Web tax dal 2020: cos’è e come funziona la Digital tax Italia al 3%

«Cos'è laWeb tax Italia 2020 e come funziona la nuova tassa sulle vendite digitali con aliquota al 3% per chi è obbligatorio il pagamento e da quando parte»

Web tax 2020: dalla web tax alla Digital tax 2020 con la nuova Legge di Bilancio 2020.

 

Dopo due anni di rinvii, a partire dal 1° gennaio 2020 anche in Italia partirà la web tax a confermarlo è stato, ieri, lo stesso ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che al termine dell'Ecofin ha detto che la Digital tax “è una delle componenti della manovra".

 

La Web tax Italia a differenza dell'imposta sulle transazioni digitali approvata due anni e mai entrata in vigore, prevede 3 strade di applicazione della nuova tassa:


- pubblicità mirata online;

- fornitura di beni e servizi venduti su piattaforme digitali;

- trasmissione di dati raccolti da utenti e generati dall’utilizzo sempre di un'interfaccia digitale.

 

Sulla base delle ultime novità introdotte alla norma vediamo quindi chi sono i soggetti obbligati alla Web tax 2020 anche se il dettaglio delle disposizioni arriveranno solo con un successivo decreto.

 

La Web tax in Italia prevede quindi un'imposta sulle vendite digitali pari al 3% da applicare alla pubblicità online, fornitura di servizi e beni attraverso piattaforme digitale e trasmissione di dati raccolti sempre attraverso piattaforme digitali.

 

Si tratta di un prelievo del 3% destinato a colpire le imprese con ricavi ovunque realizzati superiori a 750 milioni e ricavi derivanti da servizi digitali non inferiori a 5,5 milioni.

 

Dal momento che nel testo della Legge di Bilancio 2020 è ormai sicuro che ci sarà la Digital tax, andiamo a vedere la Web tax cos’è e come funziona, cosa prevede e cosa tassa, per chi è obbligatoria, da quando parte e come si pagherà in base a quanto previsto nella scorsa legge di Bilancio dal precedente governo.

 

Cos'è la Web tax?

Che cos'è la Web tax? La Web tax è una nuova tassa approvata l'anno scorso ma mai entrata in vigore. Ora con il nuovo governo giallorosso si torna a parlare di web tax Italia nella Legge di Bilancio 2020.

 

Ma esattamente cos'è la Digital tax 2020? Con il termine Digital tax si indica un'apposita imposta che vada a colpire i giganti del web, Google, Facebook, Amazon ecc, che nel nostro Paese producono reddito senza pagare le giuste tasse.

 

Al fine di consentire la corretta tassazione dei giganti del web, con la Legge di Bilancio 2020, il governo andrà ad ufficializzare l'avvio della cd. Web tax quale imposta sulle vendite online.

 

Andiamo quindi a vedere come funziona la web tax.

A breve potrebbe arrivare anche la web tax europea decisa dall'Unione Europea.

 

Web tax 2020: come funziona la Digital tax

Web tax: come funziona la Digital tax 2020? La Web tax funziona in base all'ultima impostazione di legge, funziona così:

 

- prevista una nuova tassa sulle vendite digitali con un'imposta pari al 3%, ciò significa che le imprese italiane che risultano clienti delle multinazionali del web con fatturato sopra i 750 milioni di euro e che compiono più di 3.000 transazioni, dovranno trattenere sulle fatture l'imposta del 3% sul fatturato e riversarla al Fisco. 

 

- Come si applica l'imposta: per calcolare l'imposta si deve applicare l’aliquota del 3% all’ammontare dei ricavi tassabili realizzati dal soggetto passivo in ciascun trimestre.

 

- L'imposta così determinata dovrà essere versata entro il mese successivo a ciascun trimestre e alla presentazione della dichiarazione annuale ell’ammontare dei servizi tassabili prestati entro 4 mesi dalla chiusura del periodo d’imposta. 

A tal fine, entro 4 mesi dall'entrata in vigore della Legge di Bilancio, il Mef e l'Agenzia delle Entrate, dovranno emanare un apposito decreto che fissi i servizi assoggettati alla web tax.

 

- A differenza della precedente web tax approvata due anni fa, l'applicazione della nuova Web tax Italia nella Manovra 2020, rientrano le imprese del web che mettono a disposizione piattaforme digitali per la vendita di beni e la cessione di servizi, quali ad esempio Amazon, eBay ecc.

 

Il prelievo del 3% sul B2B ossia business to business, andrà comunque a produrre effetti inevitabili anche sulle piccole e medie imprese italiane che effettuano vendite internazionali di prodotti made in Italy.

 

- Gli altri due settori che saranno colpiti dalla web tax Italia sono:

  • pubblicità online realizzata su interfaccia digitali;

  • raccolta dati sempre tramite piattaforma digitale.

Per cui saranno colpite tutti gli operatori italiani che utilizzano per la pubblicità e la trasmissone datl, Google, Facebook e Amazon.

 

Web tax Italia imposta 3%: su cosa si paga e da quando?

Cosa tassa la web tax? L'imposta al 3% della web tax colpirà il fatturato delle imprese italiane sulle quali si applicherà appunto un'imposta del 3%.

 

La web tax, a differenza della Google Web tax e della vecchia Digital web tax di Renzi, pertanto, è un'imposta sulle vendite online che le imprese italiane che operano con Google, Facebook, Booking, Apple, Expedia, Airbnb, eBay ed altri, ed utilizzano i loro servizi dematerializzati, quali piattaforme ed applicazioni digitali, magazzini virtuali, raccolta dati personali ecc, ma sarà poi il ministero dell'Economia a definirli meglio in un elenco sulle varie tecnologie con i successivi decreti attuativi, devono versare al Fisco obbligatoriamente l'imposta del 3%.

 

Web tax in Italia da quando? In base a quanto confermato dal ministro Gualtieri, la Web tax in Italia entra in vigore dal 1° gennaio 2020.

 

Web tax Italia chi paga e su cosa si applica:

In base alla legge Web tax Italia che ricordiamo non è mai entrata in vigore, si prevedono 3 strade di applicazione dell'imposta al 3% per le imprese con ricavi ovunque realizzati non inferiori a 750 milioni e ricavi derivanti da servizi digitali non inferiori a 5,5 milioni:

  • pubblicità mirata online;

  • fornitura di beni e servizi venduti su piattaforme digitali; 

  • trasmissione di dati raccolti da utenti e generati dall’utilizzo sempre di un'interfaccia digitale.

Per cui si deve applicare l’aliquota del 3% all’ammontare dei ricavi tassabili realizzati dal soggetto passivo in ciascun trimestre.

 

L'imposta così determinata deve essere versata entro il mese successivo a ciascun trimestre e alla presentazione della dichiarazione annuale dell’ammontare dei servizi tassabili prestati entro 4 mesi dalla chiusura del periodo d’imposta. 

 

Esclusioni web tax:

In attesa di conoscere il decreto Web tax del governo giallorosso, ricordiamo che In base all'emendamento Web tax di Mucchetti approvato due anni fa all'unanimità dalla commissione Bilancio al Senato, erano state previste delle esclusioni dalla web tax italiana per:

  • contribuenti nel regime forfettario;

  • contribuenti nel regime dei minimi;

  • imprese agricole;

  • e-commerce;

  • per i corrispettivi sotto a 30 euro di importo;

  • se c'è una stabile organizzazione del soggetto non residente, per cui se Google, Facebook ed altri, hanno una stabile organizzazione in Italia;

  • se il debitore è una persona fisica che non esercita attività imprenditoriale.

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