Lavoro: i nuovi scenari

Riforma del lavoro 2021, 11 le priorità della ministra Catalfo

Salario minimo, riforma degli ammortizzatori sociali, equo compenso, inclusione e detassazione del lavoro sono tra gli 11 progetti presentati dalla Catalfo

24 settembre 2020 09:31
Riforma del lavoro 2021, 11 le priorità della ministra Catalfo

La ripresa economica italiana parte dalla Riforma fiscale ma anche dal lavoro, in vista delle enormi problematiche che si verranno a creare con la fine della cassa integrazione Covid fissata al 31 dicembre 2020 e con lo stop al blocco dei licenziamenti in calendario il 15 novembre 2020.

 

Non si preannuncia niente di buono per il mercato del lavoro, che già da ora registra una diminuzione delle persone in cerca di lavoro come conseguenza del Reddito di cittadinanza, soprattutto al Sud, e un calo del numero degli occupati vista la crisi economica che si è abbattuta sul mondo delle imprese causa Covid-19. Molte aziende hanno chiuso e molte altre hanno ridotto l’attività per rispettare le norme sul distanziamento sociale, registrando una notevole flessione del fatturato, quindi ad assumere nuovo personale non se ne parla, specialmente alla luce dei timori di una possibile seconda ondata di contagi che potrebbe portare a nuove e fatali chiusure.

 

Si guarda con speranza al Recovery fund, o meglio ai 209 miliardi di euro in arrivo dall’Europa che serviranno a ridisegnare l’Italia in un’ottica di meno tasse e più lavoro per tutti.

 

L’obiettivo fissato dal Recovery plan italiano per il mercato del lavoro è quello di aumentare di 10 punti percentuali il livello di occupazione in tre anni, passando dal 63% al 73%.

 

Come? Ce lo ha spiegato la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, durante un’audizione presso le Commissioni riunite Affari sociali e Lavoro, per l'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund.

 

Ma prima facciamo un passo indietro, fotografando l’attuale situazione in cui versa il mercato del lavoro.

 

Occupazione, Istat: nel 2° trimestre scende al 57,6%

Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat, nel secondo trimestre 2020 l’occupazione risulta in forte calo sia rispetto al trimestre precedente sia su base annua, con il tasso di occupazione destagionalizzato pari al 57,6% (-1,2 punti in tre mesi).

 

L’andamento del quadro occupazionale si è sviluppato in una fase di forte flessione dei livelli di attività economica, con il PIL che nell’ultimo trimestre segna una diminuzione congiunturale del 12,8%.

 

Il calo tendenziale dell’occupazione (-841 mila unità, -3,6%) si associa alla diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-647 mila) e alla forte crescita degli inattivi (+1 milione 310 mila).

 

11 i progetti a firma Catalfo per rilanciare il lavoro

Salario minimo, riforma degli ammortizzatori sociali, equo compenso, inclusione e detassazione del lavoro sono tra gli 11 progetti che la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha presentato alla Camera per l'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery plan. L’obiettivo è quello di rendere il mercato del lavoro più efficiente ed accelerare la transizione verso competenze più digitali e più green, senza dimenticare la tutela del reddito e della qualità del lavoro, politiche attive del lavoro, contrasto al caporalato e lavoro sommerso.

 

Ecco tutti e 11 i progetti:

 

  • salario minimo;

  • riduzione costo del lavoro;

  • sviluppo competenze;

  • riforma ammortizzatori sociali;

  • sicurezza sul lavoro;

  • digitalizzazione PA;

  • contrattazione collettiva;

  • costo del lavoro;

  • disuguaglianze;

  • empowerment femminile;

  • sostegno alle persone con disabilità.

 

Si tratta di undici progetti, tra loro distinti ma strettamente connessi volti ad incrementare l’occupazione ma anche ad abbattere le disuguaglianze sia sotto il profilo quantitativo sia sotto il profilo qualitativo. L’aggettivo “più” domina il discorso del numero uno del Lavoro, il cui sogno è quello di rendere il mercato del lavoro più competente, più inclusivo, più trasparente, più digitalizzato e più sicuro, per allinearci agli standard più virtuosi degli altri paesi membri dell’Unione europea.

