Il Governo valuta terzo scostamento di bilancio dopo quello da 55 mld

Il governo italiano potrebbe ricorrere ad un terzo scostamento di bilancio, dopo quello da 55 miliardi presentato per far fronte alle spese legate al covid

23 giugno 2020 07:52
Il Governo valuta terzo scostamento di bilancio dopo quello da 55 mld

Il governo italiano potrebbe ricorrere ad un terzo scostamento di bilancio, dopo quello presentato al Parlamento il 5 marzo 2020 in cui chiedeva l’aggiornamento del piano di rientro verso l’Obiettivo di medio termine, a fronte delle spese legate all’emergenza epidemiologica da covid-19.

 

Per rafforzare il sostegno al sistema sanitario, ai cittadini e alle imprese, l’esecutivo si è trovato costretto a chiedere uno scostamento di bilancio di 20 miliardi di euro, poi salito a 55 miliardi “al fine di assicurare il finanziamento di eventuali ulteriori iniziative che si rendesse necessario adottare con tempestività e urgenza in un quadro di interventi coordinati a livello europeo”.

 

Potrebbero essere necessari altri 10 miliardi di euro, magari per finanziare il taglio dell’IVA per rilanciare i consumi. "Rimodulare l'IVA è solo un'ipotesi - ha dichiarato il premier Conte -. È una misura costosa da studiare. C'è preoccupazione perché i consumi, comprensibilmente, non sono ripartiti”, però "non abbiamo preso decisioni. Questa settimana sarà decisiva per una prospettiva del genere".

 

Cos’è lo scostamento di bilancio e come funziona?

Ogni paese membro dell’Unione europea è chiamato a mantenere un proprio Obiettivo a medio termine per la finanza pubblica (OMT), risultante dalla crescita economica dal livello dell’indebitamento.

 

A norma del Patto di stabilità e crescita (PSC), ciascuno Stato membro deve raggiungere e mantenere il proprio Obiettivo a medio termine per la finanza pubblica (OMT o MTO, medium term objective) oppure attuare un percorso di avvicinamento verso l’OMT stesso. L’OMT è definito in modo specifico per ciascun Paese sulla base del potenziale di crescita dell’economia, del livello del debito e delle passività implicite.

 

 L’OMT è definito in termini strutturali: pertanto esso si calcola come il saldo del conto economico delle amministrazioni pubbliche corretto per l’impatto previsto del ciclo economico (saldo corretto per il ciclo) e al netto delle misure una tantum.

 

Per l’Italia l’OMT è stato, fino a tutto il 2019, il pareggio di bilancio. A seguito del recente aggiornamento, il nuovo OMT per l’Italia nel prossimo triennio 2020-2022 è il raggiungimento di un avanzo strutturale di 0,5% del PIL, ma poi le cose sono state stravolte dal coronavirus.

 

Cosa sono gli scostamenti temporanei di bilancio?

Le norme europee ammettono l’ipotesi di scostamenti temporanei dall’OMT, ossia scostamenti temporanei del saldo strutturale dall’obiettivo programmatico in ragione di eventi eccezionali. Rientrano in tali ipotesi eventi straordinari, al di fuori del controllo dello Stato, ivi incluse le gravi calamità naturali, con rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria generale del Paese.

 

Per ottenere l’autorizzazione allo scostamento di bilancio bisogna attivare una procedura europea, che inizia con una consultazione della Commissione europea per terminare con l’approvazione da parte delle Camere, a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, indicando nel contempo il piano di rientro rispetto all’Obiettivo di medio termine.

 

Nel caso in cui si verifichino ulteriori eventi eccezionali, il governo di un paese membro può richiedere nuovamente uno scostamento di bilancio, seguendo lo stesso identico iter: consultazione della Commissione e approvazione parlamentare.

 

L’obiettivo comune a tutti i Paesi membri resta comunque il pareggio di bilancio.

 

I 55 miliardi di euro aggiuntivi potrebbero non bastare

La Commissione europea ha autorizzato una maggiore spesa pubblica per l’Italia, concedendo misure aggiuntive per circa 55 miliardi di euro, da adottarsi una tantum in relazione all’emergenza epidemiologica da covid-19.

 

Saranno risorse destinate al sistema sanitario pubblico, al sistema della protezione civile e alle forze dell'ordine per assicurare la dotazione di strumenti e mezzi necessaria ad assistere le persone colpite dalla malattia e prevenire e mitigare il rischio di contagio.

 

Ulteriori risorse saranno dirette al contrasto dei disagi sociali ed economici conseguenti al rallentamento e, in alcuni casi, sospensione dell'attività economica, mediante il sostegno dei redditi, la salvaguardia dell'occupazione, il potenziamento degli ammortizzatori sociali, il rafforzamento del congedo parentale e il sostegno dei genitori che lavorano, nonché il sostegno alle aziende interessate al fine di impedirne la crisi di liquidità.

 

Considerando queste improvvise necessità il rapporto deficit/PIL, pari all’1,6% prima dell’epidemia, salirà al 10,4% nel 2020.

 

Questa cifra potrebbe non bastare, ecco perché potrebbe essere chiesto un terzo scostamento di bilancio da 8-10 miliardi di euro entro la fine di giugno.

 

Conte non esclude nuove misure

“Adesso si stanno sedimentando le misure che abbiamo predisposto, con 80 miliardi. Valutiamo l’impatto che avranno. Non è esclusa la possibilità che dovremo intervenire in tempi più immediati, nei limiti della finanza pubblica”, ha dichiarato il premier Giuseppe Conte riferendosi alla possibilità di fare nuovo deficit per soccorrere settori particolarmente colpiti dal coronavirus come l’automotive e il turismo.

 

Tra i favorevoli all’ipotesi, la viceministra all’Economia Laura Castellli, il deputato del Pd Fabio Melilli e il capo politico del Movimento 5 stelle Vito Crimi.  Le nuove risorse “serviranno a finanziare, oltre agli enti locali, turismo, artigianato, commercio e, naturalmente, la scuola, così da assicurare la ripartenza dell’anno scolastico”, ha dichiarato la Castelli trovandosi in pieno accordo sulla destinazione delle risorse con Crimi.

 

Il maggiore disavanzo appesantirà il debito

Maggiori risorse sono necessarie per rilanciare l’economia italiana ma bisogna sempre stare attenti al nemico pubblico numero uno dell’Italia: il debito. Un aumento del disavanzo ad oltre il 10% del PIL, comporterà un inevitabile aumento del debito, che potrebbe volare addirittura oltre il 160% del PIL.

 

Molti esperti ritengono insensata questa mossa visto che queste ulteriori spese potrebbero essere finanziare ad un costo nettamente inferiore, grazie ai 36 miliardi di euro del Mes, il Fondo salva stati.

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