Antonio Parenti, nuovo Rappresentante della Commissione Ue in Italia

Direttamente da New York, ora Capo della sede della Commissione europea in Italia. Intervista a Parenti: sfide, opportunità, esperienze e altre curiosità.

8 giugno 2020 17:13
Antonio Parenti, nuovo Rappresentante della Commissione Ue in Italia

A conclusione della prima intensa settimana nel suo nuovo ufficio a Capo della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Antonio Parenti ci ha raccontato le sfide del ruolo (assunto il 1 giugno) che lo attendono. In particolare, le attività future nelle sedi di Roma e Milano, anche in relazione alla strategia di comunicazione e informazione dell’Esecutivo europeo di Ursula Von der Leyen in Italia.

 

Direttamente dall’Ufficio dell’Unione europea presso l’ONU di New York, dove è stato Ministro Consigliere e capo della Sezione Economia e Sviluppo, Parenti è giunto a Roma per un nuovo inizio che – ci racconta – è un’opportunità ma anche una sfida, data la particolare e difficile congiuntura che sta attraversando il Paese. Il contributo di Bruxelles, in questa fase di ripresa, è fondamentale. E altrettanto strategica deve essere la risposta della ‘rete Ue’ in Italia, un ufficio che è stato sempre in prima linea nella promozione dell’identità e dei valori europei nel cammino di integrazione.

Funzionario di grande esperienza con 25 anni di carriera alle spalle, in gran parte presso la Commissione europea e il Servizio europeo per l'Azione Esterna (SEAE), Antonio Parenti si affaccia al nuovo incarico forte di un notevole bagaglio di conoscenze ed esperienza in materia di politiche e dossier dell’Unione.

 

Scopriamo il percorso che lo ha portato in Unione europea…e anche più lontano. Nella nostra intervista, conosciamo un po’ più da vicino Antonio Parenti e le sue passioni…

È nato a Bologna nel settembre del 1967. È sposato e ha tre figli (due femmine e un maschio).

Laureato in Giurisprudenza a Bologna, dove ha seguito un corso post-laurea in Diritto comunitario. È un testimone della “generazione Erasmus”, essendo stato studente del Programma che ha scelto di svolgere a Parigi. Ha conseguito il Master in Relazioni internazionali presso la School of Advanced International Studies della Johns Hopkins University a Washington DC nel 1995, anno in cui ha superato il concorso per entrare in Commissione europea. È autore di diverse pubblicazioni, soprattutto in materia di commercio internazionale, disciplina che ha anche insegnato in varie università, sia in Italia che all’estero.

 

Garofalo:

Cosa La appassiona?

Parenti: “Le mie passioni sono l’arte moderna, la letteratura russa e il tennis: ammetto che vedere Federer giocare è come ammirare un’opera d’arte. Amo cucinare e provare nuove cucine, anche se- alla fine- torno sempre alla pasta”.

 

Garofalo: Qual è stato il percorso che L’ha portata prima a Bruxelles e, successivamente, a proseguire la carriera all’interno delle istituzioni europee, e in due delegazioni ‘strategiche’ per le relazioni esterne dell’Ue, quella di Mosca e quella della “grande mela”? 

 

Parenti: “Ho sempre avuto un forte interesse per la politica in generale e quella internazionale. Ho avuto la fortuna di studiare a Giurisprudenza a Bologna con un grande Maestro, il Professor Mengozzi, che aveva istituito una delle prime cattedre in Italia di diritto comunitario, come si chiamava allora. La passione per l’Europa - che seppe trasmettere - e la preparazione che mi hanno offerto l’Università di Bologna e poi il Master alla Johns Hopkins, mi hanno motivato e permesso di passare il concorso per il mio ingresso in Commissione europea.

 

Arrivato a Bruxelles, dopo un primo anno di formazione sul mercato interno, sono passato ad occuparmi di quella che era sempre stata la mia aspirazione, vale a dire la politica estera dell’Unione europea. Entrato alla DGI (oggi la Direzione Generale del Commercio), mi sono occupato per sei anni di Organizzazione Mondiale del Commercio (ingl. WTO) e, in particolar modo, dei negoziati di adesione di nuovi membri al WTO stesso, tra cui il Vietnam, l’Arabia Saudita e molti paesi dell’area Balcanica. Questa esperienza, unita alla naturale propensione a nuove sfide, mi ha portato prima in Russia (per sei anni intensissimi), per poi rientrare a Bruxelles. Qui, nel cuore delle istituzioni Ue, ho preparato e coordinato – nel ruolo di Vice-capo negoziatore - il più grande accordo commerciale bilaterale mai concluso dall’Unione europea, cioè l’Accordo di libero scambio con il Giappone.

