Riforma pensioni 2021

Riforma pensioni 2021: ultime notizie 22 settembre 2020. Le novità

Riforma pensioni 2021 dura battaglia tra governo e sindacati. Tagli assegni 2021, maggiore flessibilità in uscita Quota 41. Confermata la misura Quota 100

22 settembre 2020 11:22
Riforma pensioni 2021: ultime notizie 22 settembre 2020. Le novità

Riforma pensioni 2021 ultime notizie:

 

*** Riforma pensioni 2021 ultime notizie 22 settembre 2020: sempre più acceso il dibattito tra governo e sindacati sulla Riforma delle pensioni, anche se alcune misure sono già garantite come Quota 100 fino a dicembre 2021.

 

Altra news degli ultimissimi giorni, la proposta di aumento pensioni minime 2021 a 780 euro per tutti.

 

Importante, Pensioni ultime notizie decreto Agosto: confermato l'aumento pensione di invalidità 2020 nel nuovo decreto Agosto 2020.

 

Tra le ultime novità pensioni che la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo avrebbe annunciato ai sindacati ci sarebbe l’ampliamento della quattordicesima per i pensionati, una proroga dell’APE Sociale e di Opzione Donna, possibile anche una Quota 102.

 

Riforma pensioni 2021 ultime notizie Quota 41:

Confermata fino al 2021 Quota 100, la misura anticipata di pensionamento prevista dalla Riforma Fornero.  A sostenerlo il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, secondo il quale Quota 100 verrà fatta finire nel 2021, visto che “in questo contesto di crisi profonda può considerarsi un ammortizzatore sociale”.

 

Per quanto riguarda le ultime notizie Quota 41 c'è l'ok dei sindacati anche se la cosa più importante al momento secondo loro è riformare il sistema previdenziale garantendo la flessibilità e utilizzando i risparmi di Quota 100. Il confronto sulle pensioni è ripartito a settembre e vede così la posizione di Cgil, Cisl e Uil che l'8 settembre e il 16 settembre hanno due incontri con la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.

 

Gli incontri servono a definire il pacchetto di misure da inserire nella legge di bilancio 2021:

  • proroga Ape sociale (con la possibilità, come chiesto dai sindacati, di aumentare le categorie di lavoro gravoso);

  • proroga di Opzione donna

  • uno strumento nuovo che vada oltre l'isopensione, che accompagni con un'indennità i lavoratori a cui mancano 3-4 anni per andare in pensione; 

Nel tavolo del 16 settembre i sindacati sperano di tracciare il nuovo sistema previdenziale, pensando a quanti svolgono lavori gravosi, alle donne, ai giovani, ai lavoratori  discontinui; "Proponiamo una pensione contributiva di garanzia, che consideri anche i periodi in cui si è disoccupato e si fa formazione, e valorizzi il part time" ha detto il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli.

 

Pensioni 2021, maggiore flessibilità in uscita:

Nel 2021 si prevede una nuova riforma pensioni che introduca nuove forme di pensione anticipata rispetto alla formula della Quota 100, in fase sperimentale per il triennio 2019-2021. L’obiettivo è quello di assicurare una più adatta flessibilità di uscita dal lavoro per coloro che ne fanno richiesta, con meccanismi di premialità per le donne. Si discute la possibilità di uscita dal lavoro a 62 anni, per venire incontro anche a coloro che perderanno il lavoro a causa della pandemia.

 

Il segretario confederale Uil, Domenico Proietti, in Commissione Lavoro al Senato, ha chiesto di introdurre una flessibilità intorno ai 62 anni, sostenendo che si tratta di un “intervento che oltre a riallineare il sistema previdenziale italiano a quello che avviene in Europa (ndr, in Italia si va in pensione 4 anni sopra la media europea), si configura come uno strumento importante per garantire una tutela alle persone che saranno espulse dal mercato del lavoro a causa delle conseguenze economiche del coronavirus”. E sì, perché il covid-19 ha sconvolto il mondo del lavoro, con l’onda d’urto che potrebbe abbattersi sugli italiani non appena verranno meno le misure che bloccano i licenziamenti.

 

Riforma pensioni 2021: Quota 100

Potrebbe arrivare Quota 41 al posto di Quota 100, formula che consente l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per tutti gli italiani con almeno 38 anni di contributi ed un’età anagrafica di almeno 62 anni, senza alcuna penalizzazione sull’assegno.

