Berutti: membro italiano nel team del Commissario Ue all’Agricoltura

Esperto dei dossier agricoltura nel circuito #ItalyintheEU, l’economista piemontese è ora nel Gabinetto Wojciechowski. Chi è Roberto Berutti. L'intervista.

24 giugno 2020 08:31
Berutti: membro italiano nel team del Commissario Ue all’Agricoltura

Roberto Berutti ha fatto il suo ingresso a gennaio al Palazzo Berlaymont, in seguito alla nomina di membro del team del neoCommissario polacco, Janusz Wojciechowski, responsabile per l’Agricoltura. L’economista piemontese è l’italiano che si occuperà di questioni agricole all’interno dei Gabinetti politici dell’Esecutivo Ue capitanato dal Presidente Ursula Von der Leyen. È già conosciuto nei corridoi istituzionali di Bruxelles, avendo anche svolto per cinque anni l’incarico di esperto agricolo nello staff regionale della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea (#ItalyintheEU).

Nell’intervista esclusiva, The Italian Times ripercorre le tappe che lo hanno portato in Europa, raccontando anche le sue passioni e altre curiosità.

 

È nato a Casale Monferrato (Al) l’8 settembre 1966. Ci svela da subito come il valore della famiglia e degli affetti sia sempre stato un aspetto fondamentale e determinante nella sua vita, movimentata e dinamica, costellata di impegni, viaggi di lavoro e importanti cambiamenti. È sposato con Federica; ha due figli, Tommaso ed Elena, che dal 2014 lo hanno seguito nella capitale belga e che frequentano la rinomata Scuola europea.

È laureato in Economia Aziendale presso l’Università Commerciale “L. Bocconi” di Milano (Organizzazione delle pubbliche amministrazioni e del lavoro). Formazione che, unita alla Maturità conseguita presso l’Istituto Tecnico Agrario “G. Ferraris” di Vercelli, ha contribuito a indirizzare Berutti verso il percorso intrapreso nel settore dell’agricoltura e nel contesto istituzionale.

 

Sono cresciuto in campagna, in una cascina, finché non è arrivato il momento di partire per iniziare gli studi. Mio padre vendeva pubblicità, niente a che vedere con il settore in cui mi sono specializzato. Ma ho avuto un’esperienza iniziatica in campo agricolo in giovane età: dagli 11 ai 19 anni, ho lavorato nell’azienda agricola dei miei zii, in Piemonte, dedita alla produzione di riso. Un mondo che conosco molto bene. Passavo intere ore sul trattore, si usciva la mattina e si rientrava solo alla fine della giornata, sempre sul trattore. In quegli anni, ero isolato, ricordo ancora il rammarico che nutrivo ai tempi, dato che la maggior parte miei coetanei era molto più libera di frequentare la città.”

Sappiamo che Roberto Berutti è una personalità ecclettica. Il suo excursus professionale è stato particolarmente vario, visto il carattere curioso e intraprendente.

 

Garofalo: Senza pretese di esaustività, ci offra una sintesi del percorso che l’ha portata, o meglio riportata, a Bruxelles.

 

Berutti: Come Lei mi ha ricordato, il mio nome non era sconosciuto negli ambienti delle istituzioni europee e nel circuito dell’Italia in Ue, in virtù dell’incarico svolto a Bruxelles prima del mio ingaggio nella squadra del Commissario. Infatti, da settembre 2014 a gennaio 2020, sono stato Esperto distaccato al la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Ue, occupandomi di politiche dell’agricoltura, pesca e di rapporti con il Parlamento europeo (filiere Coreper 1).

 

Dal 1 marzo 2001 al 28 settembre 2014, sono stato Funzionario di carriera direttiva presso il Settore “Affari Internazionali” della Regione Piemonte – Direzione Gabinetto di Presidenza e, nello specifico, Coordinatore dell’Ufficio “Sprint”, un bell’ufficio…come suggerisce l’acronimo, è il desk per l’Internazionalizzazione delle imprese del Piemonte; sono poi stato Responsabile dell’UfficioEuropa” fino al 2006. A quei tempi, svolgevo il 50 % delle attività nella sede della Regione Piemonte a Bruxelles, in modo da gestire – en direct - i rapporti con il Comitato delle Regioni, con ItalRap (Rappresentanza Italiana-Bruxelles), con l’Euroregione Alpi-Mediterraneo”, con la Commissione europea e l’Europarlamento e seguire gli sviluppi in seno ai Fondi Strutturali (FESR, FSE, FEOGA), ai dossier Ambiente, Energia e Trasporti (per implementare il cosiddetto “Corridoio 5”);

Un’esperienza significativa di scambio con diversi capitali è stata quella che mi ha visto Responsabile dei Twinning (gemellaggi amministrativi) e dei progetti di cooperazione verso Paesi extra-Ue, cofinanziati dall’Ue. Ad esempio, significativo è stato quello con l’Ungheria, dove si è implementato il recepimento della legislazione ambientale comunitaria, prima che il Paese entrasse a fare parte dell’Unione; in quelli in Repubblica Ceca e Lituania, mi sono occupato di sicurezza alimentare, salute animale e gestione di informazioni nel campo veterinario; un progetto utile al percorso intrapreso è stato anche  l’“Organic Farming” in Polonia. Sempre fuori dai confini nazionali, mi sono occupato del Programma europeo “LIFE” in Libano, dove era attivo un network di progetti tra Francia, Spagna e Italia: ho coordinato la parte italiana.

