Stati Generali di Conte: numeri, conti e soldi del Recovery fund

L’Italia potrebbe aggiudicarsi il pacchetto di aiuti più cospicuo pari a circa 172,7 miliardi di euro. Le priorità: infrastrutture, sostenibilità e ricerca

11 giugno 2020 12:08
Stati Generali di Conte: numeri, conti e soldi del Recovery fund

Il famoso Piano Marshall per l’Europa per risollevare gli stati membri dalle difficoltà economiche causate dalla pandemia, stanzierà 750 miliardi di euro, di cui 500 sotto forma di sovvenzioni (82 mld all’Italia) e altri 250 sotto forma di prestiti (91 mld all’Italia), finanziati da obbligazioni della Commissione europea.

 

L’Italia potrebbe aggiudicarsi il pacchetto di aiuti più cospicuo pari a circa 172,7 miliardi di euro, in quanto colpita più di altri dal coronavirus, ma la strada per approvarlo è ancora in salita.

 

La buona notizia per il Belpaese è che gli 81,8 miliardi di euro previsti per le sovvenzioni non andranno a gravare sul debito pubblico italiano che ammonta già a 2.430 miliardi di euro, pari al 134% del PIL.

 

I 500 miliardi di euro di stanziamenti previsti, però, verranno raccolti tramite contributi pro quota di partecipazione al bilancio europeo dei paesi membri. Ciò vuol dire che l'Italia sborserà circa 60 miliardi di euro per riceverne 82. In totale riceverà 22 miliardi di euro netti da spendere in tre anni secondo i dettami di Bruxelles.

 

Mediamente, quindi, potremmo spendere poco più di 7 miliardi l'anno, poca cosa per rimettere in sesto un Paese dilaniato dalla pandemia. Più la spesa che l’impresa.

 

Inoltre, i 250 miliardi di prestiti previsti (91 miliardi per l’Italia) si andranno ad aggiungere ai sussidi solo se si effettueranno le riforme e gli investimenti pianificati con Bruxelles. Un altro punto interrogativo dunque.

 

Gualtieri: Il Recovery Plan non va ridimensionato

I leader europei hanno appena iniziato a trattare sul Recovery Fund, ribattezzato Next Generation EU, ossia un fondo pensato per ridisegnare il futuro dell’Europa dopo lo tsunami covid-19. Entusiasta il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, che prima di partecipare alla riunione dell'Ecofin ha dichiarato: "L'Italia sostiene un Recovery plan ambizioso e rivolto al futuro. La proposta della Commissione europea è un compromesso equilibrato e non deve essere ridimensionata. Adesso al lavoro su investimenti e riforme".

 

Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ricorda quanto sia importante essere uniti in questa fase ed approvare le misure nel minor tempo possibile. "Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare danni duraturi alle nostre economie, al mercato del lavoro e alle nostre imprese. Dobbiamo preservare l'integrità del mercato unico ed evitare divergenze economiche e sociali. Per questo la Commissione Ue ha proposto Next Generation EU, un'enorme potenza di fuoco da investire nelle nostre priorità comuni e per rilanciare l'Europa”. “In questa crisi senza precedenti il tempo è tutto e dobbiamo fare veloci progressi verso l'accordo sul pacchetto cosicché i soldi possono incominciare ad andare agli stati membri”, ha aggiunto Dombrovskis.

 

Conte convoca gli Stati Generali

Anche se i soldi dall’Europa non sono ancora arrivati, già si pensa a come spenderli per la Rinascita italiana. Il premier Giuseppe Conte ha convocato gli Stati Generali dell’economia a Villa Pamphili, per capire come dovranno essere distribuiti questi importantissimi aiuti.

 

Come richiesto dall’Ue, infatti, anche l’Italia al pari di ogni altro stato membro dovrà presentare un “recovery and resilience plan”, sottolineando le priorità e le richieste di finanziamento alla Ue. Il piano potrà essere presentato ad ottobre mentre a partire dal prossimo anno ad aprile come di consueto con i piani.

 

Si tratta di un’opportunità davvero importante che potrebbe ridisegnare il nostro Paese sul fronte soprattutto delle infrastrutture e degli investimenti nei settori del digitale, della sanità, della scuola e della cultura. Potrebbe essere la chiave di volta per far tornare a splendere l’Italia in un contesto europeo che la vedeva negli ultimi anni in affanno sotto molti punti di vista. Le capacità e le risorse naturali le abbiamo e ora abbiamo anche le risorse finanziarie per ridare lustro alla nostra economia, non possiamo lasciarci sfuggire questa occasione, non abbiamo più alibi.

 

La crisi ci ha messo in ginocchio ma potremmo rialzarci più forti di prima, se solo lo vogliamo, se decidiamo politicamente di metterci al servizio dell’Italia lasciando per un momento in secondo piano la solita campagna elettorale che guida i nostri politici e che offusca gli obiettivi comuni.