 

Dopo tanti anni dedicati al commercio internazionale, volevo ampliare i miei orizzonti professionali. Lavorare con le Nazioni Unite mi ha permesso di vedere da vicino ed agire sulle nuove sfide del mondo globale. Si pensi a quelle dello sviluppo sostenibile, delle migrazioni e della tutela dell’ambiente. In questi anni, ho negoziato numerosissime risoluzioni. Tra cui, quella che apre la porta all’eliminazione del commercio mondiale degli strumenti usati per la tortura e la pena di morte. Sono stato il Capo-negoziatore dell’Unione europea per il Patto Mondiale per la Migrazione, che è stato il primo accordo a livello globale per gestire un fenomeno altamente complesso e anche umanamente complicato. Aver lavorato su alcuni di questi temi sarà sicuramente importante anche per svolgere al meglio il mio mandato in Italia.”

 

Garofalo: 25 anni “con e per” l’Unione europea. Un lasso di tempo abbastanza lungo per osservare i passaggi e le evoluzioni di una compagine e un’identità politica dei 28 (oggi 27) in continuo divenire, e che si sta dirigendo verso nuove transizioni sociali, digitali e verdi. Come ha vissuto questi importanti cambiamenti per l’Europa?

 

Parenti: “Con la consapevolezza che l’Unione europea è - e deve essere - un valore aggiunto per i suoi cittadini e per farlo oggi deve dare risposte concrete alle transizioni a cui lei fa riferimento e alle quali forse aggiungerei quello del posto dell’Europa nel mondo. In questi 25 anni, è cambiata l’Europa e sono cambiati i suoi cittadini e, nel 2020, abbiamo vissuto due eventi tragici, naturalmente in misura diversa, come quelli della Brexit e della pandemia del coronavirus. C’è bisogno di discutere di come rafforzare l’Unione per far fronte a queste sfide. Conto sul fatto che la Conferenza sul futuro dell’Europa - che partirà in autunno - possa portare ad una vera discussione con i cittadini e che risulti in un’Unione europea più rafforzata.”

 

Garofalo: Qualche curiosità o aneddoto sulla sua esperienza a Mosca e a New York?


Parenti: “Mosca è stata la porta per scoprire un mondo di sapori entusiasmanti come quelli delle regioni caucasiche che non sono ancora molto diffusi al di fuori di quella zona. Ma credo che l’esperienza che non dimenticherò mai sia la banja, la sauna russa col vapore e il successivo bagno nell’acqua gelata. Difficile da credere forse, ma ancora oggi, mi manca.

New York, invece, ha la bellezza della diversità, che in quella città è estrema e coinvolgente. Tuttavia, ho percepito che sia anche un mondo che, oggi, soffre l’eccessivo peso della finanza che la rende, almeno Manhattan, un po’ sterile. Insomma, sono contento di essere tornato in Europa e, soprattutto, in Italia.”

 

Garofalo: È il momento dell’Europa, ce lo dimostra l’impegno continuo in queste settimane profuso da Governi e istituzioni europee per trovare soluzioni rapide e condivise necessarie per riprendersi dalla crisi sanitaria covid-19 e arrestare la recessione. Siamo alla ‘prova del nove’ a cui partecipano in 27. Ed è difficile raggiungere compromessi costruttivi). Quali sfide La attendono nella sua nuova posizione in Italia? Quali sono i suoi prossimi appuntamenti con l’Italia e l’Europa, cosa c’è in agenda per i prossimi mesi?


Parenti: “Le sfide sono tante, in particolar modo, in questo contesto reso instabile dalla crisi del covid-19. In generale, la sfida principale rimane quello di far comprendere tutto quello che l’Unione europea fa per i cittadini e il valore aggiunto dell’azione europea. Gli eventi di questi mesi hanno dimostrato che c’è bisogno di Europa e le istituzioni europee hanno saputo rispondere con fatti e proposte forti. A breve, sapremo se gli Stati membri sono disposti a seguire le indicazioni che vengono dalla Commissione, dal Parlamento e dal Consiglio. Se, come ritengo probabile, in tempi abbastanza rapidi avremo un accordo sui nuovi fondi e il nuovo Bilancio europeo, allora ci sarà bisogno di un grande sforzo di coordinamento e informazione per attuare le riforme necessarie e sottolineare l’apporto europeo alla ripresa.