 

Tra gli altri incarichi, menziono anche quello di Dirigente presso l’Agenzia Piemonte Lavoro. Qui, sono stato uno dei 450 Advisor della rete EURES, il servizio di collocamento ‘paneuropeo che ha elaborato la Commissione europea per ‘collegare’ – tramite un portale - chi cerca occupazione e chi vuole assumere staff  o necessita particolari skill provenienti da un altro Paese dell’Ue. Tramite l’EURES, abbiamo fatto partire circa una quindicina di italiani, selezionati per firmare contratti di lavoro nei call centre a Dublino e Parigi. In quel periodo, le due capitali attraevano tanti giovani, che spesso vi restavano per trovare ‘nuova fortuna’ in loco. Negli anni ’90, ho svolto anche una carica importante in materia di agricoltura europea presso la Segreteria nazionale del Sindacato agro-alimentare (UILA). Approdo a Bruxelles nel 2004, in veste di Co-Responsabile dell’Ufficio Regione Piemonte e esperto della sezione economica, ambientale, agricola e attività produttive. Sono poi rientrato a Torino, dove –in seguito all’esperienza ne Gabinetto di Presidenza - sono entrato nel sistema cross-border delle Camere di Commercio che comprendeva Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e la regione francese Rhone Alpes. Tornerò a Bruxelles nel 2014, per apportare il mio contributo al semestre della Presidenza italiana all’Ue come esperto regionale in agricoltura.

 

Garofalo: Nel ruolo attuale di membro del Gabinetto di un Commissario europeo, quali i dossier di cui si occupa?

 

Berutti: Dal 16 gennaio, sono diventato membro del Gabinetto del Commissario Ue all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski. Qui, mi sono stati affidati i task di sviluppo rurale, ricerca & innovazione (compreso il macro-programma Horizon Europe), rapporti con gli istituti finanziari (in particolare, con la BEI). Mi occupo anche di crisis management e animal welfare. Tra le mie responsabilità, c’è buona parte delle attività  di promozione dei prodotti europei verso i Paesi terzi, l’Eastern partnership e la Russia. In un modo o nell’altro, sento di essermi ri-connesso al leit motiv dei progetti svolti in passato, quelli con l’Europa orientale. Mi affascina l’idea di riprendere da dove si è partiti, di ‘unire i puntini’…

 

Garofalo: Cosa La appassiona?


Berutti: “Ho praticato per anni il judo, sono cintura nera. Ma anche la pallacanestro, la pallavolo e mi piace nuotare. Ho proseguito solo col tennis, classificandomi e in veste di coach. So sciare, ho iniziato a 22 anni e grazie a mia moglie.

Una mia grande passione è viaggiare e mi piace guidare. Se non avessi sperperato tanti soldi spesi per acquistare o mantenere automobili, ora sarei quasi benestante” – afferma Berutti con tono particolarmente scherzoso. “Ma soprattutto - e non posso negarlo – mi appassiona la politica italiana.”

 

Garofalo: Ha avuto esperienze politiche di coinvolgimento o azioni dirette, con quali ambizioni e traguardi?

 

“Da giugno 2004 a aprile 2009, sono stato Consigliere Comunale e Assessore del Comune di Palazzolo V.se (Vercelli) con le seguenti deleghe: LLPP, Ambiente e Energia. Da luglio 1999 a dicembre 2000, ho ricoperto la carica di Assessore provinciale a Vercelli, con le deleghe in materie a me care: l’agricoltura e il Piano di Sviluppo Rurale, l’ambiente e l’energia, le attività economiche, personale e Organizzazione, progetti speciali e fondi  europei, grandi opere, rapporti con la Regione Piemonte e l’Unione europea, l’università, l’istruzione, valorizzazione dei Beni Culturali e Turismo. Ho avuto anche un incarico di sei mesi presso la Presidenza della Commissione provinciale Pubblici Esercizi (Vercelli). Dal marzo 1989 al giugno 1994, sono stato Consigliere Comunale al Comune di Trino (Vercelli) e Revisore inteno dei Conti per la stessa amministrazione.

Una curiosità ancora… Sono stato Assistente a un gruppo parlamentare (Forza Italia) alla Camera dei Deputati.

 

Nel 2019, ho ampliato il programma e l’azione politica, volendo tentare la strada come rappresentante politico in Unione europea, all’Europarlamento di Bruxelles, dove già vivevo da anni. Mi sono cosi candidato, nelle file della Lega, come eurodeputato alle Elezioni europee. I risultati elettorali del voto di quel tanto atteso 26 maggio sono andati bene, ma purtroppo non abbiamo raggiunto il quorum e non sono stato eletto.”

 

Roberto Berutti conclude il nostro incontro con sagge parole, un messaggio positivo e quasi provvidenziale:

 

“Quando si vuole tanto una cosa, è importante mirare dritto all’obiettivo e perseverare per ottenerla. La forza sta, tuttavia, nell’adattarsi all’eventuale non-riuscita (e non solo prepararsi al successo che può derivare), nell’avere pazienza e una vision, studiando anche le strade alternative per potersi rilanciare e riposizionare. Con questo spirito, oggi, mi sento di dire che ‘tutte le strade’, alla fine, mi hanno portato a Bruxelles”.

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