Reddito di cittadinanza controlli: quando scattano su residenza e ISEE

«Reddito di cittadinanza controlli del Comune su almeno il 5% su ISEE e residenza per i beneficiari RdC e PdC ecco quali sono e come funzionano i controlli»

Reddito di cittadinanza controlli Comune su almeno il 5% delle famiglie beneficiarie del RdC e PdC: al via nei prossimi giorni e mesi, i controlli su ISEE e residenza degli aventi diritto.

 

Entro la fine di ottobre, infatti, anche i Comuni sono chiamati ad effettuare i controlli e verifiche RdC su eventuali irregolarità in merito ai beneficiari del reddito.

 

In pratica i controlli delle amministrazioni locali si concentreranno su due requisiti fondamentali per ottenere il contributo: l'Isee e la residenza, nei prossimi due mesi, pertanto, ciascun Comune, ricorda ItaliaOggi, deve obbligatoriamente eseguire i controlli su almeno il 5% delle famiglie residenti che abbiano ricevuto il sussidio.

 

Tali controlli, come previsto dalla legge, sono derivati dall'accordo della conferenza stato-regioni, diramato dal ministero del Lavoro, con la nota prot. 8156/2019 che elenca nel dettaglio la tabella di marcia dei controlli a partire da settembre ed ottobre.

 

Entro il mese di ottobre, infatti, i comuni dovranno comunicare i risultati dei controlli ordinari su residenza e soggiorno - straordinari sull'ISEE, all'Inps attraverso una piattaforma informatica già esistente, di nome Gepi (Piattaforma per la gestione dei Patti per l’inclusione sociale).

 

Reddito di cittadinanza controlli del 5% su ISEE e residenza:

Entro la fine di ottobre, oltre all'Inps, scenderanno in campo anche i Comuni a fare i controlli sul reddito di cittadinanza al fine di scovare eventuali irregolarità in merito ai beneficiari del reddito.

 

I controlli da parte delle amministrazioni locali si concentreranno sulla verifica di 2 requisiti fondamentali per ottenere il reddito di cittadinanza:

  • controlli ordinari: su residenza e soggiorno;

Dal mese di settembre quindi, secondo quanto specificato nella nota prot. 8156/2019 emanata dal ministero del Lavoro, ciascun Comune, dovrà obbligatoriamente eseguire i controlli su almeno il 5% delle famiglie residenti che abbiano ricevuto il sussidio.

 

Reddito di cittadinanza i controlli preventivi li fa l'Inps:

controlli preventivi sul reddito di cittadinanza sono di competenza INPS

Per cui quando il cittadino presenta la domanda di reddito di cittadinanza, è l'Istituto che attraverso controlli incrociati su diverse banche dati, Agenzia delle Entrate, Inps, ecc, verifica il possesso dei requisiti RdC reddituali e patrimoniali necessari per la concessione del Rdc.

 

Una volta che i controlli preventivi da parte dell'Inps sono conclusi ed hanno dato esito positivo, la domanda può essere accolta e può essere predisposta la carta reddito di cittadinanza e pagato il relativo importo mensile, spettante alla famiglia beneficiaria.

 

Dopodiché i controlli reddito di cittadinanza sui beneficiari, passa ad altri attori del meccanismo come l’agenzia delle Entrate, l'INL Ispettorato nazionale del lavoro, la guardia di Finanza e le altre autorità di controllo. 

 

Ad esempio la guardia di Finanza, ha il compito di verificare i profili di rischio dei beneficiari RdC, al momento sono 600.000 i profili sottoposti al controllo.

 

Reddito di cittadinanza controlli residenza: come funzionano?

Reddito di cittadinanza controlli sulla residenza come funzionano? La residenza è uno dei requisiti fondamentali per ottenere il contributo, in quanto la legge, prevede che possa essere concesso e riconosciuto esclusivamente a chi risiede in Italia da 10 anni, con continuità di residenza negli ultimi due anni.

 

1) Al fine di consentire la verifica della residenza, i Comuni, devono quindi inserire nella piattaforma Gepi (Piattaforma per la gestione dei Patti per l’inclusione sociale):

  • tutti i tempi delle iscrizioni nei propri elenchi anagrafici;

  • ed il Comune di provenienza dei nominativi su cui sono effettuati i controlli.

2) Una volta inserite le suddette informazioni, queste vengono  trasmesse dalla piattaforma digitale al precedente comune di provenienza, il quale, entro poche settimane, procede a inserire le stesse informazioni. E così via per gli eventuali altri comuni di provenienza fino ai 2 anni di residenza. 

Da tale controllo incrociato, possono partire le sanzioni reddito di cittadinanza e l'indicazione all'autorità giudiziaria da parte dell'Inps, dei casi in cui è necessario procedere.

 

Reddito di cittadinanza controlli sul lavoro nero:

Reddito di cittadinanza controlli sul lavoro nero sono di competenza dell'Ispettorato nazionale del lavoro.

 

All'INL, infatti, sono affidate le attività di controllo successive alla concessione del Rdc, in particolare dell'accertamento dell'eventuale svolgimento di lavoro in nero da parte dei soggetti che appartengono allo stesso nucleo familiare di cui fa parte il beneficiario del sussidio.

 

I controlli sono in merito all'’omessa comunicazione delle variazioni di reddito e patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, e la cui sanzione reddito di cittadinanza, prevede la reclusione da 1 a 3 anni.

 

Affinché si configuri questo reato, scrive l’Inl, "non rileva lo svolgimento in sé di un’attività lavorativa che risulta compatibile, in termini generali, con la fruizione del Rdc quanto, piuttosto, l’omessa comunicazione del reddito percepito che avrebbe potuto comportare, ove correttamente comunicato, la riduzione o addirittura il venir meno del beneficio. Nell’ambito delle verifiche di competenza dell’Inl, il personale ispettivo potrà pertanto rilevare la commissione del reato con riguardo alla sola ipotesi dell’omessa comunicazione delle “variazioni del reddito (…)” che, verosimilmente, può realizzarsi con maggior frequenza nei casi di prestazioni di lavoro "nero" o "grigio"".

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