Manovra 2021

Blocco licenziamenti prorogato al 31 marzo 2021. E poi cosa accadrà?

Governo, sindacati e Confindustria hanno trovato la quadra sulla cig Covid e sul blocco dei licenziamenti, con la proroga delle misure fino al 31 marzo 2021

3 novembre 2020 12:20
Blocco licenziamenti prorogato al 31 marzo 2021. E poi cosa accadrà?

Positivo il vertice che si è tenuto a Palazzo Chigi con i sindacati e Confindustria sul lavoro, che porterà alla proroga del blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo 2021.

 

La cassa integrazione Covid, invece, sarà gratuita per tutte le aziende che ne faranno richiesta, con uno stanziamento di 2 miliardi di euro fino alla fine dell’anno e di ulteriori 4 miliardi di euro per i primi tre mesi del 2021.

 

Cosa accadrà con la fine del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione Covid?

 

Lavoro: cassa integrazione Covid gratuita fino al 31 marzo 2021

Governo, sindacati e Confindustria sembrano aver trovato la quadra sulle nuove misure a sostegno del lavoro, con l’esecutivo che ha accettato la richiesta di Cgil, Cisl e Uil, di prorogare nella Legge di Bilancio 2021, 12 settimane di cassa integrazione Covid (gratuite per le imprese) ed il conseguente blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo 2021.

 

In una situazione complessa come quella che il paese sta vivendo, il governo ritiene di dover fare uno sforzo finanziario ulteriore e dare un messaggio a tutto il mondo lavorativo di certezza e sicurezza”, ha dichiarato a tal proposito il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

 

La cig Covid verrà prorogata per ulteriori 18 settimane (6 + 12) mentre lo stop ai licenziamenti verrà esteso fino al 31 marzo 2021, due mesi in più rispetto alla scadenza del 31 gennaio 2021 fissata con il decreto Ristori.

 

La cassa Covid sarà gratuita per tutti i datori di lavoro, indipendentemente dalle perdite di fatturato, grazie ad uno stanziamento di 2 miliardi di euro per finanziare le prime 6 settimane della cig Covid decisa dal decreto Ristori (dal 16 novembre al 31 gennaio 2021) e con altri 4 miliardi di euro che verranno utilizzati successivamente fino a marzo 2021.

 

Come avvenuto sinora la cassa integrazione Covid ed il blocco dei licenziamenti continueranno ad andare di pari passo, fino alla data del 31 marzo 2021.

 

Blocco licenziamenti verrà esteso al 31 marzo 2021

In attesa dell'annuncio formale della proroga del blocco dei licenziamenti al 31 marzo 2021, il decreto Ristori estende lo stop ai licenziamenti fino al 31 gennaio 2021.

L’avvio dell’esame del provvedimento in questione è previsto per domani 4 novembre. Ci si attende che la misura venga prorogata per altri due mesi, almeno fino all’inizio della primavera, sulla base dell’accordo raggiunto tra il premier Conte, i sindacati e Confindustria.

 

Soddisfatte le parti sociali mentre la principale organizzazione rappresentativa delle imprese manifatturiere italiane e dei servizi, contraria a prolungare lo stop ai licenziamenti, ha dichiarato che la proroga “per ragioni di emergenza è giustificata se per le imprese che utilizzano la cassa Covid l’accesso non prevede alcuna contribuzione”.

 

Il blocco dei licenziamenti contenuto nel decreto Ristori prevede una serie di eccezioni:

 

  • licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell'attività dell'impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell'attività;

  • liquidazione senza cessione di un complesso di beni od attività che possano configurare un trasferimento d'azienda o di un ramo di essa ai sensi dell'articolo 2112 del codice civile;

  • nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo;

  • licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l'esercizio provvisorio dell'impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione. Nel caso in cui l'esercizio provvisorio sia disposto per uno specifico ramo dell'azienda, sono esclusi dal divieto i licenziamenti riguardanti i settori non compresi nello stesso.

 

Blocco licenziamenti e cig Covid: cosa accadrà in primavera

Cosa accadrà dopo il 31 marzo 2021? È difficile dirlo con certezza, lo ha dichiarato anche il sottosegretario del Ministero del Lavoro Stanislao Di Piazza in un’intervista a The Italian Times, spiegando che le misure sul lavoro vanno decise di volta in volta sulla base dell’andamento epidemiologico ed economico.

 

Sicuramente le misure a sostegno del lavoro non potranno durare in eterno ma è altrettanto vero che una exit strategy frettolosa potrebbe condannare non solo milioni di lavoratori ma l’intera economia italiana, che si regge anche sui consumi.

 

Per il momento la tanto temuta seconda ondata di contagi è arrivata mostrando tutta la sua virulenza, costringendo il governo ad un lockdown soft e a distribuire ristori alle attività colpite dalle misure restrittive. Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, ha cercato di tranquillizzare i commercianti e le categorie penalizzate dalle limitazioni, scesi in piazza per manifestare le proprie preoccupazioni di natura economica, affermando che le risorse per aiutare le imprese ci sono e che dureranno finché servirà.

 

Del resto il terzo trimestre dell’anno ha mostrato un rimbalzo dell’economia migliore di quanto ci si attendeva, portando il numero uno del Tesoro a dichiarare che anche nello scenario peggiore per il quarto trimestre (PIL -4%), l’economia italiana nel 2020 non arriverà a perdere più di quanto previsto dalla Nota di aggiornamento al Def, che indica una flessione del Prodotto Interno Lordo italiano del 9% per l’anno in corso.

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