Reddito di cittadinanza Isee 2021

Reddito di cittadinanza indicato nell’ISEE 2021: cosa cambia? Novità

Come cambia il Reddito di Cittadinanza nel 2021? Va indicato nell'ISEE 2021 ma non fa reddito. Previsto un taglio dell'assegno del 20% per chi risparmia

23 novembre 2020 07:43
Reddito di cittadinanza indicato nell’ISEE 2021: cosa cambia? Novità

Con la nuova Legge di Bilancio 2021 sarà riconfermato il Reddito di Cittadinanza (RdC) anche per il prossimo anno, quale misura di contrasto alla povertà e di incentivo per chi cerca lavoro introdotta nel 2019.

 

Ma cosa cambia nel 2021? I requisiti reddituali e patrimoniali per richiederlo restano gli stessi mentre ci sono dei cambiamenti per coloro che lo hanno già percepito.

 

Reddito di cittadinanza 2021: cos’è e come funziona

Il Reddito di Cittadinanza è stato il cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle nella campagna elettorale che nel 2018 ha portato i grillini al Governo. Si tratta di un sostegno economico finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale che assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza (PdC) qualora tutti i componenti del nucleo familiare abbiano età pari o superiore a 67 anni.

 

Il beneficio da massimo 780 euro viene erogato attraverso una carta di pagamento elettronica, la Carta Reddito di Cittadinanza. È condizionato alla Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID), resa dai componenti del nucleo familiare, e alla successiva sottoscrizione del Patto per il lavoro presso il Centro per l’impiego e prevede l’adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento, inserimento lavorativo e inclusione sociale con attività al servizio della comunità, di riqualificazione professionale, completamento degli studi.

 

l Reddito di Cittadinanza decorre dal mese successivo a quello di presentazione della domanda ed è concesso per un periodo massimo di 18 mesi, trascorsi i quali può essere rinnovato, previa sospensione di un mese.

 

Reddito di Cittadinanza 2021: requisiti di cittadinanza ed economici

Non cambiano nel 2021 i requisiti per chiedere la prima volta il reddito di Cittadinanza. Restano in vigore le regole previste dal decreto 4/2019, convertito dalla Legge 26/2019.

 

I requisiti sono di due tipi, di cittadinanza ed economici. In particolare, i requisiti di cittadinanza e residenza sono riferiti al richiedente la prestazione che dovrà essere:

  • cittadino italiano o dell’Unione Europea

  • cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE di lungo periodo, ovvero titolare di protezione internazionale o apolide;

  • cittadino di paesi terzi, titolare del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, e familiare di un cittadino italiano o dell’Unione Europea.

È necessaria la residenza in Italia da almeno dieci anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo, quindi deve partire dal 2019 per chi fa domanda nel 2021.

 

Il richiedente il beneficio, inoltre, non deve essere sottoposto a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo e non deve essere stato condannato in via definitiva, nei dieci anni precedenti la richiesta, per uno dei delitti di cui agli articoli 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640 bis del codice penale.

 

Per quanto riguarda i requisiti economici, invece, il nucleo familiare deve possedere, congiuntamente:

  • ISEE in corso di validità inferiore a 9.360 euro;

  • patrimonio immobiliare in Italia e all’estero (come definito ai fini ISEE) non superiore a 30.000 euro, senza considerare la casa di abitazione;

  • patrimonio mobiliare (come definito ai fini ISEE, esempio depositi, conti correnti, ecc.) non superiore a:

    • 6.000 euro per i nuclei composti da un solo componente;

    • 8.000 euro per i nuclei composti da due componenti;

    • 10.000 euro per i nuclei composti da tre o più componenti, incrementati di 1.000 euro per ogni figlio a partire dal terzo. Questi massimali sono incrementati di 5.000 euro per ogni componente con disabilità e di 7.500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza presente nel nucleo;

  • il reddito familiare non dovrà superare la soglia annua calcolata moltiplicando 6.000 euro per il relativo parametro della scala di equivalenza. In caso di Pensione di Cittadinanza la soglia è incrementata fino a 7.560 euro per la scala di equivalenza. In ogni caso questa soglia è incrementata a 9.360 euro per la scala di equivalenza qualora il nucleo familiare risieda in abitazione in locazione, come da Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE. Sono detratti i trattamenti assistenziali ivi inclusi e sommati quelli che sono in corso di godimento da parte degli stessi componenti (a eccezione di eventuali prestazioni non sottoposte a prova dei mezzi e del Bonus Bebè).

 

Previsti anche dei requisiti relativi al possesso di beni durevoli. In particolare, nessun componente del nucleo, deve essere intestatario o avere piena disponibilità di:

  • autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi antecedenti la domanda di RdC/PdC, oppure autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, in entrambi i casi immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti la domanda di RdC/PdC, con esclusione di quelli per i quali è prevista una agevolazione fiscale in favore di persone con disabilità;

  • navi e imbarcazioni da diporto di cui all’articolo 3, comma 1, decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171.

 

Reddito di Cittadinanza e Isee 2021: cosa cambia?

Per presentare la domanda di Reddito di Cittadinanza per il 2021 bisogna innanzitutto avere un ISEE aggiornato e quindi bisogna attendere il rilascio della Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) aggiornata al 2021, che prenderà in considerazione i patrimoni relativi al 2019 (due anni precedenti alla data di presentazione della Dsu).

 

A differenza dello scorso anno, il Reddito di Cittadinanza va indicato nell’ISEE 2021 sulla base della legge 26/2019, nella quale è specificato che il beneficio economico non fa reddito, in quanto esente dal pagamento Irpef. Il timore di un ISEE 2021 più alto spaventa molti ma ciò non si traduce in un matematico taglio del Reddito di cittadinanza, in quanto l’articolo 2 comma 7 della legge che istituisce l’RdC specifica che ai fini dell’accertamento dei requisiti per il diritto al beneficio va sottratto l’ammontare del RdC percepito dal nucleo beneficiario eventualmente incluso nell’ISEE, “rapportato al corrispondente parametro di scala di equivalenza”.

 

I requisiti economici per chi lo chiede per la prima volta restano gli stessi ma viene introdotto un taglio dell’assegno del 20% per chi non spende per intero l’importo a partire dalla mensilità successiva. Con il recente messaggio 2975 del 28 luglio, l’INPS ha ribadito che l’importo del Reddito di Cittadinanza deve bastare per la sopravvivenza, non ammettendo di fatto risparmi.

 

Previsti controlli mensili e semestrali sulla carta, con il primo in calendario per il 31 gennaio 2021 tenendo conto delle spese effettuate dal 1° agosto 2020 mentre a settembre 2021 si farà una verifica delle spese relative al primo semestre 2021.

 

Vale la pena segnalare che per ottenere il beneficio per il secondo anno consecutivo, i cittadini dovranno presentare nuovamente domanda, visto che la procedura non sarà automatica.

 

Il Reddito di Cittadinanza è compatibile con il godimento della NASpI e dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata (DIS-COLL) o di altro strumento di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria. Tali prestazioni hanno rilevanza ai fini del diritto e dell’ammontare del beneficio di RdC in quanto concorrono a determinare il reddito familiare, secondo quanto previsto dalla disciplina dell’ISEE.

 

Non possono percepire il Reddito di cittadinanza, invece, coloro che nei 12 mesi precedenti alla data della domanda, hanno presentato dimissioni. Il nucleo familiare può ancora percepirlo, ma la persona che ha dato le dimissioni non sarà inclusa nella definizione del parametro di scala di equivalenza.

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