 

Catalfo punta su salario minimo e riduzione costo lavoro

Al centro della modernizzazione del mercato del lavoro c’è il salario minimo e la detassazione per giovani e donne. In particolare, sono state pensate misure che garantiscano una maggiore adeguatezza dei livelli di reddito attraverso l’ancoraggio della detassazione dei rinnovi contrattuali dei CCNL all’introduzione di un salario minimo orario modulato dalla contrattazione. Spesso ci troviamo di fronte a contratti che sono nettamente al di sotto della soglia di dignità, ha osservato la Catalfo. Previsto anche maggiore sostegno alla contrattazione di secondo livello per incrementare la produttività aziendale.

 

Per aumentare l’occupazione bisognerà passare per un’inevitabile riduzione temporanea del costo del lavoro, che si sostanzierà con la concessione di sgravi contributivi. L’obiettivo è quello di creare nuovi posti di lavoro tenendo conto anche del diverso impatto prodotto della crisi sul piano territoriale, di genere e sui giovani. Riguardo al taglio del cuneo fiscale, è un progetto che il governo intende portare avanti anche nel 2021, osserva la Catalfo.

 

Grande importanza in questo progetto rivestiranno i Centri per l'Impiego che verranno potenziati per garantire il rafforzamento delle interazioni con i soggetti ma anche con i servizi sociali per la presa in carico integrata di persone in condizioni di fragilità.

 

Grazie all’interoperabilità delle banche dati e del fascicolo elettronico unico del lavoratore si potrà ottimizzare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro fornendo un accesso unico che potrà essere utilizzato da cittadino e imprese.

 

Riforma ammortizzatori sociali e digitalizzazione PA

Per rendere più moderno il mercato del lavoro italiano si dovrà accelerare la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione ma si dovrà pensare anche ad una Riforma degli ammortizzatori sociali, sulla base delle debolezze mostrate dal sistema in occasione della pandemia.

 

Per la Riforma degli ammortizzatori sociali è già al lavoro una commissione di cinque esperti nominati dal ministro stesso, con il compito di snellire l’impianto normativo e procedurale al fine di superare la frammentarietà e disorganicità che ad oggi regolano questa disciplina.

 

Il nuovo sistema si caratterizzerà per la vocazione all’universalismo coinvolgendo le imprese di tutti i settori produttivi e lavoratori, senza trascurare le necessarie differenziazioni legate alla dimensione aziendale e alla specificità dei settori produttivi.

 

Il tutto assieme a politiche attive finalizzate al mantenimento occupazionale o al reinserimento tramite riqualificazione professionale.

 

Sviluppo delle competenze e sicurezza sul lavoro

L’Europa ci sta chiedendo di accelerare la transizione verso il digitale e il green e per farlo non possiamo che puntare sullo sviluppo delle competenze. Nel sistema studiato dallo staff della ministra Catalfo, il lavoratore non rappresenta solo un costo per l’azienda ma una risorsa su cui investire per garantire all’impresa il passaggio verso il mondo del verde e della digitalizzazione. Proprio per questo serve un piano nazionale per le nuove competenze che sarà sviluppato in coordinamento con i Ministeri dell’Università, dell’Istruzione e dell’Innovazione, per premiare le aziende che investono nella formazione del capitale umano.

 

Non poteva mancare poi un’attenzione particolare alla sicurezza sul lavoro, visto che ancora oggi le morti bianche continuano a riempire i quotidiani.

 

Catalfo: equità sociale nel mondo del lavoro

C’è poi il capitolo sulle disuguaglianze, non solo di genere ma anche rivolte alle persone più vulnerabili e con disabilità. Nel mondo del lavoro nessuno può essere lasciato indietro, proprio per questo sono stati elaborati progetti al fine di tutelare le categorie più vulnerabili volte a garantire l’inclusione sociale sotto il profilo dell’inserimento nel mondo del lavoro anche per le fasce sociali svantaggiate o a rischio di sfruttamento con forme di lavoro irregolare.

 

Pensando alle donne, l’obiettivo è quello di ridurre le disparità di genere nelle retribuzioni e di aumentare il livello di partecipazione nel mercato di lavoro. Allo studio sgravi contributivi per l’assunzione al femminile ma anche misure che facilitino la conciliazione tra vita privata e professionale, in quanto il tasso delle donne inattive è ancora troppo alto, specie in alcune zone del Mezzogiorno.

 

Altra categoria da tutelare sono le persone con disabilità, per migliorare le loro già difficili condizioni di vita. Si pensa ad incrementare il supporto alle famiglie attraverso un incremento dei servizi domiciliari ma anche a percorsi programmati di accompagnamento verso l’autonomia.

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