La perequazione Istat

Rivalutazione pensioni 2021: tabella esempi aumento e stop al blocco

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26 novembre 2020 16:03
Rivalutazione pensioni 2021: tabella esempi aumento e stop al blocco

Rivalutazione pensioni 2021: aumento importo pensioni 2021  limitato causa Covid per la perequazione che il nuovo decreto Mef fisserà entro la fine dell'anno ma buona notizie è che la rivalutazione pensioni 2021 sarà per tutti, così come previsto dalla Legge di Bilancio 2021.


Come sempre a gennaio, gli importi pensione pagati dai diversi enti previdenziali come ad esempio l'INPS, ex INPDAP, INAIL, Inercassa subiscono la rivalutazione ISTAT, ossia, la cd. perequazione automatica dell'importo rispetto all'inflazione, il costo della vita.

 

Per effetto della nuova Legge di Bilancio 2021, anche gli assegni pensionistici aumenteranno, di poco, ma per tutti visto che è stata stralciato dal testo l'articolo che prevedeva che: “all’articolo 1, comma 477, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 le parole “Per il periodo 2020 2021” sono sostituite dalle seguenti: “Per il periodo 2020 2022” e al comma 478, le parole “Dal 1° gennaio 2022” sono sostituite dalle seguenti: “Dal 1° gennaio 2023”. L’intera dicitura viene quindi ritirata dalla bozza della manovra.

 

Pensioni 2021 rivalutazione ISTAT: cos'è e come funziona?

Che cos'è la rivalutazione pensioni 2021?

La rivalutazione ISTAT pensioni è una percentuale applicata agli importi delle pensioni pagate dagli enti previdenziali, INPS, INAIL, Inercassa, ecc, avviene sempre ogni anno, a partire dal mese di gennaio, ciò consente di adeguare l’importo della pensione all'indice di inflazione e al costo della vita, rilevato appunto dall'ISTAT nell’anno precedente e misurato in via provvisoria.


In attesa di sapere la nuova percentuale indicata nel decreto Mef che sarà poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale, riportiamo il tasso effettivo di rivalutazione delle pensioni 2020  che è stato dello 0,40%.

 

Rivalutazione ISTAT pensioni come funziona: Le pensioni come altre indennità pagate per esempio dall'INPS per disoccupazione, cassa integrazione, mobilità ecc beneficiano pertanto della perequazione automatica, che non è altro una rivalutazione degli importi in base all’inflazione, ovvero, rispetto all’indice dei prezzi al consumo delle famiglie in uno determinato anno.

  • Per determinare l'aumento pensioni che dovrà essere applicato a partire dal 1° gennaio, l'ISTAT utilizza l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi) rilevato in maniera provvisoria a dicembre considerando i primi 9 mesi dell'anno e poi conguagliato in modo definitivo nei primi tre mesi dell'anno nuovo.

  • Per cui da gennaio ad ottobre l'indice di rivalutazione da applicare alle pensioni è provvisorio, diventando definitivo con l'anno nuovo che conguaglia gli ultimi 3 mesi dell’anno, quindi ottobre, novembre e dicembre.

  • Di conseguenza, la rivalutazione definitiva ad inizio anno conguaglia l’importo degli assegni delle pensioni, decretando un aumento sull'assegno pagato a gennaio 2018.

Ecco invece le novità su, cosa prevede la riforma pensioni 2021.

 

Stop al blocco rivalutazione pensioni 2021 novità Legge di Bilancio:

In base a quanto previsto dal testo della nuova Legge di Bilancio 2021, che ricordiamo deve ancora approvato in via definitiva, la misura della perequazione automatica sulle pensioni sarà per tutti gli assegni.

 

Secondo quanto evidenziato dalla Cgil, gli assegni 2021 verranno correttamente rivalutati in base all’inflazione. “Non ci sarà la proroga del blocco della rivalutazione delle pensioni”, ha spiegato in un post sulla propria bacheca facebook il Segretario generale nazionale Spi - Cgil Pedretti

 

Secondo il sindacalista infatti, “dopo le nostre proteste la norma è stata ritirata dal testo della legge di bilancio”. Si attende ora la conferma definitiva che potrà arrivare solo con la discussione parlamentare della finanziaria 2021.

Siccome siamo persone serie per cantare vittoria dobbiamo aspettare fino all’approvazione della legge in Parlamento”, ha concluso l’esponente della Cgil. “Per cui vigiliamo e facciamo attenzione, che non si sa mai. Però oggi possiamo dire che la nostra voce si è sentita e che al momento abbiamo riparato a un errore clamoroso e all’ennesimo tentativo di mettere le mani nelle tasche dei pensionati. Avanti così” ha concluso Pedretti.

 

Blocco rivalutazione pensioni che cos'è?

Per il 2017 per effetto della Legge di Stabilità pensioni, il blocco della rivalutazione è ancora una volta, per gli assegni sopra 4 volte la minima, ovvero, per quelli che superano i 2000 euro lordi.

 

Nello specifico, per gli assegni pensione di 4 volte superiori la rivalutazione automatica sarà pari al 75% anzichè del 90%; quelle superiori a 5 volte saranno rivalutate del 50% anzichè del 75% e quelle da 6 volte il minimo del 45% invece che del 75%. Tale proroga blocco rivalutazione pensioni, è stata decisa dal Governo Renzi, al fine di trovare le opportune coperture al part time a 63 anni per i lavoratori prossimi al pensionamento, opzione donna, no-tax area pensionati e salvaguardia per gli esodati.

