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Farm to Fork e Next Generation EU: intervista all’On. Paolo De Castro

Fondo per la ripresa, PAC e Bilancio Ue. L’intervista esclusiva all’eurodeputato Paolo De Castro, coordinatore del gruppo S&D in Commissione Agricoltura.

1 giugno 2020 18:30
Farm to Fork e Next Generation EU: intervista all’On. Paolo De Castro

Il dibattito sulla nuova strategia dell’Unione europea denominata “Farm to Fork” continua sia a livello nazionale che europeo. Per conoscere meglio la correlazione con la Politica Agricola Comune (PAC) e il nuovo maxi-fondo per la ripresa economica, proposto dalla Commissione europea il 27 maggio scorso, The Italian Times ha approfondito alcune questioni con l’Onorevole Paolo De Castro, deputato al Parlamento europeo dal 2009. Già Ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, ricopre attualmente il ruolo di coordinatore degli eurodeputati del gruppo S&D in Commissione Agricoltura. Docente ordinario presso l’Università di Bologna, il professor De Castro è una figura di riferimento in Europa, non solo per l’esperienza politica, ma anche in qualità di economista, agronomo e accademico. L’esperienza e la conoscenza approfondita dei dossier-chiave della PAC e del settore agro-industriale gli sono valsi l’assegnazione del premio “MEP of the Year for Agriculture and Rural Affairs 2013” (trad. it.: eurodeputato dell’anno per l’agricoltura e lo sviluppo rurale).

 

Nella sua prima dichiarazione riguardo alle strategie Ue per il settore agricolo in tempi di covid-19, De Castro ha dichiarato che “L'emergenza Covid-19, oltre ad aver messo in pericolo la vita di tanti cittadini, ha colpito duramente anche l’economia, tanto che il PIL globale è previsto per il 2020 in calo di circa il 3% rispetto al 2019. Nello specifico, in Italia la domanda interna dei prodotti agroalimentari ha registrato una riduzione del 25-30% e del 40% per quelli destinati alle esportazioni a causa del lockdown del comparto Horeca nei principali mercati del Made in Italy.

L’esigenza di fronteggiare il virus per tornare alla normalità il più rapidamente possibile ha portato la politica e l’opinione pubblica ad affidarsi al mondo scientifico, sia per individuare le strategie di contenimento, sia per la ricerca di una soluzione definitiva ovvero la messa a punto di un vaccino. Il nuovo sentimento «proscienza» potrebbe così avere ricadute importanti e immediate a livello europeo, in particolare, per le nuove bio-tecnologie sostenibili, in grado di ottimizzare la risposta delle piante agli stress climatici e alle malattie, dando un contributo fondamentale al raggiungimento della sicurezza alimentare. La sicurezza alimentare non è più una variabile da sottovalutare: l’Unione europea deve essere capace di produrre i beni di prima necessità per soddisfare le esigenze di tutti i cittadini. Bisogna attivare senza ulteriori ritardi tutti gli strumenti che l'Europa ha a sua disposizione non solo per salvaguardare il settore primario, ma addirittura per potenziarlo, anche guardando alla PAC post 2020”.

 

Garofalo:

Nella strategia Farm to Fork, sembra che il peso dell’agricoltura rivesta un ruolo marginale, dato che vi sono target che non mettono al centro gli agricoltori nel futuro sistema agro-alimentare europeo. Come si intende ri-bilanciare questo gap e assegnare la giusta importanza all’agricoltura e allo sviluppo rurale, considerando anche che questa strategia potrebbe mettere a rischio alcune produzioni agricole italiane?

 

Prof. De Castro:

“L’agricoltura non riveste affatto un ruolo marginale nella strategia Farm to Fork: nel documento presentato il 20 maggio scorso dall’Esecutivo comunitario sono indicati solo alcuni obiettivi da raggiungere nel 2030, come il dimezzamento degli agro-farmaci, un taglio del 20% dei fertilizzanti di sintesi, un aumento del 25% delle superfici coltivate con metodo biologico. Ma la proposta non entra nel merito dei vincoli e degli strumenti a sostegno di agricoltori e allevatori per raggiungere questi obiettivi. Il percorso è solo all’inizio e la definizione dei target vedrà sicuramente impegnato il Parlamento europeo e la commissione Agricoltura, in particolare”.

