Reddito di cittadinanza 2021

Reddito di cittadinanza 2021: cos'è, requisiti ISEE e modulo domanda

Reddito di cittadinanza 2021 requisiti ISEE, cos'è come funziona la domanda, quanto spetta e importo, quali sono le ultime notizie riforma e cosa cambia

20 novembre 2020 12:34
Reddito di cittadinanza 2021: cos'è, requisiti ISEE e modulo domanda

Reddito di cittadinanza 2021 si cambia. E' lo stesso premier Conte ad aver richiesto una stretta ed un miglioramento del sussidio visto che come i dati confermano, non funziona. I navigator sono fallimentari perché hanno elaborato solo 220.048 offerte formative oppure di lavoro. Un numero troppo esiguo, come sottolineato da Il Sole 24 Ore, rispetto a una platea di 1,23 milioni di persone tenute al Patto di servizio.

 

C'è da ricorda che ad alleviare le pene di coloro che hanno subito gli effetti economici del coronavirus c’è stato e c'è il Reddito di cittadinanza, che in questa fase di emergenza ha funzionato come un vero e proprio ammortizzatore sociale.

Insieme alla cassa integrazione e a Quota 100, il RdC sta dando, infatti, il suo importante contributo per limitare l'impatto economico del covid sulle fasce più deboli.

 

Reddito di cittadinanza 2021 cos’è, come funziona e come cambierà?

 

Cos'è il Reddito di cittadinanza 2021?

È un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari. È una misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale.

 

Il Reddito di cittadinanza (Rdc) è associato ad un percorso di reinserimento lavorativo e sociale, di cui i beneficiari sono protagonisti sottoscrivendo un Patto per il lavoro o un Patto per l'inclusione sociale.

 

Quali sono i requisiti per ottenerlo? Bisogna essere cittadino italiano o europeo o lungo soggiornante e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa, e, allo stesso tempo, rispettare determinati requisiti reddituali e patrimoniali. In principio erano questi ma poi sono stati cambiati a causa della pandemia:

  • Avere un ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) aggiornato inferiore a 9.360 euro annui;

  • Possedere un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, non superiore a 30 mila euro;

  • Avere un patrimonio finanziario non superiore a 6 mila euro che può essere incrementato in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare e delle eventuali disabilità presenti nello stesso;

  • Avere un reddito familiare inferiore a 6 mila euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza. La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto.

 

Reddito di cittadinanza e ISEE 2021:

A differenza dello scorso anno, il Reddito di Cittadinanza va indicato nell’ISEE 2021 sulla base della legge 26/2019, nella quale è specificato che il beneficio economico non fa reddito, in quanto esente dal pagamento Irpef. Il timore di un ISEE 2021 più alto spaventa molti ma ciò non si traduce in un matematico taglio del Reddito di cittadinanza, in quanto l’articolo 2 comma 7 della legge che istituisce l’RdC specifica che ai fini dell’accertamento dei requisiti per il diritto al beneficio va sottratto l’ammontare del RdC percepito dal nucleo beneficiario eventualmente incluso nell’ISEE, “rapportato al corrispondente parametro di scala di equivalenza”.

 

Previsto un aumento di richieste Reddito di cittadinanza causa covid

A causa della crisi economica attualmente in corso, molte più famiglie italiane potrebbero farne richiesta, proprio per questo si prevede un vero e proprio boom di domande di Reddito di cittadinanza.

 

Il livello della disoccupazione è destinato a crescere, come evidenziano anche i dati Ocse, secondo cui nel nostro Paese la disoccupazione raggiungerà il 12,4% a fine 2020. Se la pandemia sarà tenuta sotto controllo dovrebbe poi scendere gradualmente all’11% entro la fine del 2021, “comunque ben al di sopra del livello pre-crisi”, osserva l’organismo. L’Ocse ha suggerito all’Italia di rivedere l’accesso e il livello delle prestazioni di sostegno al reddito, come il Reddito di cittadinanza e il Reddito d’emergenza per evitare “che le persone cadano in povertà”.

 

L’emergenza sanitaria “si sta trasformando in una crisi economica e sociale che evoca la Grande Depressione”, spiega l’organismo internazionale, sottolineando che sul fronte del lavoro l’Italia risulta essere tra i paesi più colpiti. “Se si considera sia il margine estensivo (meno occupati) che quello intensivo (meno ore tra chi è rimasto al lavoro), l’impatto della crisi covid-19 sull’Italia è stato tra i più forti nei paesi Ocse per i quali sono disponibili dati, con un calo del totale delle ore lavorate del 28 per cento nei primi tre mesi della crisi”.

 

L’Ocse ricorda che è necessario prestare grande attenzione ai giovani, per aiutarli a “mantenere un legame con il mercato del lavoro, per esempio riprendendo e rinnovando significativamente il programma Garanzia giovani” o con nuovi incentivi all’assunzione. Nonostante le misure adottate dall’Italia per aiutare le imprese, i lavoratori e le loro famiglie, le richieste di sussidio di disoccupazione in Italia sono aumentate del 40% tra marzo e maggio, rispetto allo stesso periodo del 2019, rileva l’organismo internazionale.

 

Criticità del Reddito di cittadinanza

I famosi 780 euro promessi dal M5s sono solo un miraggio, gli assegni sono molto più bassi. Secondo i dati diffusi dall’Inps, mediamente vengono erogati 552 euro per il Reddito di cittadinanza: il 66 per cento dei nuclei percepisce un importo mensile inferiore a 600 euro, e solo l'un per cento supera i 1.200 euro di assegno.

 

L’obiettivo del Reddito di cittadinanza è quello di sostenere i beneficiari per inserirli nel mondo del lavoro. Al momento il sussidio viene erogato a 947 milia famiglie, gli occupabili sono circa un milione, ma solo 1 su 10 lavora, 65 mila in tutto alla data del 1° marzo 2020.

 

Inoltre, molti percettori del beneficio sono portati a non accettare lavori discontinui o a termine per paura di perdere il sussidio a lungo termine, snaturando il sussidio stesso il cui fine ultimo è quello di favorire il reinserimento nel mondo del lavoro.

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