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Bonus baby sitter 1000 euro e congedi zone rosse. Novità Ristori bis

In arrivo fondi per le famiglie residenti nelle regioni rosse: bonus baby sitter da 1.000 euro e congedi straordinari. Cosa cambia, chi può fare domanda

26 novembre 2020 16:27
Bonus baby sitter 1000 euro e congedi zone rosse. Novità Ristori bis

Approvato e bollinato in brevissimo tempo il decreto Ristori bis, che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare le conseguenze dell'epidemia da Covid-19, in particolare il lockdown a zone disposto per arginare la seconda ondata di contagi.

 

Previsti contributi a fondo perduto per le imprese interessante dalle limitazioni, ma anche l’estensione del credito d’imposta sugli affitti commerciali, la sospensione dei versamenti e dei contributi previdenziali, la cancellazione della seconda rata IMU, un nuovo bonus baby sitter e congedo straordinario. Cosa cambia?

 

Decreto Ristori bis da 2,5 miliardi di euro

Mentre l’Agenzia delle Entrate ha emesso i primi mandati di pagamento per accreditare i contributi a fondo perduto previsti dal primo decreto Ristori, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge da 2,5 miliardi di euro, destinato al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, al sostegno dei lavoratori in esse impiegati, nonché con ulteriori misure connesse all’emergenza in corso.

 

Entro martedì 10 novembre 2020, ha assicurato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, verranno accreditati i tanto attesi bonifici per un totale di oltre 64 milioni di euro, che andranno ad alleggerire le pene di 211 milia imprese interessate dalle primissime restrizioni. In un secondo momento, invece, giungeranno i contributi a fondo perduto bis per indennizzare le attività colpite dal lockdown a zone.

 

Previsti non solo ristori e benefici fiscali per le imprese ma anche misure per le famiglie, come il rinnovo del bonus baby sitter e i congedi straordinari, solo nelle zone rosse ossia in quelle a maggior rischio.

 

Ristori bis: bonus baby sitter da 1.000 euro in zone rosse

Il premier Giuseppe Conte ha difeso il lockdown a zone a denti stretti per evitare l’irreparabile danno economico di una seconda totale chiusura forzata dell’Italia. Sta tentando il tentabile anche perché altri soldi per i ristori non ce ne sono.

Agli oltre 5 miliardi stanziati con il primo decreto Ristori se ne sono aggiunti altri 2,5 miliardi con il decreto Ristori bis, il tutto senza ricorrere ad ulteriori scostamenti di bilancio ma considerando i 100 miliardi di deficit extra già accumulati nel 2020.

 

Oltre a Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta da oggi anche l’Alto Adige è diventata zona rossa, mentre da domani Campania, Liguria, Umbria ed Abruzzo potrebbero passare dal giallo all’arancione, proprio mentre l’ordine dei medici continua a chiedere un lockdown generalizzato per evitare il peggio.

 

Nelle zone rosse le scuole non sono chiuse ma è prevista la didattica a distanza (DAD) per gli istituti superiori e per le classi di seconda e terza media. Si ripresenta così un grosso problema per le famiglie: chi resta a casa con i bambini se i genitori non lavorano in smart working?

 

Dopo i 43 milioni di euro per i congedi al 50% stanziati con il decreto Ristori 1 arrivano altri fondi per le famiglie residenti nelle regioni rosse.

Previsto con il Ristori bis un bonus baby sitter da 1.000 euro e il congedo straordinario con il riconoscimento di un’indennità pari al 50% della retribuzione mensile per i genitori lavoratori dipendenti nel caso in cui la prestazione di lavoro non possa essere resa in modalità agile, il tutto per l’intera durata della chiusura delle scuole.

 

Ristori bis: come cambia il bonus baby sitter, chi può richiederlo

Al via un nuovo bonus baby sitter con il decreto Ristori bis, dopo quello sperimentato con il decreto Cura Italia e il decreto Rilancio. Cosa cambia?

 

Molte le differenze: prima di tutto può essere richiesto solo dalle famiglie residenti nelle zone rosse, ossia quelle in cui il livello di rischio è molto alto, secondo poi varia l’importo dell’assegno, passando da 1.200 a 1.000 euro per i lavoratori dipendenti e gli autonomi e da 2.000 a 1.000 euro per i dipendenti del settore sanitario.

 

Rispetto alla precedente agevolazione, poi, il bonus baby sitter non potrà essere utilizzato per pagare i nonni.

 

Restano ferme le altre condizioni:

  • tutti e due i genitori devono essere lavoratori;

  • non ci deve essere un genitore beneficiario di altre forme di tutela del reddito;

  • entrambe i genitori non possono usufruire dello smart working.

 

Il pagamento, come in passato, avverrà sul Libretto di famiglia a fronte di una domanda da presentare all’Inps.

Vale la pena ricordare che il bonus baby sitter non potrà essere richiesto da coloro che usufruiscono del bonus asilo nido.  

 

Altra importante novità: il bonus, o in alternativa il congedo, potrà essere richiesto anche dalle famiglie con disabili in caso di chiusura delle scuole o dei centri diurni, indipendentemente dall’età dei figli.

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