Riforma Irpef a rischio

Riforma Irpef slitta al 2022, risorse per Rdc e assegno unico 2021

La manovra da 40 miliardi di euro conterrà conferma taglio cuneo fiscale, assegno unico e Reddito di cittadinanza. Slitta al 2022 la Riforma Irpef

15 ottobre 2020 08:42
Riforma Irpef slitta al 2022, risorse per Rdc e assegno unico 2021

La tanto attesa Riforma Irpef rischia di slittare al 2022. Il governo si trova a dover fare delle scelte importanti per la ripartenza economica dell’Italia in un contesto del tutto anomalo e difficile come non mai.

 

La Nota di aggiornamento al Def contiene lla conferma del taglio del cuneo fiscale, l’assegno unico per i figli a carico e misure per il Reddito di cittadinanza (Rdc), lasciando fuori l’alleggerimento fiscale per il ceto medio promesso dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

 

Si guarda con attenzione alla Legge di Bilancio 2021, la più importante degli ultimi 30 anni che servirà a ridare slancio all’economia italiana traumatizzata dal Coronavirus.

 

Italia: il Covid ha bruciato 51 miliardi di consumi

Il crollo del PIL del -9% nel 2020 sarà il peggior risultato mai registrato nella storia della Repubblica italiana, con un rimbalzo che nel 2021 si fermerà al 6%, perché molti settori produttivi sono ormai compromessi, spiega Confesercenti.

 

Secondo l’associazione che rappresenta le imprese italiane del commercio, del turismo e dei servizi, dell'artigianato e della piccola industria, la crisi Covid ha bruciato 51 miliardi di euro di consumi, 15 miliardi a trimestre.

 

Per metà la caduta dei consumi a cui stiamo assistendo è spiegata dal timore delle famiglie per le evoluzioni del prossimo futuro, in particolare di una seconda ondata di contagi ma anche di quelle che saranno le ripercussioni sul mondo del lavoro.

Per la restante parte, invece, l’arretramento dei consumi è determinato dalla fortissima compressione del reddito disponibile delle famiglie che dovrebbe raggiungere i 1.250 euro per quest’anno, per complessivi 32 miliardi di euro.

 

Confesercenti lancia un allarme: stante la situazione attuale, le nostre stime parlano di possibili chiusure per circa 90mila imprese dei comparti commercio al dettaglio, alberghi, pubblici esercizi, che si aggiungerebbero al minor numero di nuove imprese che si sta registrando, viste le difficoltà economiche.

 

Ignazio Visco su Il Riformista ricorda che “alla metà del 2020 il PIL era tornato al livello registrato all’inizio del 1993, con un valore che nel secondo trimestre è diminuito di circa il 13%. In termini pro capite, era sceso ai valori di fine anni Ottanta.

 

La situazione non è critica solo per noi ma anche per le altre nazioni ma purtroppo noi veniamo da ben oltre due decenni di crescita anemica a conferma dell’arretramento dell’Italia, che necessita di una forte modernizzazione.

 

Grazie alle risorse del Recovery fund, suggerisce Confesercenti, dobbiamo superare quelli che sono i vecchi nodi strutturali del Paese, dobbiamo far fare un salto tecnologico al nostro sistema economico, attraverso la formazione e la digitalizzazione a supporto della crescita, modernizzare il Paese e garantire lavoro.

 

Riforma Irpef: tutto rimandato al 2022

I soldi per la Riforma Irpef ossia per  tagliare le tasse al ceto medio non bastano, specialmente a fronte di un possibile slittamento al 2022 delle risorse del Recovery fund.

 

Le tensioni in Europa tra gli stati membri mettono a rischio l’arrivo dei soldi per la Ripresa attesi entro la metà del 2021, facendo saltare una buona parte del Piano del governo per il prossimo anno, soprattutto sul fronte della Riforma Fiscale.

 

La Nota di aggiornamento al Def (Nadef), la cui approvazione in Consiglio dei ministri è attesa per oggi, traccerà le linee guida della Manovra finanziaria da 40 miliardi di euro, che verrà presentata a Bruxelles in concomitanza alle linee guida del Recovery Plan entro il 15 ottobre 2020 per l’avvio delle consultazioni informali, in vista dell’approvazione definitiva ad aprile 2021.

 

Sembrava tutto deciso, eppure qualcosa sembra essere andato storto, con i Paesi frugali che si sono messi nuovamente di traverso in occasione dell’approvazione del bilancio programmatico Ue, rischiando di far saltare o prorogare al 2022 le risorse che serviranno ai paesi europei maggiormente colpiti dalla pandemia per risorgere dalle proprie ceneri, Italia in primis.

 

Riforma fiscale 2021: risorse per cuneo, assegno unico e Rdc

La Nota di aggiornamento al Def, che anticipa la prossima Legge di Bilancio, prevede in materia fiscale una conferma del taglio del cuneo fiscale per il 2021, misura scattata il 1° luglio di quest’anno che ha portato un beneficio di circa 100 euro nelle buste paga degli italiani con redditi fino a 40.000 euro, al posto del Bonus Renzi.

 

Per mantenere la promessa il titolare del dicastero di via XX Settembre a Roma metterà a disposizione circa 2 miliardi di euro.

 

Altri 6 miliardi di euro, invece, andranno a coprire l’introduzione dell’assegno unico per i figli a carico, misura che prevede di accorpare circa 8 degli attuali bonus, detrazioni ed assegni dedicati alle famiglie per concedere circa 200 euro medi mensili per ogni figlio fino ai 21 anni di età.

 

Servono poi risorse per il Reddito di cittadinanza: secondo un articolo de Il Messaggero mancherebbero all’appello circa 2 miliardi di euro visto che a causa del Covid si è registrato un boom di domande.  

 

Si rischia addirittura un taglio dell’assegno nel caso in cui non si riescano a trovare risorse sufficienti, ipotizza il quotidiano, sostenendo che ci sarebbe da affrontare anche un altro problema: solo 200 mila percettori su un milione hanno firmato i patti sul lavoro relativi al Reddito di cittadinanza.

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