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Il talento di Giuseppe Bungaro, prodigio della cardio-chirurgia

Intervista al giovane Alfiere della Repubblica. A 18 anni, propone innovativo stent. Grande orgoglio per l'Italia. Pluripremiato anche dall'Unione europea.

3 giugno 2020 10:08
Il talento di Giuseppe Bungaro, prodigio della cardio-chirurgia

La partita del futuro dell’Europa post-pandemia si gioca anche nella capacità di risposta dei singoli Stati membri, dove si sta lavorando –senza sosta- per arginare i danni dell’epidemia da covid-19, potenziando al massimo i finanziamenti destinati alla ricerca e all’innovazione medico-scientifica finalizzata, in primis, all’introduzione di un vaccino universale contro il virus.

 

The Italian Times ha rivolto lo sguardo al genio, giovanissimo, della cardio-chirurgia italiana. Giuseppe Bungaro, a soli 20 anni, ha sfruttando l'ossigenoterapia iperbarica, proponendo possibili soluzioni per evitare eccessive cicatrici respiratorie nel trattamento dei sintomi della polmonite causata da SARS-CoV-2.

 

In un’intervista, il baby-prodigio racconta il suo percorso di “innovazione” che gli è valso la nomina a Alfiere della Repubblica italiana, la registrazione tra le “100 Eccellenze italiane” e il premio del Concorso dell'Unione europea per Giovani Scienziati. Bungaro ci svela anche un particolare curiosissimo - ma centrale nel contesto in cui è inserito (sarà un paradosso agli occhi dei lettori!) – riguardo all’avvio della sua carriera universitaria, del suo futuro professionale di una vita, la sua, fuori dal comune.

 

Garofalo:

All’età di 15 anni, un gruppo leader nel settore della cardiologia interventistica ti ha proposto una collaborazione che ti ha portato a diverse scoperte straordinarie. A soli 18 anni, vincevi già primi concorsi dedicati ai talenti scientifici, segnando un traguardo importante per accedere a successive tappe decisive della tua vita, più straordinaria che unica, dedicata alla messa a punto di una rivoluzionaria protesi del cuore. Vorremmo sapere chi sei, da dove vieni, le tue invenzioni scientifiche, quali le tue passioni o aspirazioni. E, soprattutto come hai coltivato il tuo talento che ti ha lanciato cosi in alto?

 

Bungaro:

Vivo ad Ancona per studio, ma sono originario di Fragagnano, un piccolo paese in provincia di Taranto. Sono figlio di un lavoratore ex-ILVA, mia madre è casalinga. Ho una sorella più grande di me. Ho un legame molto forte con la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto ma, soprattutto, spronato in qualsiasi cosa volessi esplorare.

 

Garofalo:

A livello nazionale e internazionale, come si è voluto riconoscere e premiare il tuo prezioso contributo a invenzioni salva-vita?

 

Bungaro:

Il primo riconoscimento arrivò nel 2018 con la vittoria al Concorso dell’Unione europea per i Giovani Scienziati. Da lì, sono ‘volato’ all’Expo-Science Europe tenutosi a Gdynia (Polonia), dove mi sono aggiudicato il pass per le Olimpiadi internazionali delle Scienze di Istanbul, conseguendo la medaglia d’oro. Sempre nel 2018, sono stato insignito del Premio “100 Eccellenze Italiane” indetto dall’editore Riccardo Dell’Anna. Nel marzo 2019, ho avuto l’opportunità di conoscere il Presidente Sergio Mattarella, che mi ha nominato “Alfiere della Repubblica Italiana” per i talenti scientifici. Nello stesso anno, ho vinto il premio “ADOC-Città di Taranto” e al “Mysterium Festival”. Lo scorso novembre, ho ricevuto un riconoscimento nel corso di una cerimonia tenutasi al Campidoglio: il premio internazionale “What’s up Giovani Talenti”. Sono stato inserito nella rivista Forbes come uno dei 30 giovani talenti italiani.

 

Garofalo:

Come è nato il percorso del tuo successo? Come hai ideato il progetto dello stent? Di cosa si tratta?

 

Bungaro:

Il progetto dello stent riguarda l’utilizzo di nuove tecnologie medicali per trattare alcuni casi di patologie ischemiche. Il tutto è nato da un progetto scientifico ideato nel 2015. stent in tessuto pericardico con una maggiore biocompatibilità.

Il successo è quello che accade quando si passa dal pensiero “studiato” all’azione pragmatica. Avevo in testa un progetto. E l’ho materializzato, scrivendolo, in un’email inviata a un dottore, il professor Fausto Castriota, coordinatore dell’Unità operativa di emodinamica e cardiologia interventistica all’Ospedale Maria Cecilia di Ravenna. È a lui che ho chiesto un feedback sulle soluzioni su cui avevo ragionato per elaborare nuove protesi endo-vascolari da utilizzare in interventi necessari per le persone che soffrono della patologia in oggetto. Solo due giorni dopo, mi sono ritrovato al fianco di un’equipe medica, per assistere a un intervento di angioplastica coronarica.

Da qui, è iniziato il mio percorso, che ha sbalordito anche molti esperti del settore, che non si spiegano – ancora oggi – come un giovane “così motivato” si sia tanto impegnato per raggiungere questi risultati straordinari. La mia presenza in sala operatoria crea sempre un certo effetto.