 

Garofalo:

Quale sarà il ruolo degli eurodeputati della Commissione Agricoltura visto che gli elementi-chiave della strategia, e la sua gestione, sono principalmente focalizzati sulle politiche della salute e l’informazione al consumatore? Quali sono i prossimi passi – e le sfide- della Farm to Fork in Europarlamento?

 

Prof. De Castro:

“Gli europarlamentari della Commissione AGRI, in questo percorso dovranno, ri-affermare il loro ruolo di co-legislatori, mettendo a punto norme che tutelino la salute e la sicurezza dei cittadini e consumatori europei, l’ambiente, ma anche i redditi degli agricoltori che devono essere incentivati a produrre di più e meglio. Noi siamo pronti a raccogliere la scommessa lanciata dalla Commissione, ma non a qualunque prezzo”.

 

Garofalo:

Come si possono conciliare le strategie Farm to Fork e Biodiversity con gli obiettivi e i traguardi della PAC (in questa particolare congiuntura di difficoltà economica e sociale che tutti i Paesi europei stanno attraversando)?

 

Prof. De Castro:

Gli obiettivi delle strategie potranno essere raggiunti solo con una nuova Politica Agricola Comune che faccia leva su un disegno condiviso dai 27 Paesi dell’Unione. E questo significa realizzare un impianto normativo basato su un ‘eco-scheme’ comunitario, declinato poi dagli Stati membri in funzione delle loro peculiarità orografiche, sociali e territoriali, che renda gli investimenti in pratiche produttive sempre più sostenibili una vera opportunità per i nostri agricoltori. Ora occorre avviare una profonda riflessione: può la proposta attualmente considerata, ma già vecchia di due anni, essere riadattata per rispondere a queste sfide? O è preferibile costruirne una nuova, che offra un quadro normativo unico e coerente ai nostri agricoltori?”.

 

Garofalo:

Il percorso di riforma della PAC è ancora in cantiere. Come pensate di legare, implementare e far convivere le nuove misure e i nuovi strumenti finanziari anti-crisi con l’attuale contesto delle politiche della PAC?

 

Prof. De Castro:

“Molto dipenderà dalle risorse stanziate con il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dal Bilancio 2021-2027, che è legato a doppio filo agli obiettivi del Next Generation EU. Dovranno arrivare aiuti sotto forma di pagamenti diretti e di prestiti, finalizzati comunque a investimenti strutturali che ci consentano di consegnare alla prossima generazione un’Europa migliore, ancora più forte e solidale. E in questo progetto la PAC avrà un ruolo determinante, solo se accompagnata da una dotazione finanziaria ambiziosa. Ripeto, siamo solo all'inizio di un percorso che deve portare alla creazione di un patto fiduciario tra produttori e consumatori basato su qualità, trasparenza e sicurezza dei processi produttivi e dei cibi che sono sulle nostre tavole”.

 

Garofalo:

Nutriscore si / Nutriscore no? Ma l'etichetta d'origine?

In che modo la strategia incoraggerà i trasformatori alimentari e i rivenditori a produrre alimenti più diversificati e sostenibili? Si sente tanto parlare di Nutriscore, ma la strategia punta a tutelare il consumatore con una maggiore informazione sull'origine dei prodotti alimentari?

Non ritiene che questa strategia avrebbe dovuto anche tenere in considerazione (o prevedere, in qualche suo aspetto) un ‘pilastro’ fondamentale, quello dell’educazione alimentare per la promozione e diffusione di modelli come la Dieta mediterranea, piuttosto che concentrarsi su sistemi di etichettatura semplificata come il Nutriscore?

