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L'addio al grande maestro

È morto Gigi Proietti: il grande mattatore romano aveva 80 anni

Ricoverato per gravi problemi al cuore, è scomparso nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Una carriera lunga più di 50 anni costellata di successi

2 novembre 2020 16:07
È morto Gigi Proietti: il grande mattatore romano aveva 80 anni

È morto Gigi Proietti, il mattatore è scomparso nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Sulla sua data di nascita aveva sempre scherzato: “Che dobbiamo fa? So’ nato il 2 novembre”. 

 

L’attore, drammaturgo e regista è morto per gravi problemi cardiaci dopo essere stato ricoverato in terapia intensiva in una clinica romana.

La famiglia fa sapere: «Gigi sarà ricordato come merita.»

Una carriera lunga più di 50 anni in scena e sul set, un talento unico, un vero mattatore. “ I miei volevano che mi laureassi- ha raccontato – io studiavo Giurisprudenza, ma la sera mi esibivo. Ho capito che recitare mi piaceva moltissimo, è diventata la mia vita. Ma papà era preoccupato, e mi ripeteva che dovevo prendere il pezzo di carta perché era una sicurezza”. 

 

La grande occasione arriva, nel 1970, quando viene chiamato a sostituire Domenico Modugno nel musical di Garinei e Giovannini, "Alleluja brava gente". Nel 1974 viene scritturato per lo spettacolo teatrale “La cena delle beffe” con  Carmelo Bene. La consacrazione avviene due anni dopo, nel 1976, con “A me gli occhi, please'” e il film cult“ Febbre da cavallo”. L'ultimo film nel 2019 nel “Pinocchio” di Matteo Garrone, Proietti ha dato il volto a Mangiafuoco.  Era innamorato di Roma, la sua città e Roma era innamorata di lui.

 

In tutta la sua carriera, l’attore non ha mai smesso di celebrare la capitale, di cantarla, dedicarle poesie, monologhi, personaggi. "Io sono nato a Roma, in uno dei posti più belli, a via Giulia, quartiere Monti – diceva  dal palco del Teatro dell'Opera, in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni di Roma Capitale – Campo de' Fori, via di Monserrato, piazza Farnese: il fatto è che a Roma ‘ndo coglio coglio, c'è l'imbarazzo della scelta. Auguro a Roma tutto il bene possibile, dobbiamo mettercela tutta. vorrei che fosse più amata, soprattutto dai romani". 

 

Autoironico, incarna quel  cinismo romano che sfocia nella battuta, un vero mattatore, che passa dalla musica (celebre il verso che fa a Louis Armstrong con Nun me rompe er ca’), alle macchiette di Petrolini per arrivare a Shakespeare. “Ringraziamo Iddio noi attori abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d’infanzia fino alla morte, che nel teatro replichiamo tutte le sere- ha detto- non ho rimpianti, rifarei tutto, anche quello che non è andato bene”. Attore e doppiatore, presta la voce a Richard Burton, Marlon Brando, Robert de Niro e Dustin Hoffman. Doppia Sylvester Stallone che grida “Adrianaaaaaa”, nel primo Rocky. Ultimamente aveva partecipato alla nuova stagione di “Ulisse” con Alberto Angela. Non aspettava i compleanni per fare i bilanci diceva di farli tutti i giorni, quando l’attrice Anna Proclamer gli chiese cosa serviva per fare l’attore lui rispose: “La salute”. 

 

Gigi ha fatto ridere tanto ma ha fatto anche pensare -  ha detto  Walter Veltroni - era una meraviglia dal punto di vista dello stare sul palcoscenico era capace di recitare Shakespeare e fare Mandrake. Ma era una meraviglia anche come persona, oggi ci manca un pezzo di Roma”. I funerali del mattatore si terranno nei modi previsti dalle misure anti Covid.  La sindaca di Roma, Virginia Raggi, proclamerà il lutto cittadino, e ha messo a disposizione la sala del Campidoglio per la camera ardente, ma si parla anche del Globe Theatre  di Villa Borghese, il teatro che realizzò proprio Proietti.  In un tweet la sindaca esprime, “profondo dolore e grande tristezza”.

 

 

Sui social i ricordi degli amici, dei  fans, del mondo della politica e della cultura. “Sei stato sempre grande”, scrive Renzo Arbore. “Non ho parole – scrive Vanzina- con Gigi se ne va un gigante dello spettacolo italiano, era un amico vero e adesso voglio dire una cosa che non gli ho mai detto. Lui era e resterà uno di famiglia”.

 “Al mio maestro, grazie dal profondo del cuore”, è il saluto di Enrico Brignano.  “Addio Gigi, artista straordinario”, è il ricordo di Matteo Renzi, mentre Paolo Gentiloni lo definisce “un re di Roma."

“Senza parole, questa volta l’inchino a Proietti lo facciamo tutti noi”, scrive Fabio Fazio.      

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