 

La funzionalità innovativa che ho apportato allo stent consiste nel cambiare la struttura della protesi esistente e andando a inserirne una più adatta a stare nell’organismo umano. Uno stent in tessuto pericardico e auto-sostenibile. La parte esterna che poggia direttamente sul vaso è in pericardio, mentre all’interno si trovano delle piccole cellette in nano-tecnologia che, disposte in maniera elicoidale in tutta la protesi, hanno la funziona di espandere lo stent alla temperatura di 37 gradi, dando grande beneficio ai pazienti, perché non poggia più sui vasi e, pertanto, riduce il rischio di complicanze.

 

Garofalo:

Com’è nato il tuo interesse per la chirurgia?

 

Bungaro:

Il mio interesse per la chirurgia è nato da problematiche familiari abbastanza delicate. Queste mi hanno spinto a voler intraprendere, malgrado sia molto duro, questa strada.

In realtà non li reputo talenti. Sono sempre stato una persona con “i piedi per terra” (si dice così dalle nostre parti). Ognuno di noi ha delle passioni che dovrebbe coltivare con tenacia. Mi rallegra e mi entusiasma, ogni giorno, il fatto che il mio specifico interesse verso una disciplina, una scienza e un campo professionale cosi complesso possa coincidere con la più alta ambizione, impagabile, di salvare vite umane.

 

Garofalo:

Hai nuovi obiettivi per il tuo futuro all’insegna dell’innovazione? C’è qualcosa di esclusivo, ma che i lettori saranno sicuramente curiosi di sentire.

 

Bungaro:

La mia aspirazione iniziale era, ed è tutt’ora, quella di studiare medicina e diventare un medico. Purtroppo non ho superato il test di ammissione alla Facoltà di Medicina (San Raffaele di Milano) quest’anno, e quindi, ho deciso di intraprendere, seppur temporaneamente, gli studi in Biologia. A settembre, riproverò il test di medicina e “incrociamo le dita”. Non sono ancora laureato, ma l’importante è essere utile in sala operatoria.

 

Garofalo:

Hai avuto qualche figura di riferimento che ti ha permesso di coltivare più velocemente i tuoi talenti? Qualche incontro ‘iniziatico’ con i gradi professionisti della medicina?

 

Bungaro:

Ho avuto tantissime figure di riferimento. La mia famiglia, i miei insegnati alle superiori e i tanti medici che hanno voluto credere in me. Ho degli idoli: cantanti, ballerini, ma soprattutto medici. Ce ne sono molti, eccezionali, che si immergono 100% in quello che fanno, riconosciuti anche a livello internazionale. Spero, un giorno, di poter diventare come loro.

 

Garofalo:

Quali sono i tuoi hobby? Quale musica ha nutrito questo “genio della medicina”?

 

Bungaro:

Ho diversi hobby. Mi piace il movimento all’aria aperta, ascoltare musica di tutti i tipi, dal commerciale alla classica...e guardo anche alcune serie TV.

Da piccolo, ho fatto sport finché non sono stato costretto a lasciare il tutto per gravi problemi di salute.

 

Garofalo: Come fai a coniugare la vita lavorativa e l'eccellenza professionale che ti compete con quella degli studi ...e del resto delle relazioni sociali?

It must be so exhausting to be that fabulous”…per dirla ‘all’americana’.

 

Bungaro: Alcune volte non è facile far combaciare il tutto. Sono sempre stato un ragazzo che non ama molto essere sotto i riflettori Ho tantissimi amici al mio fianco che mi sostengono. Sono molto sinceri e sapete il perché? Se sbaglio qualcosa non perdono tempo, me lo fanno notare subito. Sono contento di confrontarmi con loro, contare su di loro e riconoscere il valore all’amicizia.

Infine, per guardare un po’ oltre-confine, abbiamo chiesto a Giuseppe se abbia già avuto modo di visitare il “cuore” delle istituzioni dell’Unione europea a Bruxelles, dove il 9 maggio – Festa dell’Europa – è stato segnalato tra i protagonisti dell’edizione 2020, in qualità di testimonial dell’impegno profuso dai cittadini e associazioni dei 27 Stati membri nella lotta contro il coronavirus.

 

Bungaro:

È stato un onore sapere - e leggere - che sono stato inserito tra i giovani ‘in azione’ nel sito dell’Unione europea dedicato alla giornata del 9 maggio” – ha commentato Giuseppe – “È vero che ho ricevuto un Premio europeo, ma non sono ancora stato a Bruxelles. Il mio auspicio è di venirci presto, magari per attività di formazione, per potenziali scambi di buone pratiche a livello europeo o, semplicemente, per avvicinarmi all’ampio ventaglio di opportunità e finanziamenti offerti, ad esempio, dalla Commissione europea. Ho sentito molto parlare dei progetti Marie-Curie, di Horizon 2020 , dell’Iniziativa internazionale per la Medicina (IMI) e altri programmi a sostegno della ricerca scientifica, collettiva o individuale, anche per arrivare in tempi rapidi a un vaccino contro il coronavirus.

 

Cosi ha affermato Giuseppe Bungaro nell’ultima battuta della nostra intervista.

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