Riforma del Fisco 2021

Riforma detrazioni fiscali 2021, Irpef, partite IVA. Le ipotesi

Riforma fiscale taglio delle detrazioni fiscali 2021 con limite pari al 2% del reddito complessivo lordo, taglio Irpef e rivoluzione Partite IVA, cosa c'è

15 ottobre 2020 08:51
Riforma detrazioni fiscali 2021, Irpef, partite IVA. Le ipotesi

Riforma fiscale 2021, taglio alle detrazioni?

 

*** Riforma fiscale 2021 ultime notizie 13 ottobre:  aperto il cantiere della riforma fiscale grazie al recovery fund, il meccanismo a cui il Governo sta pensando prevede un limite pari al 2% del reddito complessivo lordo. Per cui se ad esempio un contribuente dichiara un reddito di 100.000 euro potrebbero beneficiare delle detrazioni d’imposta con un tetto massimo di 2.000 euro. Tale novità dovrebbe interessare tutte le detrazioni del 19%, fatta eccezione di quelle dell'ecobonus.

 

La riforma dell’IRPEF, con la rimodulazione delle aliquote a costo zero sarà inserita nella legge di Bilancio 2021.

 

Il Fisco italiano è una “giungla”, lo riconosce anche il numero uno dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, contando oltre 800 norme che formano il diritto tributario italiano, dando così ragione a commercialisti e contribuenti che chiedono a gran voce una semplificazione della materia nella nuova Riforma fiscale in arrivo nel 2021.

 

Per questa grande Riforma del Fisco attesa da 50 anni bisognerà partire dalle fondamenta, osserva il Direttore dell'Agenzia delle Entrate, proponendo cinque testi unici: imposte dirette, indirette, accertamento, riscossione e contenzioso, per disciplinare una “materia immensa di cui nemmeno gli esperti conoscono i confini".

 

Due gli obiettivi principali che il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha intenzione di perseguire per la nuova riorganizzazione del Fisco: fare ordine e ridurre il carico fiscale per tutti i cittadini italiani, il tutto senza fare ulteriore deficit. Come? Con la lotta all’evasione fiscale e il taglio delle detrazioni.

 

Riforma Fiscale 2021, parola d’ordine: ridurre le imposte

La Nota di aggiornamento al Def, propedeutica alla prossima Legge di Bilancio, arriverà entro fine settembre e conterrà l’aggiornamento delle stime di crescita del nostro Paese, sferzato più di altri dalla pandemia da Coronavirus.

 

I recenti dati diffusi dall’Istat si sono rivelati peggiori delle stime preliminari, indicando una flessione del PIL nel 2° trimestre dell’anno del -12,8% rispetto al trimestre precedente e del -17,7% in termini tendenziali, con la variazione acquisita per il 2020 pari al -14,7%, a fronte del crollo dell’8% stimato dal governo qualche mese fa.

 

Questa percentuale andrà rivista al ribasso, riconosce il titolare del dicastero di via XX Settembre, “ma non così tanto”, mostrandosi fiducioso per un “forte rimbalzo” del PIL nel 3° trimestre.

 

Intanto si lavora alla prossima Legge di Bilancio, il cui cuore centrale sarà senza dubbio la Riforma fiscale, incentrata sul taglio del cuneo fiscale per aumentare salari e stipendi e sulla semplificazione del rapporto fra Fisco e cittadini italiani.

 

Pilastri della Riforma 2021: taglio Irpef e sistema di cassa per Partite IVA

La Riforma del Fisco porterà con sé due importanti cambiamenti, dai quali il ministro dell’Economia non può prescindere: taglio dell’Irpef sul lavoro per aumentare salari e stipendi e rivoluzione del sistema di tassazione delle Partite IVA.

 

Nei sogni di Gualtieri ci sarebbe una Riforma dell’Irpef basata sul modello tedesco di aliquota personalizzata, ma non siamo ancora pronti. Piuttosto, appare più probabile un accorpamento delle due aliquote centrali, che ridurrebbe il numero degli scaglioni da 5 a 4.  L’idea è quella di abbassare il carico fiscale per il ceto medio, unendo le due aliquote centrali del 27% e 38% (da oltre 15.000 fino a 55.000 euro) per crearne una sola al 33% o 36%.

 

Si passa poi al cash flow tax per le Partite IVA, o sistema di cassa, per eliminare il farraginoso meccanismo di acconti e saldi che complica la vita fiscale dei contribuenti autonomi.

 

Si aspira ad una sorta di precompilata anche per le Partite IVA, grazie alle fatture elettroniche, che consenta il pagamento automatico, mensile o trimestrale, delle tasse su quanto effettivamente incassato nel periodo senza dover fare ipotetiche previsioni sugli introiti futuri come avviene ora.

 

Riforma detrazioni fiscali 2021 per finanziare la Riforma del Fisco

Si tratta di una grande sfida per Gualtieri visto che intende rivoluzionare tutta la materia fiscale senza fare ulteriore deficit, dopo i 100 miliardi di indebitamento aggiuntivo stanziati per far fronte all’emergenza Covid con i decreti Cura Italia, Rilancio e Agosto.

 

La domanda che si stanno ponendo un po’ tutti in queste ore è questa: dove troverà le risorse il ministro per finanziare la riforma e per mantenere tutte le promesse fatte?

 

La risposta è presto data: dalla lotta all’evasione fiscale e dal taglio delle detrazioni, non potendo contare purtroppo sui 209 miliardi di euro in arrivo dall’Europa, dal Recovery Fund. A ricordarlo il commissario Ue, Paolo Gentiloni, ribadendo che la Riforma del Fisco dovrà essere “autofinanziata”. Nessuna paura: Gualtieri assicura che “c’è ampio spazio” per farlo.

 

Non si punta più solo alla classica lotta all’evasione fiscale, su cui hanno puntato in tanti in passato senza ottenere grandi risultati, ma anche sull’idea di tagliare gli sconti fiscali, le cosiddette tax expenditure che valgono decine di miliardi di euro.

 

Secondo i calcoli della Commissione per la redazione del rapporto annuale sulle spese fiscali, presieduta da Mauro Marè, le tax expenditure sono complessivamente 533 e valgono 62,5 miliardi di euro. Un riordino di deduzioni, detrazioni ed esenzioni, potrebbe portare all’Erario fino a 10 miliardi di euro, vale a dire quanto si stima per l’intera Riforma fiscale 2021, o meglio metà della nuova Legge di Bilancio.

 

Un primo assaggio di taglio delle tax expenditure lo abbiamo avuto con l’avvio dell’assegno unico per i figli, misura che andrà a sostituire ben 8 tra bonus e detrazioni esistenti.

 

Si tratta però di un’arma a doppio taglio: la riduzione delle detrazioni, infatti, potrebbe rivelarsi una decisione “scomoda” soprattutto a livello politico, in quanto genererebbe del malcontento tra i cittadini.

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