito di appartenenza: “è previsto infatti un contributo massimo di 200 euro per connessioni veloci per le famiglie con Isee sopra i 20.000 euro e un contributo massimo di 500 euro per connessioni veloci e per l’acquisto di tablet e pc per le famiglie con Isee sotto i 20.000 euro”

 

Settore edilizia importante per il rilancio 

Il Governo è al lavoro anche per semplificare le procedure amministrative e la pianificazione e autorizzazione dei lavori pubblici. La finalità principale del Dl semplificazionisarà quella di rimuovere gli ostacoli che negli ultimi anni hanno rallentato non solo gli appalti e gli investimenti pubblici, ma anche, più in generale, la crescita dell’economia”, si legge nella bozza.  

 

L’edilizia, infatti, è un altro settore su cui puntare per il rilancio dell’economia, pur rafforzando le politiche di contrasto all’abusivismo edilizio e al consumo del suolo. “Si è già detto degli incentivi alle ristrutturazioni in chiave energetica ed antisismica e del ‘bonus facciate’. La valorizzazione del patrimonio immobiliare della Pubblica Amministrazione potrà giocare, in connessione con la graduale ripresa del settore, un importante ruolo propulsivo per il settore delle costruzioni, incrementandone la produzione e l’occupazione e, quindi, la crescita complessiva dell’economia”.

 

In particolare, gli edifici utilizzati dallo Stato Centrale “saranno oggetto di un ampio piano di efficientemente energetico oltre che di revisione da un punto di vista sismico, contribuendo al riavvio del settore edile. La valorizzazione delle aree e degli edifici sottoutilizzati o abbandonati e l’utilizzo più efficiente degli spazi lavorativi potranno, nel quadro di un’attenta pianificazione e dei corretti incentivi, dare luogo a progetti di sviluppo sociale locale e alla liberazione di risorse per investimenti nel rispetto dell’equilibrio finanziario".

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