 

Si tratterebbe di una pensione anticipata totalmente contributiva che consentirebbe a tutti i lavoratori con più di 41 anni di contributi di andare in pensione, a prescindere dalla loro età anagrafica. Questa misura, però, penalizzerebbe soprattutto quei lavoratori che hanno avuto dei lavori discontinui, quindi va valutata attentamente. 

 

Intanto, il leader della Lega Matteo Salvini fermo sostenitore di Quota 100 ha ricordato che grazie a questa formula “sono già 300 mila gli italiani che hanno fruito della possibilità di andare in libertà e centinaia di migliaia di giovani hanno iniziato a lavorare".

 

Secondo quanto rilevato dall'Istat nel report 'La protezione sociale in Italia e in Europa', all'interno delle prestazioni previdenziali, le pensioni sono sempre la componente più onerosa, con una spesa che assorbe da un massimo del 90,7% nel 2002 a un minimo dell'86,6% nel 2019 (pari a 275,1 miliardi). Il peso relativo assunto nel 2019 è il più basso dal 1995, nonostante la spesa aggiuntiva dovuta alla misura denominata 'Quota 100' (circa 2,1 miliardi di pensioni, più altri 600 milioni circa di Tfr).  

 

Pensioni 2021, grande attenzione ai giovani

Si promette una grande attenzione per le pensioni dei giovani, visto che per loro si prevede un periodo buio caratterizzato da lavori saltuari e/o con stipendi molto bassi, specialmente a causa degli effetti della pandemia sull’economia italiana che ha messo in ginocchio molti settori importanti come automotive, turismo e costruzioni.

 

In particolare, si sta pensando alla creazione di fondi pensionistici per garantire loro una previdenza complementare.

 

Nuovo ricalcolo contributivo, riforma fiscale e pensioni:

I sindacati sono al lavoro per proporre al governo una nuova tipologia di ricalcolo contributivo al fine di preservare la quota retributiva maturata nel corso degli anni lavorativi, evitando penalizzazioni troppo pesanti che potrebbero arrivare sino al 30%.

 

Da rivedere anche gli aspetti legati al reddito dei pensionati, alla quattordicesima, alla rivalutazione degli assegni e alla pensione complementare. In particolare, si starebbe pensando di estendere il beneficio della quattordicesima alle pensioni fino a 1.500 euro mensili. Secondo l’Inps le pensioni liquidate nel primo trimestre del 2020 sono 157.038 con un importo medio pari a 1.128 euro.

 

I sindacati chiedono poi una seria riforma fiscale, che tagli le tasse a lavoratori dipendenti, pensionati e imprese.

 

Cosa ne sarà poi dell’Ape social e dell’Opzione Donna? Saranno prorogate anche per il 2021 dalla Legge di Bilancio?

 

Previsti tagli agli assegni pensione nel 2021

Ancora molte le incognite sulle pensioni per il prossimo anno, ma di sicuro c’è che gli assegni saranno sicuramente più leggeri per coloro che andranno in pensione nel 2021. Secondo quanto stabilito dal decreto ministeriale del ministero del Lavoro datato primo giugno e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 dell’11 giugno sulla revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo, gli assegni pensionistici subiranno un taglio che oscilla da un minimo dello 0,3% ad un massimo dello 0,7%.

 

Secondo alcuni calcoli effettuati da Il Sole 24 Ore una dipendente del settore pubblico che va in pensione con 67 anni di età, con meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 vedrà scendere il suo assegno complessivo di circa 300 euro all'anno, da 64mila euro a 63.700 euro.

 

Preoccupato Domenico Proietti, segretario confederale della Uil. "Il Governo deve sterilizzare subito gli effetti negativi che la caduta del PIL ha sulle Pensioni future. Se da una parte la rivalutazione del montante contributivo dei futuri pensionati non può essere inferiore all'1%, a seguito delle modifiche del 2015, è altresì vero che eventuali differenze saranno recuperate negli anni successivi con effetti negativi sul futuro previdenziale dei lavoratori. Parallelamente gli effetti della crisi impatteranno anche sulla rivalutazione delle Pensioni in essere". La Uil "chiede da subito al Governo di intervenire sia per il calcolo della rivalutazione del montante contributivo sia per l'individuazione dell'indice di rivalutazione delle Pensioni erogate. Questo è un primo modo concreto di aiutare i pensionati presenti e futuri".

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