 

Come sottolineato dal sociologo Domenico De Masi, “serve ripensare il Paese dal profondo, non basta fare i conti, non bastano i numeri. Serve un nuovo modello sociale, industriale, un modello politico anche. Sono decenni che l’Italia non ha un modello di riferimento”.

 

Conte a caccia di suggerimenti e idee per la ripartenza

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ricordato che “la somma che stanzierà l'Unione europea per l'Italia non potrà essere intesta come un tesoretto a disposizione del Governo in carica, ma una risorsa per l'intero Paese". Per questo ha convocato le parti sociali, le associazioni di categoria, singole menti brillanti per avere un confronto e i loro suggerimenti.

 

"Abbiamo già il report del gruppo coordinato dal dottor Vittorio Colao che ha avuto un serrato confronto. Ora siamo nella fase finale ed è necessario un confronto aperto sulle nostre proposte, sulle nostre idee" ha aggiunto il premier.

 

Il Recovery Plan italiano dovrà necessariamente tenere conto degli stanziamenti europei del Recovery Fund, basati su:

 

Digitalizzazione ed economia green da 560 mld:

La Commissione europea resta concentrata su una doppia transizione: quella digitale e quella green. Bruxelles invita i paesi membri ad investire su vasta scala, nelle energie rinnovabili, trasporto pulito e un'economia circolare intelligente.

 

La Commissione Ue ha quindi pensato ad un nuovo strumento denominato 'Recovery and Resilience Facility', da 560 miliardi di euro per sostenere investimenti e riforme nel quadro delle priorità strategiche per l'economia verde e digitalizzata.

 

Politiche di coesione 55 miliardi:

55 miliardi di euro verranno messi a disposizione dalla Commissione europea per l’iniziativa chiamata React-UE che punta a sostenere la coesione, ossia a ridurre il divario tra le diverse regioni europee.

 

Lotta ai cambiamenti climatici 30 miliardi:

La Commissione propone di fornire un finanziamento aggiuntivo di 30 miliardi di euro per il Just Transition Fund, portando il totale a 40 miliardi di euro per alleviare gli impatti socioeconomici della transizione verso la neutralità climatica.

 

Rafforzamento della sanità 9,4 miliardi:

Alla luce dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus, Bruxelles ha pensato a nuove misure a sostegno della sanità. Previsti 9,4 miliardi di euro per la prevenzione, la preparazione e la prevenzione delle crisi sanitarie.

 

Rafforzamento RescuEu, protezione civile 3,3 md:

La dotazione di questo meccanismo europeo di protezione civile sarà rafforzata per 3,1 miliardi di euro per finanziare investimenti nelle infrastrutture per le emergenze.

 

Ricerca scientifica 9,4 miliardi:

Per aumentare il sostegno europeo alle attività di ricerca e innovazione legate alla salute, è previsto lo stanziamento di 9,4 miliardi di euro per il Programma 'Orizzonte Europa'.

 

Agricoltura 15 miliardi:

Previsti investimenti anche per l’agricoltura. Bruxelles propone di rafforzare il bilancio del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale con 15 miliardi di euro per sostenere gli agricoltori e le aree rurali nella transizione green.

 

Come verranno utilizzati gli aiuti Ue destinati all’Italia?

Difficile dirlo con precisione, ma stando alle primissime indiscrezioni sembra che il Governo voglia dare ampio spazio ad una Riforma fiscale, argomento dal quale ormai non si può più prescindere se si vuole far ripartire l’economia italiana alla stessa velocità degli altri Paesi europei.

 

Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri ha già annunciato un’importante Riforma fiscale per l’Italia, che potrà essere realizzata grazie alle risorse che si andranno a liberare dal Recovery Fund. Si parla del 10% dei 100 miliardi di euro che otterremo con il Recovery Fund, pari ad una riduzione delle tasse di circa 10 miliardi di euro.

 

Ampio spazio verrà dato anche agli investimenti per la digitalizzazione, al rilancio delle infrastrutture (in particolare all’Alta Velocità), all’economia sostenibile ed agli investimenti pubblici e privati.

 

Da considerare anche lo snellimento della burocrazia, la capitalizzazione e il consolidamento delle imprese, la giustizia, la scuola e nuove forme di tutela e promozione per il patrimonio paesaggistico e culturale.

 

Il Governo si troverà a dover prendere delle decisioni davvero importanti, che andranno a influenzare l’attività economica italiana dei prossimi anni, il futuro dei nostri figli e magari delle generazioni a venire. Non possiamo sbagliare, non possiamo sottovalutare niente, perché non avremo una seconda opportunità.

 

È arrivato il momento di dimostrare all’Europa il nostro talento, il genio italiano che il mondo ci invidia.

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