Pensioni 2020 rivalutazione: dal 1° gennaio aumento importi, tabella

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Rivalutazione pensioni 2020: aumento importo 2020 limitato sia per la perequazione cge da decreto Mef sarà allo 0,40% che per la mini rivalutazione pensioni 2020 che sarà veramente piccola, così come previsto dalla Legge di Bilancio 2020.


Come sempre a gennaio, gli importi pensione pagati dai diversi enti previdenziali come ad esempio l'INPS, ex INPDAP, INAIL, Inercassa subiscono la rivalutazione ISTAT, ossia, la cd. perequazione automatica dell'importo rispetto all'inflazione, il costo della vita.

 

Per effetto della nuova Legge di Bilancio 2020, gli assegni pensionistici aumenteranno e l'aumento sarà scaglionato in 6 aliquote distinte:

  • al 100% per i redditi fino a 4 volte il trattamento minimo (pari a 513 euro), cioè per coloro che che arrivano a prendere un assegno di 2.052 euro.

  • al 77% per i trattamenti fino a 5 volte il trattamento minimo;

  • al 52% fino a 6 volte;

  • 47% fino a 8 volte;

  • 45% fino a 9 volte;

  • 40% per i trattamenti superiori a 9 volte. 

Poi a partire dal 2022 gli scaglioni diventeranno 3: rivalutazione al 100% fino a 2.029 euro, del 90% tra 2.029 e 2.538 euro, del 75% sopra quella cifra.

 

Tradotto significa che 2 milioni e 800 mila pensionati incasseranno circa 3 euro in più all'anno, ossia 25 centesimi al mese, secondo i calcoli della Spi Cgil.

 

Pensioni 2020 rivalutazione ISTAT: cos'è e come funziona?

Che cos'è la rivalutazione pensioni 2020?

La rivalutazione ISTAT pensioni, è una percentuale applicata agli importi delle pensioni pagate dagli enti previdenziali, INPS, INAIL, Inercassa, ecc, avviene sempre ogni anno, a partire dal mese di gennaio, ciò consente di adeguare l’importo della pensione all'indice di inflazione e al costo della vita, rilevato appunto dall'ISTAT nell’anno precedente e misurato in via provvisoria.


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto Mef contenente il tasso effettivo di rivalutazione delle pensioni 2020 dello 0,40%.

 

Rivalutazione ISTAT 0,4% pensioni come funziona: Le pensioni come altre indennità pagate per esempio dall'INPS per disoccupazione, cassa integrazione, mobilità ecc beneficiano pertanto della perequazione automatica, che non è altro una rivalutazione degli importi in base all’inflazione, ovvero, rispetto all’indice dei prezzi al consumo delle famiglie in uno determinato anno.

  • Per determinare l'aumento pensioni 2020 che dovrà essere applicato a partire dal 1° gennaio, l'ISTAT utilizza l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi) rilevato in maniera provvisoria a dicembre considerando i primi 9 mesi dell'anno e poi conguagliato in modo definitivo nei primi tre mesi dell'anno nuovo.

  • Per cui da gennaio ad ottobre l'indice di rivalutazione da applicare alle pensioni è provvisorio, diventando definitivo con l'anno nuovo che conguaglia gli ultimi 3 mesi dell’anno, quindi ottobre, novembre e dicembre.

  • Di conseguenza, la rivalutazione definitiva ad inizio anno conguaglia l’importo degli assegni delle pensioni, decretando un aumento sull'assegno pagato a gennaio 2018.

Ecco invece le novità su, cosa prevede la riforma pensioni 2020.

 

Blocco rivalutazione pensioni 2020 in Legge di Bilancio:

In base a quanto previsto dal testo definitivo della nuova Legge di Bilancio 2020, la misura della perequazione automatica sulle pensioni, sarà fino a 4 volte il minimo.

 

La rivalutazione ISTAT sulle pensioni 2020 spetta quindi del:

  • al 100% per i redditi fino a 4 volte il trattamento minimo (pari a 513 euro), cioè per coloro che che arrivano a prendere un assegno di 2.052 euro.

  • al 77% per i trattamenti fino a 5 volte il trattamento minimo;

  • al 52% fino a 6 volte;

  • 47% fino a 8 volte;

  • 45% fino a 9 volte;

  • 40% per i trattamenti superiori a 9 volte. 

Le nuove percentuali di perequazione pensione, non si applicano più per fasce di importo ma su indice decrescente sull'intero importo della pensione.

Per il 2017 per effetto della Legge di Stabilità pensioni, il blocco della rivalutazione è ancora una volta, per gli assegni sopra 4 volte la minima, ovvero, per quelli che superano i 2000 euro lordi.