 

Dal 2018 le pensioni sono tornate ad aumentare in quanto da gennaio 2019, si applica ancora il valore provvisorio relativo al 2018 che è pari a +1,1% che ha portato all'aumento pensioni a prescindere dalla pensione di cittadinanza invalidi, minime e assegno sociale dal mese di gennaio.

 

Dal 2019 invece con la nuova Legge di Bilancio è stata bloccata la rivalutazione ISTAT per 3 anni alle pensioni di importo superiore a 3 volte il minimo:

  • 97% fino a 2029 euro;

  • 77% fino a 2.537 euro;

  • 52% fino a 3042 euro;

  • 47% fino a 4059;

  • 45% fino a 4566;

  • 40% oltre 4566 euro.

 

Dal 2020 con la Legge di Bilancio 2020, ecco la rivalutazione pensioni 2020:

  • al 100% per i redditi fino a 4 volte il trattamento minimo (pari a 513 euro), cioè per coloro che che arrivano a prendere un assegno di 2.052 euro.

  • al 77% per i trattamenti fino a 5 volte il trattamento minimo;

  • al 52% fino a 6 volte;

  • 47% fino a 8 volte;

  • 45% fino a 9 volte;

  • 40% per i trattamenti superiori a 9 volte. 

 

Dal 2021 è previsto per il momento lo stop al blocco della rivalutazione delle pensioni, infatti, nel testo della Legge di Bilancio 2021 manca l'articolo relativo al meccanismo penalizzante di rivalutazione delle pensioni fino al 2022 mentre era presente nelle prime bozze.

 

Rivalutazione pensioni 2021 per chi aumenta l'importo?

I nuovi importi pensioni 2021 saranno pubblicati dall'Istituto nel mese di gennaio e varieranno a seconda dell'importo dell'assegno e della perequazione automatica di riferimento, fissata in base all’inflazione.

 

La percentuale di inflazione, è espressa attraverso l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi) rilevato provvisoriamente a dicembre 2019, tenendo conto i primi 9 mesi dell'anno e poi conguagliato in modo definitivo nei primi tre mesi dell'anno nuovo 2021. 

 

Per cui da gennaio ad ottobre 2020 si applica l'indice di rivalutazione pensioni provvisorio, e poi a gennaio - febbraio e marzo 2021, si procede ad una nuova e definitiva rilevazione dell'indice, sulla quale conguaglia gli ultimi 3 mesi dell’anno, quindi ottobre, novembre e dicembre.

 

Di conseguenza, la rivalutazione definitiva ad inizio anno conguaglia l’importo degli assegni delle pensioni, decretando un aumento sull'assegno pagato a gennaio 2021.

 

Rivalutazione pensioni esempio nuovi importi:

Al momento non sono stati aggiornati i nuovi importi delle pensioni 2021 rivalutate. Nell'attesa, a puro scopo esemplificativo, riportiamo quelli previsti per quest'anno, a prescindere dall'integrazione fino a 780 euro della pensione di cittadinanza:

  • Pensioni minime: l'aumento è stato di 2 euro

 

Contributo solidarietà 2021 sulle pensioni d'oro:

Riforma pensioni 2021 rivalutazione per gli assegni pensione: in base a quanto previsto dall'ultima bozza del 16 novembre del testo della nuova legge di Bilancio 2021 in materia di riforma delle pensioni all’articolo 68 dal titolo "Attuazione delle disposizioni contenute nella sentenza della Corte Costituzionale n. 234 del 2020":

Al fine di dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 234 del 2020, nel rispetto del principio dell'equilibrio di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica, assicurando la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche in funzione della salvaguardia della solidarietà intergenerazionale e in coerenza con le indicate finalità di finanziamento del sistema previdenziale, all’articolo 1, comma 261, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, le parole “per la durata di cinque anni” sono sostituite dalle seguenti: “per la durata di tre anni”. 

Relazione illustrativa: La disposizione mira a dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale n. 234 del 2020 riducendo da cinque anni a tre anni l’ambito di applicazione delle riduzioni delle pensioni i cui importi sono superiori a 130.000 euro.

Con l'attuazione viene dunque sancita la riduzione da 5 a 3 anni del contributo di solidarietà sugli assegni di importo superiore a 130.000 euro.

 

 

Conguaglio positivo o negativo a gennaio 2021:

Come dicevamo nel paragrafo su cos'è e come funziona la perequazione automatica sulle pensioni, nel mese di gennaio avviene il conguaglio degli importi pagati a ottobre, novembre e dicembre ai pensionati.

 

Tale conguaglio avviene sulla base dell'indice definitivo rilevato dall'ISTAT che solitamente è sempre positivo, che tradotto significa conguaglio a favore del pensionato e quindi restituzione di quanto realmente spettante nell'anno precedente.

 

Cosa succede se il conguaglio che di solito è positivo, è invece negativo?

Se l'aumento attribuito in maniera provvisoria per i primi 9 mesi dell'anno 2020 non è uguale o superiore a quello rilevato in via definitiva dall'ISTAT, ovvero, se la differenza tra l'indice provvisorio e quello definitivo è negativo, i pensionati devono restituire quanto pagato in più.

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