Proposta Quota 98

Pensione a 64 anni con taglio e sconto 24 mesi. La riforma pensioni

L’obiettivo della Riforma è garantire la flessibilità in uscita prima dei 67 anni di età previsti dalla Legge Fornero ed evitare lo scalone di 5 anni

15 ottobre 2020 08:40
Pensione a 64 anni con taglio e sconto 24 mesi. La riforma pensioni

Si stringe il cerchio attorno alla Riforma delle pensioni, con numerose ipotesi al vaglio dell’Esecutivo per il dopo Quota 100, la cui scadenza naturale è prevista a dicembre 2021.  

 

L’obiettivo è garantire la flessibilità in uscita prima dei 67 anni di età previsti dalla Legge Fornero ed evitare lo scalone di 5 anni che si verrebbe a creare nel 2022.

 

Dopo aver preso in considerazione Quota 102 e Quota 41 si parla di Quota 98 e della possibilità di uscire dal mondo del lavoro a 64 anni, con 24 mesi di sconto per chi svolge lavori gravosi.

 

Pensioni, nuova proposta: uscita anticipata a 64 anni

Cosa accadrà nell’era post Quota 100? Sono tutti curiosi di saperlo, ma manca ancora più di un anno per mettere in piedi un nuovo sistema previdenziale che possa garantire una flessibilità in uscita dal mondo del lavoro prima dei 67 anni di età previsti dalla Legge Fornero.

 

Di certo c’è solo che Quota 100, ossia l’attuale misura di pensionamento anticipato con 62 anni di età anagrafica e 38 anni di contributi, in sperimentazione per tre anni fino a fine 2021, non verrà riconfermata. Ci si è resi conto, ad esempio, che si tratta di una misura iniqua in quanto favorisce uomini e dipendenti pubblici e tutti quei lavoratori che possono godere di un lavoro stabile, continuo.

 

L’idea di mandare tutti in pensione a 62 anni di età, ampiamente caldeggiata dai sindacati, non è attuabile per i costi ingenti di cui dovrebbe farsi carico lo Stato, circa 20 miliardi di euro, neanche con la penalizzazione dell’assegno del 3% circa per ogni anno di anticipo.

 

Quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi) costerebbe 8 miliardi di euro mentre Quota 41 per tutti (41 anni di contributi) peserebbe sulle casse dello Stato per 12 miliardi di euro solo il primo anno.

 

Si prova dunque con 64 anni di età anagrafica e con due anni di anticipo per chi svolge lavori pesanti. In particolare, chi non vuole aspettare i 67 anni di età, dal 2022 potrebbe uscire anticipatamente dal mondo del lavoro a 64 anni, con un mimino di 37-38 anni di contributi, ma solo accettando un taglio del 2,8-3% della parte di pensione calcolata con il calcolo contributivo per ogni anno di anticipo.

 

Da considerare poi uno sconto per chi svolge lavori gravosi, con la possibilità di accedere alla pensione con due anni di anticipo rispetto ai 64 anni, quindi a 62 anni di età e 36 anni di contributi (Quota 98). “Dobbiamo avere il coraggio di differenziare”, ha dichiarato poco tempo fa il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riferendosi proprio alle pensioni.

 

Pensioni, Quota 98: sconto di due anni per gravosi. A chi spetta

62 anni di età e 36 anni di contributi potrebbero dar vita a Quota 98, la nuova misura di pensionamento anticipato dopo Quota 100, ma solo per coloro che svolgono lavori usuranti. La penalizzazione dell’assegno previdenziale sarebbe ridotta o addirittura nulla.

 

La misura andrebbe a coprire le categorie di lavoratori che oggi possono usufruire dell’APE sociale, ossia disoccupati, invalidi e cargivers che hanno 63 anni di età e almeno 30 anni di contributi, mentre 63 anni di età e 36 anni di contributi per i lavoratori gravosi, ossia:

  • operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici;

  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;

  • conciatori di pelli e di pellicce;

  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;

  • conduttori di mezzi pesanti e camion;

  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;

  • addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;

  • insegnanti della scuola dell'infanzia e educatori degli asili nido;

  • facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;

  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;

  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;

  • operai dell'agricoltura, della zootecnia e della pesca;

  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;

  • lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67;

  • marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.

 

In attesa di ulteriori conferme su Quota 64 e su una più ampia Riforma delle pensioni, si guarda con molta attenzione ad altre possibili novità in materia pensionistica che potrebbero entrare a far parte della Legge di Bilancio 2021, come un aumento della pensione minima di vecchiaia a 780 euro per tutti.

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