 

Nello specifico, per gli assegni pensione di 4 volte superiori la rivalutazione automatica sarà pari al 75% anzichè del 90%; quelle superiori a 5 volte saranno rivalutate del 50% anzichè del 75% e quelle da 6 volte il minimo del 45% invece che del 75%. Tale proroga blocco rivalutazione pensioni, è stata decisa dal Governo Renzi, al fine di trovare le opportune coperture al part time a 63 anni per i lavoratori prossimi al pensionamento, opzione donna, no-tax area pensionati e salvaguardia per gli esodati.

 

Dal 2018 le pensioni sono tornate ad aumentare in quanto da gennaio 2019, si applica ancora il valore provvisorio relativo al 2018 che è pari a +1,1% che ha portato all'aumento pensioni a prescindere dalla pensione di cittadinanza 2019 invalidi, minime e assegno sociale dal mese di gennaio.

 

Dal 2019 invece con la nuova Legge di Bilancio è stata bloccata la rivalutazione ISTAT per 3 anni alle pensioni di importo superiore a 3 volte il minimo:

  • 97% fino a 2029 euro;

  • 77% fino a 2.537 euro;

  • 52% fino a 3042 euro;

  • 47% fino a 4059;

  • 45% fino a 4566;

  • 40% oltre 4566 euro.

 

Dal 2020 con la Legge di Bilancio 2020, ecco la rivalutazione pensioni 2020:

  • al 100% per i redditi fino a 4 volte il trattamento minimo (pari a 513 euro), cioè per coloro che che arrivano a prendere un assegno di 2.052 euro.

  • al 77% per i trattamenti fino a 5 volte il trattamento minimo;

  • al 52% fino a 6 volte;

  • 47% fino a 8 volte;

  • 45% fino a 9 volte;

  • 40% per i trattamenti superiori a 9 volte. 

 

Rivalutazione pensioni 2020 per chi aumenta l'importo?

I nuovi importi pensioni 2020, sono pubblicati dall'Istituto nel mese di gennaio e variano a seconda dell'importo dell'assegno e della perequazione automatica di riferimento, fissata in base all’inflazione.

 

La percentuale di inflazione, è espressa attraverso l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi) rilevato provvisoriamente a dicembre 2019, tenendo conto i primi 9 mesi dell'anno e poi conguagliato in modo definitivo nei primi tre mesi dell'anno nuovo 2020. 

 

Per cui da gennaio ad ottobre 2019, si applica l'indice di rivalutazione pensioni provvisorio, e poi a gennaio - febbraio e marzo 2020, si procede ad una nuova e definitiva rilevazione dell'indice, sulla quale conguaglia gli ultimi 3 mesi dell’anno, quindi ottobre, novembre e dicembre.

 

Di conseguenza, la rivalutazione definitiva ad inizio anno conguaglia l’importo degli assegni delle pensioni, decretando un aumento sull'assegno pagato a gennaio 2020.

 

Rivalutazione pensioni 2020 esempio nuovi importi:

Ecco gli aumenti ancora provvisori a prescindere dall'integrazione fino a 780 euro della pensione di cittadinanza:

  • Pensioni minime 2020: l'aumento dovrebbe essere di 2 euro - da 513 euro a 516 euro nel 2020.

 

Contributo solidarietà 2020: 5 scaglioni per le pensioni d'oro

Il contributo di solidarietà sulle pensioni 2020 è un prelievo fiscale previsto dalla scorsa legge di Bilancio che ha fissato una percentuale crescente da applicare sulle cd. pensioni d’oro.

 

Gli importi percentuali del contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro sopra i 100.000 euro saranno applicate per 5 anni e saranno dal 15% al 40% in funzione di 5 scaglioni.

 

Il 15% sarà applicato sulla parte di assegno superiore a 100mila euro e fino al 130mila.

 

Il contributo solidarietà 2020 sulle pensioni d'oro sarà sicuramente riconfermato dalla nuova Legge di Bilancio 2020.

 

Conguaglio positivo o negativo a gennaio 2020:

Come dicevamo nel paragrafo su cos'è e come funziona la perequazione automatica sulle pensioni, nel mese di gennaio avviene il conguaglio degli importi pagati a ottobre, novembre e dicembre ai pensionati.

 

Tale conguaglio avviene sulla base dell'indice definitivo rilevato dall'ISTAT che solitamente è sempre positivo, che tradotto significa conguaglio a favore del pensionato e quindi restituzione di quanto realmente spettante nell'anno precedente.

 

Cosa succede se il conguaglio che di solito è positivo, è invece negativo?

Se l'aumento attribuito in maniera provvisoria per i primi 9 mesi dell'anno 2018 non è uguale o superiore a quello rilevato in via definitiva dall'ISTAT, ovvero, se la differenza tra l'indice provvisorio e quello definitivo è negativo, i pensionati devono restituire quanto pagato in più.

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