Reddito di cittadinanza 2021

Reddito di cittadinanza 2021: requisiti, importo, e le novità ISEE

In questa fase di emergenza economica il Reddito di cittadinanza ha funzionato come un vero e proprio ammortizzatore sociale. Cos'è e come cambierà?

10 settembre 2020 14:27
Reddito di cittadinanza 2021: requisiti, importo, e le novità ISEE

Ad alleviare le pene di coloro che hanno subito gli effetti economici del coronavirus c’è il Reddito di cittadinanza, che in questa fase di emergenza ha funzionato come un vero e proprio ammortizzatore sociale.

 

Reddito di cittadinanza 2021 cos’è, come funziona e come cambierà?

 

Reddito di cittadinanza cos'è?

È un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari. È una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale.

 

Il Reddito di cittadinanza (Rdc) è associato ad un percorso di reinserimento lavorativo e sociale, di cui i beneficiari sono protagonisti sottoscrivendo un Patto per il lavoro o un Patto per l'inclusione sociale.

 

Quali sono i requisiti per ottenerlo? Bisogna essere cittadino italiano o europeo o lungo soggiornante e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa, e, allo stesso tempo, rispettare determinati requisiti reddituali e patrimoniali. In principio erano questi ma poi sono stati cambiati a causa della pandemia:

  • Avere un ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) aggiornato inferiore a 9.360 euro annui;

  • Possedere un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, non superiore a 30 mila euro;

  • Avere un patrimonio finanziario non superiore a 6 mila euro che può essere incrementato in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare e delle eventuali disabilità presenti nello stesso;

  • Avere un reddito familiare inferiore a 6 mila euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza. La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto.

 

Reddito di cittadinanza e ISEE 2021:

A differenza dello scorso anno, il Reddito di Cittadinanza va indicato nell’ISEE 2021 sulla base della legge 26/2019, nella quale è specificato che il beneficio economico non fa reddito, in quanto esente dal pagamento Irpef. Il timore di un ISEE 2021 più alto spaventa molti ma ciò non si traduce in un matematico taglio del Reddito di cittadinanza, in quanto l’articolo 2 comma 7 della legge che istituisce l’RdC specifica che ai fini dell’accertamento dei requisiti per il diritto al beneficio va sottratto l’ammontare del RdC percepito dal nucleo beneficiario eventualmente incluso nell’ISEE, “rapportato al corrispondente parametro di scala di equivalenza”.

 

Reddito di cittadinanza 2021: cambierà in futuro?

Dopo più di un anno dalla sua entrata in vigore, il Reddito di cittadinanza sembra necessitare di un completo restyling alla luce del profondo mutamento della situazione economica e sociale degli italiani dovuta alla pandemia.

 

Il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, auspica una più ampia riforma del Reddito di cittadinanza “per fronteggiare strutturalmente l’aumento della povertà, una riforma strutturale. "Serve uno strumento più reattivo. Dobbiamo accrescere il ruolo dei comuni, che sono capaci di intercettare più velocemente i bisogni. E vanno corrette alcune disfunzioni, come la scala di equivalenza che oggi penalizza le famiglie numerose, così come tutti quei fattori che scoraggiano i beneficiari dalla ricerca di un lavoro”, spiega Misiani. 

 

Del tutto contrario a questa forma di sussidio Matteo Renzi, convinto che il nostro paese non può pensare di riprendersi dall'emergenza covid-19 a suon di sussidi ed assistenzialismo.

 

Di buono per il momento c’è che il Reddito di cittadinanza rimarrà in vigore almeno per tutto il 2021, senza alcun rischio di essere cancellato o di subire modifiche sostanziali. Anzi, potrebbe aumentare il peso dell’assegno soprattutto per i nuclei familiari più numerosi.

 

Insieme alla cassa integrazione e a Quota 100, il Reddito di cittadinanza sta dando il suo importante contributo per limitare l'impatto economico del covid sulle fasce più deboli.

 

Previsto un aumento di richieste Reddito di cittadinanza causa covid

A causa della crisi economica attualmente in corso, molte più famiglie italiane potrebbero farne richiesta, proprio per questo si prevede un vero e proprio boom di domande di Reddito di cittadinanza.

 

Il livello della disoccupazione è destinato a crescere, come evidenziano anche i dati Ocse, secondo cui nel nostro Paese la disoccupazione raggiungerà il 12,4% a fine 2020. Se la pandemia sarà tenuta sotto controllo dovrebbe poi scendere gradualmente all’11% entro la fine del 2021, “comunque ben al di sopra del livello pre-crisi”, osserva l’organismo. L’Ocse ha suggerito all’Italia di rivedere l’accesso e il livello delle prestazioni di sostegno al reddito, come il Reddito di cittadinanza e il Reddito d’emergenza per evitare “che le persone cadano in povertà”.

 

L’emergenza sanitaria “si sta trasformando in una crisi economica e sociale che evoca la Grande Depressione”, spiega l’organismo internazionale, sottolineando che sul fronte del lavoro l’Italia risulta essere tra i paesi più colpiti. “Se si considera sia il margine estensivo (meno occupati) che quello intensivo (meno ore tra chi è rimasto al lavoro), l’impatto della crisi covid-19 sull’Italia è stato tra i più forti nei paesi Ocse per i quali sono disponibili dati, con un calo del totale delle ore lavorate del 28 per cento nei primi tre mesi della crisi”.

 

L’Ocse ricorda che è necessario prestare grande attenzione ai giovani, per aiutarli a “mantenere un legame con il mercato del lavoro, per esempio riprendendo e rinnovando significativamente il programma Garanzia giovani” o con nuovi incentivi all’assunzione. Nonostante le misure adottate dall’Italia per aiutare le imprese, i lavoratori e le loro famiglie, le richieste di sussidio di disoccupazione in Italia sono aumentate del 40% tra marzo e maggio, rispetto allo stesso periodo del 2019, rileva l’organismo internazionale.

 

Criticità del Reddito di cittadinanza

I famosi 780 euro promessi dal M5s sono solo un miraggio, gli assegni sono molto più bassi. Secondo i dati diffusi dall’Inps, mediamente vengono erogati 552 euro per il Reddito di cittadinanza: il 66 per cento dei nuclei percepisce un importo mensile inferiore a 600 euro, e solo l'un per cento supera i 1.200 euro di assegno.

 

L’obiettivo del Reddito di cittadinanza è quello di sostenere i beneficiari per inserirli nel mondo del lavoro. Al momento il sussidio viene erogato a 947 milia famiglie, gli occupabili sono circa un milione, ma solo 1 su 10 lavora, 65 mila in tutto alla data del 1° marzo 2020.

 

Inoltre, molti percettori del beneficio sono portati a non accettare lavori discontinui o a termine per paura di perdere il sussidio a lungo termine, snaturando il sussidio stesso il cui fine ultimo è quello di favorire il reinserimento nel mondo del lavoro.

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