EditorialiOpinioniAnalisiInchiesteIntervisteScenariFirme

La gestione dei rifiuti nell’Unione europea ai tempi del covid-19

Indagine sulla corretta gestione dei rifiuti in Europa durante l’emergenza sanitaria Covid-19. Come prevenire interruzione e evitare i rischi ambientali

16 aprile 2020 14:05
La gestione dei rifiuti nell’Unione europea ai tempi del covid-19

La chiusura delle attività e il confinamento in casa di migliaia di cittadini ha un impatto quantitativo e qualitativo sulla produzione dei rifiuti, in netto aumento, in tutta Europa, nelle settimane del lockdown. Come assicurare, dunque, che la raccolta e la gestione dei rifiuti continuino in modo ordinato ed efficiente durante la pandemia del coronavirus?

 

The Italian Times si è posto il problema ed ha deciso di indagare andando all'interno delle "istituzioni europee" attivando la sua corrispondente da Bruxelles in firma in questo articolo, cercando criticità e risposte su come l'Unione Europea intenda affrontare la tematica sulla gestione rifiuti ed intervistando sulla questione due realtà a confronto, quella europea ed italiana, con Valérie Plainemaison, Segretario generale del FEAD (Federazione europea delle società di gestione dei rifiuti e servizi ambientali con sede a Bruxelles) e David Rumiel, Direttore generale di Eco Sinergie, un’azienda leader nel trattamento dei rifiuti urbani e speciali nel territorio del Friuli-Venezia Giulia.

 

Nell’ambito delle misure approvate per far fronte agli impatti della diffusione del virus, la Commissione europea ha predisposto e pubblicato un documento con 5 raccomandazioni (sotto forma di linee guida di carattere volontario) per orientare gli Stati membri nella corretta gestione dei rifiuti urbani (come quelli alimentari) e di quelli speciali (provenienti, ad esempio, da strutture sanitarie, laboratori e dispositivi di protezione del personale sanitario).

L’obiettivo è prevenire l’interruzione dei servizi di raccolta rifiuti ed evitare i rischi ambientali.

 

Emerge infatti che, a livello locale e municipale, gli operatori di settore stanno affrontando alcune criticità causate dall'emergenza ecologica che, oltre a quella sanitaria attualmente in corso, se trascurata, potrebbe danneggiare la salute e la sicurezza dei cittadini. Un contesto, quello dei rifiuti, particolarmente complicato sia per chi li produce (ad esempio, gli ospedali, le strutture e i laboratori sanitari), sia per chi si occupa dello smaltimento.

 

Le linee guida aiuteranno le autorità nazionali e gli operatori municipali a garantire continuità nella fornitura di servizi di raccolta differenziata e riciclo, azioni fondamentali anche per continuare il cammino comune dei 27 Paesi dell’Unione impegnati nell’implementazione dei goal europei di sostenibilità ed economia circolare.

 

Spetta agli Stati membri attuare la normativa dell'Ue in materia di rifiuti, adottando le misure più appropriate per raggiungere gli obiettivi discussi e concordati a Bruxelles. «Questo documento (…) è il risultato della consultazione di una serie di esperti di settore degli Stati membri che operano nella gestione dei rifiuti e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)» – ha affermato Virginijus Sinkevicius, Commissario europeo per l’Ambiente.

 

 

Le linee guida (testo completo nel pdf sotto) sono un utile strumento d’indirizzo per un ampio numero di categorie: cittadini, pubblica amministrazione, enti locali, imprese e operatori ecologici.

 

Si articolano in 5 punti:

  • Gestione dei rifiuti urbani;

  • Gestione dei rifiuti delle strutture sanitarie;

  • Salute e sicurezza degli operatori di gestione dei rifiuti;

  • Sostegno da fondi UE e aiuti di Stato;

  • Scambio di informazioni e sensibilizzazione.

 

 Linee Guida Ue gestione rifiuti:

 

New Green Deal e Piano Ue per l’economia circolare - in sintesi

Il Green Deal dell’Unione europa è un insieme di iniziative politiche portate avanti dalla Commissione europea con l'obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050.

 

Include anche un Piano di valutazione dell'impatto per aumentare il target di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (diminuirlo del 50%) dell'Unione europea - per il 2030 – e muoversi verso un’ulteriore riduzione (pari al 55%) rispetto ai livelli del 1990. Il piano è quello di rivedere tutte la normativa esistente in ambito climatico e introdurre nuove norme per l’economia circolare, il rinnovamento degli edifici, la biodiversità, l'agricoltura e l'innovazione.

 

Quanto ai rifiuti, l’attuale macro-obiettivo dell’Ue è quello di dimezzare i rifiuti urbani entro il 2030, armonizzare la raccolta differenziata e l’etichettatura dei prodotti in tutta Europa, limitare i prodotti monouso, sostenere e monitorare il mercato delle materie prime seconde. Si punterà a massimizzare il riciclo e, allo stesso tempo, contenere l’esportazione di rifiuti fuori dalla Ue.

 

Queste sono solo alcune delle strategie inserite nel “Piano d’azione per l’economia circolare”, adottato ieri l’11 marzo scorso dalla Commissione Ue (e presentato dal Commissario Virginijus Sinkevicius).

 

Queste le misure Ue finora prese ma saranno sufficienti? Abbiamo provato a chiederlo a Valérie Plainemaison, Segretario generale del FEAD (Federazione europea delle società di gestione dei rifiuti e servizi ambientali con sede a Bruxelles) e David Rumiel, Direttore generale di Eco Sinergie, un’azienda leader nel trattamento dei rifiuti urbani e speciali nel territorio del Friuli-Venezia Giulia. Ecco le nostre interviste in esclusiva sulla gestione rifiuti.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA