Il Recovery Plan italiano

Recovery fund, linee guida e le misure in Legge di Bilancio 2021

L’Italia cosa sta facendo? Quali misure deciderà di finanziare con i 209 miliardi di euro dell’Unione europea? Si torna a parlare di Mes, fondo Salva Stati

15 settembre 2020 13:43
Recovery fund, linee guida e le misure in Legge di Bilancio 2021

Francia e Germania hanno già messo nero su bianco i loro piani nazionali di ripresa, o meglio come utilizzare i fondi del Recovery fund messi a disposizione da Bruxelles per la ripartenza economica post Covid-19, rispettivamente pari a 100 e 130 miliardi di euro.

 

L’Italia cosa sta facendo? Quali misure deciderà di finanziare con i 209 miliardi di euro dell’Unione europea? Intanto si torna a parlare di Mes.

 

Recovery Plan, pronta la bozza con le linee guida

Mentre Parigi e Berlino hanno già presentato i loro Piani di Recupero, in Italia si continua a ragionare su come utilizzare i 209 miliardi di euro messi a disposizione dall’Unione europea per finanziare la ripresa economica dopo la crisi scaturita dalla pandemia.

 

Sei i pilastri contenuti nella bozza del Recovery Plan italiano, composta da 32 pagine, presentata ieri al Ciae - Comitato Interministeriale per gli Affari Europei, incaricato dal premier Giuseppe Conte di predisporre le linee guida del testo. Successivamente la bozza verrà spedita alle Camere per essere finalmente consegnata all’Unione europea entro il 15 ottobre per l’avvio delle consultazioni informali, in concomitanza con il documento programmatico di bilancio valevole per il 2021.

 

Il timore è che il Parlamento venga tenuto in disparte nella definizione delle linee di indirizzo del Recovery plan, ecco perché alcuni senatori del Pd hanno sentito la necessità di ribadire che il Recovery fund va parlamentarizzato e che è necessario un confronto anche sulle linee di indirizzo.

 

Si spera che la promessa di Conte di coinvolgere Camera e Senato verrà mantenuta ma intanto la bozza è già pronta, quindi il passaggio parlamentare potrebbe rivelarsi una pura formalità.

 

Recovery fund italiano, i tempi. Il Mes continua a dividere

Il premier Conte assicura che entro il 15 ottobre di quest’anno verranno presentate le linee guida e gli obiettivi strategici del Piano di Ripresa italiano, con una versione definitiva già dai primi mesi del 2021. 

 

Non ci sono ritardi né divisioni. Come da cronoprogramma il Recovery plan italiano sarà presentato tra gennaio e aprile”, assicura il ministro per gli Affari Europei Enzo Amendola.

 

A quanto pare, quindi, i soldi di Bruxelles non arriveranno prima della metà del 2021, visto che non è previsto alcun acconto. Si torna così a parlare del Mes, il fondo Salva Stati, che tuttavia non piace alla maggioranza di Governo, ancora piuttosto confusa sul tema.

 

Proprio ieri il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha ribadito che “la posizione del M5s è ben nota, non c’è nessuna apertura sul tema del Mes” mentre il premier Conte ha dichiarato: “lo valuteremo assieme e proporrò una soluzione al Parlamento. Esamineremo nel dibattito parlamentare, in massima trasparenza, i regolamenti legati al Mes”. “Il mio è un atteggiamento molto laico, elaboriamo i progetti, vediamo cosa serve alla sanità e agli altri settori, poi come un buon padre di famiglia valuteremo il da farsi. In questo momento io e il ministro Gualtieri non ci sentiamo di dire né sì né no”, ha aggiunto il presidente del Consiglio in occasione della Festa dell’Unità di Modena. 

 

Ricordiamo che il Mes, rispetto al Recovery fund, ha il vantaggio di fornire i soldi subito. “Inserirlo in legge di Bilancio significherebbe spendere quei 36 miliardi nel 2021”, ha detto l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

 

Intanto all’Esecutivo resta un altro grande dubbio: se utilizzare o meno i fondi del Recovery fund già nel ciclo di programmazione della legge di Bilancio 2021-2023.

 

Recovery fund 2021, le linee guida: sei capitoli

Sei i capitoli principali contenuti nella bozza del Recovery plan:

  • Digitalizzazione;

  • Transizione green;

  • Infrastrutture;

  • Istruzione, formazione e ricerca;

  • Equità ed inclusione sociale;

  • Salute.

 

L’ambizioso Piano di Rilancio italiano prevede un raddoppio del tasso di crescita all’1,6% e aumento di 10 punti del tasso d’occupazione per raggiungere la media Ue del 73,2%.

 

Sinora sono stati raccolti circa 600 progetti dai singoli ministeri ma quello che manca sembra essere una visione d’insieme, con possibili divergenze di vedute tra i dicasteri nonostante la smentita del ministro Amendola. “Non ci sono né ritardi né divisioni nel lavoro preparatorio dell’esecutivo. Sono notizie infondate. Il governo segue la procedura predisposta dalla Commissione, identica per tutti gli stati membri, e i ministeri hanno finora lavorato in sintonia per raggiungere insieme l’obiettivo comune di un’Italia più equa ed efficiente, consapevoli dell’occasione unica di rilancio fornita dall’Europa”, ha dichiarato Amendola.

 

In particolare, si continua a puntare sulla decarbonizzazione, sul completamento della Tav, sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, sulla revisione degli ammortizzatori sociali, sulla necessità di incentivare assistenza e cure a domicilio.

 

Capitolo a parte quello relativo alla Riforma fiscale. La riduzione strutturale del cuneo fiscale da realizzarsi con una legge delega già quest’anno e decreti attuativi l’anno prossimo, faticherà a trovare risorse nel Recovery plan visto che si tratta di un progetto che dovrà autofinanziarsi, come chiarito anche dal commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni.

 

Per nulla preoccupato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, convinto che ci sia ampio margine per la realizzazione della Riforma a lui cara, anche grazie alle risorse economiche in arrivo dall’Europa per gli investimenti che contribuiranno a lasciare spazio a questo importante progetto.

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