Ci sarà anche bisogno di discutere il futuro della nostra Europa e la Conferenza sul Futuro dell’Europa è un’occasione unica per dialogare tutti assieme, senza pregiudiziali, sulle sfide che ci attendono e su come meglio rispondere ad esse. Nel frattempo, cerco di conoscere i miei interlocutori istituzionali. Appena la situazione lo permetterà, vorrei essere presente nelle Regioni italiane. Ci sarà molto da intraprendere, soprattutto nella comunicazione dell’azione europea. Assieme ai colleghi di Milano, guidati da Massimo Gaudina, vogliamo andare oltre i grandi centri e raggiungere anche comuni più piccoli per un vero scambio di opinioni con i cittadini.”

 

Garofalo: Riguardo al “annacquamento” delle relazioni tra Unione europea e USA, come pensa che si possa lavorare per ristabilire fiducia e intensificare la collaborazione con l’amministrazione della Casa Bianca?


Parenti: “In inglese si dice ‘it takes two to tango’. È evidente che tutto quello che ci unisce come Europa agli Stati Uniti è di gran lunga superiore a quello che ci divide. Ma è altrettanto evidente come questi anni siano stati complicati per le relazioni bilaterali con gli USA. Una volta passate le elezioni presidenziali di novembre, penso che si potrà lavorare, sia con un Trump all’ultimo mandato, sia con un Presidente democratico, al rilancio della collaborazione con gli Stati Uniti. O almeno, me lo auguro sinceramente.”

 

Garofalo: In alcuni ambienti di opinionisti e della stampa sia italiana che internazionale, si lamenta che i cittadini europei siano ancora troppo legati alla stampa Europa-centrica. Che bisognerebbe essere più attenti alla ‘vision’ che arriva dagli altri grandi continenti, ad esempio dai media russi o americani che coprono gli affari europei. C’è chi asserisce che tenere conto del ‘punto di vista’ extra-europeo sia strategico, in particolare rispetto a molti temi caldi di attualità globale. È cosi? Aver operato sia a Bruxelles, che Mosca e New York…che impressioni le suscita e come le capitalizzerà ora a Roma?


Parenti: “Sicuramente, è sempre importante e utile conoscere il punto di vista degli altri Paesi, ma soprattutto, occorre definire quali siano i propri interessi. Non è detto, a priori, che un’opinione espressa a Mosca o a Washington sia per forza giusta o per forza sbagliata, ma sarà quasi sempre un’opinione che riflette il rispettivo interesse nazionale. Che, dunque, rischia di non coincidere con l’interesse europeo. A Bruxelles, come nelle capitali europee, si ha però, a mio avviso, ancora una certa difficoltà a definire ed accettare un interesse europeo che sia distinto e magari contrastante con quello dei singoli Governi. Sia ben chiaro, questo non solo è perfettamente legittimo, ma anche perfettamente comprensibile. Solo che, quando partiamo ‘divisi’ tra di noi europei, finiamo per essere meno forti e fare un favore ad altri attori e protagonisti globali. Nel lungo termine, a rimetterci siamo tutti quanti.”

 

Nella prima settimana in ‘capitale’, Parenti ha già avuto una fitta agenda di impegni istituzionali che hanno previsto la sua partecipazione a momenti di confronto con rappresentanti e interlocutori, sia a livello nazionale che europeo. È stato guest speaker nel corso di un dialogo virtuale, organizzato dagli uffici italiani del Parlamento (EPIO) e della Commissione europea. Una tavola rotonda con eurodeputati e responsabili delle principali associazioni del settore (Confagricoltura, Coldiretti e CIA-Confederazione italiana agricoltori) dedicata ai dossier-chiave in materia di agricoltura e sviluppo rurale in Italia, un Paese stretto dalla morsa del covid-19, ma aperto al sostegno economico che arriverà grazie ai Fondi Ue, al NextGenerationEU e dal Piano di Recovery.

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