I bonus del presidente Conte

Tutti i bonus del governo tra i (pochi) partiti e quelli fermi al palo

Il governo per fronteggiare gli effetti della pandemia ha fatto tre scostamenti di bilancio da 100 miliardi di euro ma molto del promesso ancora non arriva

2 ottobre 2020 07:42
Tutti i bonus del governo tra i (pochi) partiti e quelli fermi al palo

Il Coronavirus ha devastato l’economia italiana, colpendo indistintamente tutti in maniera molto democratica e pesante, dalle famiglie alle imprese, dai più piccoli ai più grandi.

 

Il governo ha cercato di fronteggiare la difficile situazione facendo leva sulle proprie risorse, con ben tre scostamenti di bilancio da 100 miliardi di euro per circa 6 punti percentuali di PIL.

 

Ma Molte misure adottate, dalla cassa integrazione ai contributi a fondo perduto alle aziende, per non parlare poi della pioggia di bonus, dal bonus vacanze al bonus biciclette stentano a partire ed altre sono ferme al palo. A che punto siamo allora con i bonus, ma soprattutto, dove andranno i finire le risorse messe in campo?

 

Cassa integrazione, fondamentale nonostante limiti

Tra tutte le misure che il Governo Conte ha messo in campo in questi mesi per sostenere imprese e famiglie colpiti dalla pandemia c’è sicuramente la tanto discussa Cassa integrazione Covid-19, che ha salvato la pelle a milioni di italiani, lasciandone però molti altri in difficoltà.

 

Secondo i dati dell’INPS a luglio ancora non erano state evase il 7,4% delle domande presentate dalle imprese, a conferma di quanto sia ormai divenuta necessaria una Riforma degli ammortizzatori sociali da attuarsi in una più ampia Riforma del Lavoro, alla quale stanno già lavorando il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo ed il suo staff.

 

Il sistema della cassa integrazione ha traballato ma in definitiva ha retto, lasciando però in balia della crisi centinaia di famiglie, rimaste senza stipendio e senza cig per lunghi mesi. Ad oggi ancora non risultano pagati a tutti gli assegni.

 

Previsto, invece, un bonus da 100 euro per chi ha lavorato durante il periodo di lockdown, marzo ed aprile.

 

Si attende ora di conoscere l’appeal del mercato del lavoro al bonus Sud varato con il decreto Agosto, che prevede uno scontro contributivo per i neoassunti a tempo indeterminato nelle aree del Mezzogiorno fino al 31 dicembre 2020.

 

Bonus autonomi da 1.000 euro

I dipendenti pubblici e privati si sono salvati grazie alla cassa integrazione Covid mentre tutte le altre categorie di lavoratori hanno trovato ristoro nel bonus autonomi da 600 euro al mese, passato poi a 1.000 euro a maggio.

 

Secondo l’INPS, il 77% delle persone che avevano richiesto il contributo hanno ricevuto l’assegno, si tratta di professionisti iscritti alle casse previdenziali private, come avvocati, architetti, e notai.    

 

Bonus da 600 euro, invece, per i lavoratori marittimi e dello sport.

 

Reddito di emergenza per 285 mila famiglie

Come se la sono cavata invece le famiglie in estrema difficoltà economica? Hanno dovuto ancorarsi saldamente al Reddito di emergenza (Rde), che ha sorretto economicamente circa 285 mila famiglie, lasciandone fuori altrettante. Circa 300 mila italiani, infatti, si sono visti rifiutare la domanda.

 

Sinora solo il 24% delle famiglie ha ricevuto l’assegno. C’è tempo fino al 15 ottobre per richiedere il contributo.

 

Prestiti garantiti alle imprese vicino ai 100 miliardi di euro

Va un po’ meglio la situazione relativa ai prestiti a garanzia pubblica alle piccole e medie imprese, che caratterizzano il sistema produttivo italiano e che hanno avuto bisogno di liquidità ulteriore per affrontare gli effetti avversi della pandemia.  

 

Dopo un inizio piuttosto lento legato alle difficoltà burocratiche, ogni banca aveva le sue regole e i suoi moduli, ci stiamo avvicinando all’obiettivo del governo di 100 miliardi di euro di prestiti erogati, con un 80% circa di richieste.

 

I prestiti garantiti da Sace per le imprese medio-grandi, invece, hanno raggiunto solo il 6,5% dell'obiettivo dell’esecutivo fissato a 200 miliardi di prestiti, per circa 13 miliardi di euro.

 

Bonus vacanze: ne sono stati utilizzati 627 mila

Grande successo ha riscosso il bonus vacanze, ossia uno sconto pari a 500 euro a famiglia per sostenere il comparto del turismo, duramente colpito dal Coronavirus.

 

Grazie a questo incentivo molte famiglie si sono fatte coraggio e hanno deciso di fare le tante sognate ferie estive, nonostante i timori di contagio legati al Covid-19.

 

Secondo i dati pubblicati sul sito PagoPA sinora sono stati generati 1.511.766 bonus vacanze, per un controvalore economico pari a 674.651.600 euro, con un picco di richieste nel mese di luglio. Di questi sinora ne sono stati utilizzati poco meno della metà, 627.346 per essere precisi, ma c’è tempo fino a fine anno, al 31 dicembre 2020.

 

Bonus auto, successo per le elettriche

Tra i tanti bonus hanno suscitato particolare interesse gli ecobonus per le automobili, soprattutto per le elettriche. Il governo ha varato sconti per quasi tutte le tipologie di vetture, diesel, benzina, gpl e metano purché a basse emissioni, ma a sorprendere sono state le richieste di auto elettriche ed ibride, a conferma che siamo ormai pronti ad un cambiamento epocale verso un mondo sempre più green. In totale sono stati stanziati 570 milioni di euro.

 

I dati sulle immatricolazioni di agosto sono piuttosto chiari: le vendite di auto ibride sono cresciute del 227%, quelle ibride plug-in del 420% e quelle totalmente elettriche del 249%.

In totale le immatricolazioni auto sono calate dello 0,43% rispetto ad agosto 2019.

 

Varato anche un bonus moto.

 

Bonus bici e monopattini

Restando in tema di mobilità si guarda con attenzione e trepidazione al tanto atteso bonus bici e monopattini promesso dal governo, ma non ancora partito.

 

Molti italiani hanno acquistato biciclette e monopattini per agevolare i propri spostamenti in città, sperando di poter contare su questo incentivo, che copre fino al 60% della spesa, ma che ancora non vede luce. Tutto rimandato a novembre.

 

Finiti i bonus si guarda al Recovery Plan

La lista dei bonus del governo Conte è davvero lunga e comprende anche la moratoria sui mutui e i contributi a fondo perduto per le imprese, come il bonus centri storici e bonus ristoratori, il Sismabonus, il Superbonus al 110%, il bonus baby sitter e il bonus affitti.

 

Finito il balletto dei bonus si guarda con attenzione ai soldi in arrivo da Bruxelles, ai 209 miliardi di euro del Recovery Plan, per attuare profonde riforme strutturali come la Riforma Irpef, la Riforma delle Pensioni e la Riforma del Lavoro.

 

Saremo in grado di affrontare questa grande sfida? Possiamo farcela, lavorando insieme per il futuro del Paese. Dobbiamo cogliere l’attimo e lasciare a margine i singoli interessi politici ed economici, almeno per una volta, almeno questa volta.

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