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È sempre questione di democrazia

La tecnologia 5G è la frontiera tecnologica della nuova guerra fredda

Scontro frontale tra due modelli per i servizi digitali più veloci e capienti: rete aperta (Usa ed Europa) e controllo dei governi (Cina e Russia)

12 ottobre 2020 09:54
La tecnologia 5G è la frontiera tecnologica della nuova guerra fredda

L’infrastruttura di rete 5G sta divenendo sempre più chiaramente, insieme alla fibra di ultima generazione, un elemento decisivo non solo per la competitività e l’occupazione (si stima che entro il 2035 l’economia abilitata dal 5G varrà nel mondo 12 trilioni di dollari e per gli operatori si prevede una crescita dei ricavi del 36% entro il 2026) ma anche per i diritti democratici e la coesione sociale di ciascun Paese.

 

È di tutta evidenza che nel prossimo futuro occorrerà garantire ai cittadini l’offerta di un set minimo di servizi digitali vitali per i diritti essenziali dell’individuo (come la formazione, la sicurezza pubblica, l’assistenza sanitaria, il lavoro, ecc.) e che questi vengano resi disponibili a una qualità certa, in maniera ubiqua e accessibile per tutta la popolazione. La disponibilità di un’infrastruttura che garantisca velocità e una connessione stabile è, infatti, condizione essenziale non soltanto per permettere a milioni di lavoratori di operare in smart working, agli studenti di seguire le lezioni da casa, ai malati di godere dei servizi di e-health, alle strutture sanitarie di scambiarsi dati e ai cittadini di interagire con la Pubblica Amministrazione. 

 

Essa è funzionale anche a realizzare nuovi modelli di digital transformation in cui le città siano più sicure, efficienti, sostenibili e inclusive, pensate per il bene dei cittadini, anche in contesti di emergenza come quella legata all’epidemia Covid. Durante l’emergenza, infatti, abbiamo avuto una prova tangibile dell’importanza fondamentale di disporre di infrastrutture di rete performanti e di come la mancanza di competenze e strumenti digitali andasse a influenzare ancor più che in passato le opportunità e le chances socio-economiche dei cittadini.

 

La Commissione Europea ha fissato questo obiettivo strategico al 2025: “Tutte le famiglie europee, nelle aree rurali e in quelle urbane, avranno accesso a connettività Internet che offra un downlink di almeno 100 Mbps, potenziabile a velocità Gigabit”. Sempre la Commissione afferma che le reti ad altissima capacità sono indispensabili per far sì che cittadini e imprese possano svilupparsi, fornire e utilizzare prodotti, applicazioni e servizi online in tutta Europa. In questo quadro un 5G pienamente operativo avrà importanti effetti sulla vita quotidiana delle persone perché permetterà di connettere ad altissima velocità una moltitudine di dispositivi utilizzati sia dai cittadini, sia dalle imprese, sia dalla pubblica amministrazione e interverrà nello spazio europeo come una “rivoluzione silenziosa” che entrerà ovunque nelle vite delle persone, un nuovo sistema nervoso mondiale che andrà a innervare ogni casa e ogni strada, ogni device e ogni azione della quotidianità.

 

Il 5G, infatti, non è la semplice evoluzione del 4G ma una reale rivoluzione in termini di caratteristiche tecniche: crescita esponenziale nella velocità di trasmissione delle informazioni; connessione senza fili, permanente e simultanea tra miliardi di luoghi, oggetti e persone; efficienza spettrale e dei segnali significativamente potenziata; copertura ancor più capillare rispetto al 4G e latenza significativamente ridotta rispetto al LTE. In estrema sintesi: più dati (in media 10 volte più del 4G), più veloci (1-10 millisecondi, circa 10 volte meno degli attuali) e moltissime più connessioni (consentendo di collegare oltre alle persone anche gli oggetti). Di fatto cambiando e potenziando la struttura di connessione evolveranno attività civili e militari già in essere e ne nasceranno di nuove.

 

Per l’Italia significa prendere pienamente coscienza che la tecnologia non è mai neutra in termini geopolitici e che oggi sul 5G è tornata la “guerra fredda”. Il mondo si ridivide tra due concezioni teoriche e sostanziali, questa volta della tecnologia. La prima con la visione di una rete aperta, a tutela degli individui e di un'economia digitale liberale (Usa ed Europa) e la seconda con la rivendicazione del governo politico della tecnologia e dell'economia da essa prodotta (Cina e Russia).

 

Il 5G è una tecnologia che impatterà fortemente sul piano economico e della sicurezza nazionale e nessuno vuole restare fuori sia dalla competizione economica, sia dai sistemi di tutela e controllo, ragion per cui le due strade si intrecciano e fanno della guerra sul 5G, come stiamo osservando ogni giorno, un confronto “duro e totale”. Noi da che parte stiamo?

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