Covid19 e turismo. Le sfide del settore. Intervista a Antonio Barreca

Il DG di Federturismo parla di dura ripresa per le imprese di settore: il 25% non si risolleverà. Intervista: Piano-rilancio, Bonus Vacanze e politiche Ue.

15 luglio 2020 11:55
Covid19 e turismo. Le sfide del settore. Intervista a Antonio Barreca

La stagione estiva dura solo poche settimane, mentre ancora non sappiamo quanto durerà lo stato d’emergenza del covid-19, ora estesa in Italia fino alla fine del 2020.

Cosi, quest’anno, l’agenda delle vacanze è ancora un grande punto di domanda per molti italiani che, sotto lo slogan #ioviaggioinitalia, prediligeranno destinazioni ‘domestiche’ a mete oltre confine, soprattutto per dimostrare solidarietà a un settore, quello ricettivo-alberghiero, duramente provato dalla crisi economico-sanitaria. Tra le regioni più ambite figurano Toscana, Sicilia e Puglia. Ma viaggiare si fa sempre più complicato, anche alla luce del fatto che alcuni Paesi stanno attivando ulteriori misure di contenimento e controlli severi. E proprio mentre arrivano una serie di via-libera della Commissione europea alla concessione di aiuti alle principali compagnie aree nazionali (tra cui Alitalia, Lufthansa e KLM), la ripresa del traffico aereo sta favorendo il graduale flusso di arrivi e partenze. Per un Paese come l’Italia, a forte economia turistica, si sta lavorando per sostenere il settore, dando priorità ai provvedimenti e nuove disposizioni che Governo e Parlamento si apprestano a varare.

 

The Italian Times ha chiesto a Antonio Barreca, Direttore generale di Federturismo-Confindustria di fornire uno spaccato dello scenario e maggiori sfide del turismo domestico e internazionale in Italia, per capire come le strutture stiano rispondendo, anche in seguito alle politiche nazionali di rilancio, delle misure anti-crisi e degli orientamenti provenienti dall’Ue.

 

Garofalo: Come è la situazione attuale del turismo in Italia? Con l'inizio della Fase 3, la ripresa degli arrivi e il Piano di rilancio, ci sono stati nuovi segnali positivi rispetto ai mesi scorsi e alle previsioni economiche?

 

Barreca:

È troppo presto per immaginare scenari positivi, anche se le prenotazioni per l’estate iniziano ad arrivare, soprattutto nelle strutture che il cliente già conosce. E qualche turista straniero comincia ad affacciarsi. A partire da questo mese, si avrà un’accelerazione delle riaperture degli alberghi, soprattutto nelle località di mare, nonostante il dato rimanga sempre molto basso, perché non si arriva ancora al 40% dell’offerta. Le maggiori difficoltà si registrano nelle città d’arte tradizionalmente - più sensibili al mercato internazionale - dove continuano a prevalere le strutture chiuse. È inevitabile che questo calo del turismo avrà le sue ripercussioni sulle aziende per le quali si prevede che il 25% di quelle che, a vario titolo operano nel turismo, non sopravviverà al 2020.

 

Garofalo: Come valuta l’impatto sul turismo della decisione dell’Italia di limitare (prevedendo la quarantena/isolamento fiduciario) le persone in arrivo da alcuni Paesi extra-Ue (riferimento alla lista dell'Ue dei Paesi ammessi pubblicata)?

 

Barreca:

Questa decisione rappresenta un altro colpo per il turismo italiano. È chiaro che chi visita il  nostro Paese non viene per rimanere confinato, ma per avere la possibilità di muoversi liberamente da uno Stato all’altro. E prevedere la quarantena è un incoraggiamento a scegliere altre destinazioni.

 

Garofalo: Dal 1 luglio, la Commissione europea ha aperto le frontiere per consentire i flussi in entrata da 15 Paesi dell’area extra-Schengen. Si Cina, no a USA e Russia e molti altri. Il blocco, in primis, è dovuto a motivi di sicurezza sanitaria, visto l’alto tasso di contagi che hanno registrato.

Ritiene sia stata una decisione ponderata? In questa stagione post-covid19, potrebbe portare a una forte perdita nei bilanci del turismo nelle destinazioni italiane, vista la drastica diminuzione degli arrivi? State pensando ad azioni e aiuti concreti per salvare le aziende di settore direttamente colpite da questi effetti? Cosa avete proposto recentemente al Governo?

 

Barreca:

La decisione dell’Europa di riaprire i confini a 15 Paesi extra-Ue con l’esclusione di Stati Uniti e Russia è un’altra spallata alla nostra industria turistica che in questo modo perde i suoi ospiti, big spender. Non sono turisti a cui si può fare a meno, tanto più in un momento di crisi cruciale come quello che stiamo vivendo. Le città d’arte, senza di loro e senza gli italiani (che in estate vanno altrove), resteranno spopolate proprio dove offriamo gli alberghi di lusso. Questi rischiano di rimanere chiusi fino a settembre. Non mi permetto di sindacare la scelta dell’Ue da un punto di vista sanitario però, se così è, le nostre aziende hanno un urgente bisogno di aiuti concreti da parte del Governo. Occorrono finanziamenti immediati a fondo perduto e un aiuto forte alla fiscalità che preveda lo stralcio delle tasse per l’intero anno. Cosi come abbiamo chiesto la detassazione totale del costo del lavoro per i dipendenti stagionali e parziale per i dipendenti fissi.

