Il Recovery Plan italiano

Dal salario minimo alla Riforma dell'Irpef, cosa c’è nel Recovery Plan

Tra le priorità del Governo la Riforma dell’Irpef, per alleggerire la pressione fiscale, salario minimo, salute, infrastrutture, digitalizzazione e green

18 settembre 2020 10:10
Dal salario minimo alla Riforma dell'Irpef, cosa c’è nel Recovery Plan

Meno tasse, più lavoro e più investimenti nel green e nel digitale. Queste le linee guida del Recovery Plan inviate dal Governo alle Camere per ricevere i 209 miliardi di euro promessi all’Italia da Bruxelles allo scopo di far ripartire il Paese dopo il Coronavirus.

 

Tra le priorità del Governo la Riforma dell’Irpef, per alleggerire la pressione fiscale e disegnare un fisco equo semplice e trasparente per i cittadini. Si lavora anche al salario minimo, alla salute, alle infrastrutture e alla digitalizzazione del Paese.

 

Ursula von der Leyen: puntare su Green Deal e digitalizzazione

Un altro passo avanti è stato fatto per la definizione del Recovery Plan, Piano di Ripresa nazionale agganciato al Recovery Fund, ossia al fondo europeo per la ripresa economica istituito per aiutare i paesi più colpiti dalla crisi scatenata dalla pandemia Covid-19.

 

Il Governo ha inviato le linee guida alle Camere in vista della scadenza del 15 ottobre, data entro la quale il Piano Nazionale per il Rilancio e la Resilienza (PNRR) verrà presentato in Commissione Ue, insieme al consueto Documento Programmatico di Bilancio 2021, per l’avvio delle consultazioni informali.

 

"Siamo in stretto contatto con l'Italia su tutto quello che riguarda il Recovery Plan e siamo allineati", ha dichiarato il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a margine del discorso sullo stato dell'Unione.

 

La presidente Ue ha invitato l’Italia a sostenere e potenziare le piccole e medie imprese, nel rispetto del Green Deal europeo e della digitalizzazione, con riforme strutturali. “Queste sono le nostre priorità e anche del governo italiano, quindi lavoriamo duro per progredire”.

 

L’obiettivo è raddoppiare il tasso di crescita del PIL degli ultimi dieci anni per portarlo all’1,6% e far crescere il tasso di occupazione dal 63 al 73%. Grazie ai nuovi fondi europei, inoltre, gli investimenti dovrebbero raggiungere il 3% del Prodotto Interno Lordo, con la spesa per ricerca e sviluppo al 2,1% del PIL (dall’1,3%). 

 

Riforma dell’Irpef sempre in primo piano

All’interno del documento composto da 38 pagine si legge che una delle componenti più importanti del programma di Governo resta la Riforma dell’Irpef. Ce lo chiede Bruxelles: nelle Raccomandazioni della Commissione Europea l’Italia è stata richiamata ad una revisione della tassazione al fine di trasferire l’onere fiscale dal lavoro ad altre voci.

 

Il prossimo passo dell’Esecutivo, quindi, consisterà in una Riforma del Fisco complessiva della tassazione diretta e indiretta, che riduca in particolare la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli e acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale.

 

Un piccolo assaggio della Riforma dell’Irpef potrebbe arrivare già con la legge di Bilancio 2021, magari grazie ad un anticipo di 20 miliardi di euro del Recovery Fund.

 

PNRR, Riforma del lavoro con salario minimo

Il Governo non si sta concentrando solo sulla Riforma dell’Irpef ma anche su una Riforma del lavoro basata sul salario minimo e sulla detassazione dei salari.

 

Tra gli obiettivi principali della Riforma del lavoro ci sarebbe infatti l’introduzione del salario minimo legale, per garantire ai lavoratori nei settori a basso tasso di sindacalizzazione un livello di reddito collegato ad uno standard minimo dignitoso, evitando al contempo dumping contrattuale e rafforzando la contrattazione nei settori in cui è più debole.

 

Non è finita qui, prevista anche una riduzione del costo del lavoro attraverso il taglio del cuneo fiscale e una serie di misure volte a tutelare il reddito dei lavoratori più fragili, grazie al rafforzamento della contrattazione collettiva nazionale e alle regole della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro.

 

Piano Nazionale Rilancio e Resilienza: digitalizzazione ed investimenti

Per la ripresa economica post pandemia il Governo punta non solo alla Riforma dell’Irpef e del Lavoro con il salario minimo, ma anche alla digitalizzazione del Paese e alla modernizzazione delle infrastrutture, a partire dall’Alta Velocità, alla Rete Unica nazionale di telecomunicazioni, al 5G, ma anche al Family Act per valorizzare la famiglia.

 

Tra le priorità anche la sanità, con l’obiettivo di migliorare la qualità ricettiva degli ospedali, compresi i letti in terapia intensiva. Bisogna anche investire nella digitalizzazione dell’assistenza medica, promuovendo la diffusione del fascicolo sanitario elettronico e la telemedicina, rafforzare la prossimità delle strutture del Ssn, sostenere la ricerca medica, immunologica e farmaceutica.

 

Sul fronte green si guarderà soprattutto alla decarbonizzazione nei trasporti e agli investimenti nell’economia circolare, partendo dai rifiuti e dalle fonti rinnovabili, con incentivi fiscali alle imprese sostenibili.

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