 

Garofalo: Misure anticrisi e mobilitazione di risorse. Quest’anno sembra che tanti italiani resteranno in Italia per le vacanze, o meglio, sceglieranno di restarvi.

Parliamo allora di Bonus Vacanze, di 'voucher vacanze', di meccanismo dei rimborsi e altri contributi. Funzionano? Cosa si aspetta Federturismo in merito a queste azioni di mitigazione dell'impatto della crisi? Nella pratica, come fare a richiederli? In termini di dati e cifre (se già disponibili), quante strutture hanno aderito? In quali Regioni o zone d'Italia sono meglio recepiti, in base a quali criteri o a quali particolari comparti sono uno strumento valido e viabile?


Barreca:

Secondo il dato rilevato dal Mibact, al secondo giorno dalla loro entrata in vigore sono stati 200.000 i bonus vacanze erogati per un controvalore economico pari a 92.229.600 euro e 1.112 i nuclei familiari che lo hanno già speso.

Sicuramente, il Bonus invoglierà qualche famiglia in più a partire quest’estate anche se a nostro parere rimane una misura complessa da usare di cui deve essere facilitata l’operatività per renderla più fruibile. Per come è formulato, costringe di fatto gli albergatori ad anticiparne l’80% del valore, ricevendone in cambio un credito di imposta lungo e complicato che contrasta con le esigenze di liquidità di cui hanno assoluto bisogno le imprese in questo momento. Rimangono troppi gli ostacoli tecnici e burocratici con i quali gli albergatori si devono confrontare e che, in molti casi, ne scoraggiano l’accettazione.

 

Garofalo: Quali sono stati i punti centrali di discussione e dialogo in sede di Stati Generali del 18 giugno? Quali conclusioni e input ne sono derivati? Come, e in che tempi, si pensa di implementarli?


Barreca:

Siamo stati soddisfatti dell’esito dell’incontro con il Presidente Giuseppe Conte agli Stati Generali. Sia per il metodo che per la condivisione degli obiettivi. Ora è però fondamentale uno sforzo legislativo ulteriore per un decreto che risponda in modo specifico a problemi che per la natura del nostro settore sono solo nostri e che richiedono interventi mirati.

Abbiamo chiesto interventi diretti, come finanziamenti a fondo perduto, moratorie consistenti su imposte e tasse e strumenti di integrazione salariale che eviterebbero la cassa integrazione. Altri pilastri sui quali ci siamo  soffermati sono stati la burocrazia e il fisco per i quali servono meccanismi  più snelli e più veloci, con riferimento  anche alle procedure oggi necessarie per accedere ai finanziamenti garantiti dallo Stato. Tra le altre nostre priorità, ci sono: infrastrutture, digitalizzazione, formazione e sostenibilità.

 

Garofalo: Qual è stato (e sarà) il contributo di Bruxelles a sostegno del settore turistico?

Il pacchetto Turismo e Trasporti presentato dai Commissari europei il 13 maggio è stato soddisfacente? Le Linee guida del Vademecum Ue per le Vacanze 2020 hanno preso in considerazione le istanze proposte dall'Italia e dell'importante peso che ha in termini di economia turistica? C’è qualcosa che l’Ue avrebbe potuto migliorare, accelerare o facilitare?

 

Barreca:

Il turismo europeo si stima perderà quest’anno dal 45% al 75% per un totale di 400 miliardi di euro di perdite a fine 2020. La Commissione europea è quindi intervenuta con il Pacchetto Turismo per sostenere la ripresa del settore nel post-pandemia e per offrire supporto alle imprese più colpite. Come Federturismo, abbiamo accolto con soddisfazione la proposta del Commissario Ue responsabile per il Mercato interno e Industria, Thierry Breton, di destinare al turismo tra il 20% e il 25% delle risorse del fondo europeo dedicato alla ricostruzione. E ci auguriamo che l’Italia, che conta il maggior numero d’imprese del turismo in Europa, possa essere tra i primi Stati ad aver diritto a queste risorse. Così come è stato importante il lavoro di approvazione di Raccomandazioni e Linee guida per coordinare i Governi, evitando di farli andare in ordine sparso e contrastando accordi bilaterali.

 

Il Direttore generale conclude la nostra intervista con un auspicio a esiti tempestivi e risolutivi delle negoziazioni avviate a livello europeo e che si porteranno, alla fine di questa settimana, al tavolo del summit Ue a Bruxelles per concludere un accordo sul piano anti-crisi entro l’estate.

Il settore sta soffrendo e deve ricevere segnali concreti per guardare avanti. Abbiamo bisogno che si acceleri sul Recovery Fund (NextGenerationEU), pensando anche ad una trasformazione del comparto in un’ottica d’innovazione e sostenibilità ambientale” – ha affermato in ultimo Barreca – “solo in questo modo si riuscirà a rilanciare l’economia e l’occupazione europea a sostegno del turismo”.

 

Il turismo è un motore per il benessere dei cittadini che contribuisce alla coesione sociale, all’occupazione e a offre nuovi stimoli per la crescita. Rappresenta oltre il 10% del PIL dell’Unione europea e fornisce il 12% dei suoi posti di lavoro. Pensare al Vecchio Continente (al centro del quale i mari bagnano le coste italiane dello ‘Stivale) come area turistica privilegiata su cui investire per continuare a offrire vacanze in sicurezza, e rispondenti a alti standard di qualità e varietà, equivale a riconoscerne ancora il primato di destinazione numero 1 del turismo mondiale, promuovendone la cultura e l’identità, in patria e all’estero.

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