 

Prof. De Castro:

“Gli annunci sull’indicazione d’origine delle materie prime e sulle informazioni sulle etichette degli alimenti si susseguono ormai da anni, con prese di posizione da parte di alcuni Paesi spesso discutibili. Per quanto ci riguarda, aspettiamo che gli annunci sull’indicazione d’origine diventino un obbligo sul territorio Ue per tutti i prodotti agroalimentari. Mentre per l’etichettatura nutrizionale puntiamo a un’armonizzazione dei sistemi basati su rigorose analisi scientifiche, e non su semplificazioni inaccettabili come il Nutriscore. Le scorse settimane abbiamo fatto fronte comune anche con i colleghi tedeschi, scrivendo alla Commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides. Ciò che chiediamo è che venga privilegiato un sistema volontario e armonizzato a livello europeo, trasparente sul valore e sulla qualità degli elementi nutritivi, con informazioni chiare e non fuorvianti per i consumatori. Sono convinto che un sistema di questo tipo potrebbe fare scuola, ed essere alla base di una corretta educazione alimentare per tutti”.

 

Garofalo:

Cosa farà l’Ue per aiutare i consumatori a compiere scelte dietetiche sane e sostenibili?

 

Prof. De Castro:

“L’Unione siamo noi rappresentanti delle istituzioni, eletti dagli stessi cittadini-consumatori. Siamo noi che dobbiamo recepire le loro esigenze, le loro istanze e legiferare in modo chiaro e trasparente per informarli e metterli nelle condizioni di scegliere liberamente, senza condizionamenti e interessi di parte. Se le norme comunitarie non raggiungono questo scopo, vuol dire che noi abbiamo fallito. E quindi, nello specifico, se dovesse passare un sistema di etichettatura semplicistico e fuorviante come quello ‘a semaforo’, che ‘bolla’ un olio extravergine d’oliva o un formaggio grana con il colore rosso, non aiuteremmo il consumatore a fare scelte dietetiche sane e sostenibili”.

 

Garofalo:

Non le sembra che 10 anni siano un lasso di tempo troppo breve per riconvertire, innovare e cambiare – nel segno della sostenibilità - modelli agricoli, legati ancora a dinamiche tradizionali (come ad esempio, quello italiano)?

 

Prof. De Castro:

“Il modello agricolo italiano non è poi così arretrato e ‘inquinante’ come qualcuno vorrebbe far credere. L’impiego di molecole chimiche per il trattamento delle colture negli ultimi anni è nettamente diminuito, lo stesso vale per gli antibiotici negli allevamenti. Di residui nelle falde acquifere le autorità deputate ai rilievi ne rilevano sempre meno, e comunque in percentuali residuali che non destano preoccupazioni per la salute di tutti noi cittadini. Poi è vero che l’agricoltura italiana è ancora molto legata a dinamiche tradizionali, ma questo è dovuto soprattutto alle caratteristiche del nostro territorio, ben diverso da quello di molti altri Paesi europei. In compenso l’Italia può vantare indiscutibili primati sul fronte della biodiversità, di superfici e colture protette con sistemi integrati e biologici, di prodotti agroalimentari di eccellenza e a Indicazione geografica riconosciuti e, non caso, imitati spesso nel mondo. Tutti questi sono indicatori tangibili che la nostra agricoltura non è rimasta indietro…ed è già molto sostenibile. Per il resto, le tecnologie digitali e le nuove biotecnologie in meno di dieci anni potranno aiutare a migliorare ulteriormente questo modello”.

 

Garofalo:

Ritiene sufficienti le risorse aggiuntive del fondo NEXT GENERATION EU per l’agricoltura, in considerazione del budget attualmente proposto nel QFP per il periodo 2021-2027?

 

Prof. De Castro:

“Le premesse per avere una buona dotazione finanziaria dedicata alle politiche agricole per i prossimi anni ci sono tutte. I 750 miliardi di euro messi in pista dalla Commissione per il Next Generation EU e i 24 miliardi in più che, nello specifico, saranno disponibili nel quadro della PAC sono una buona base di partenza. Sta adesso al Consiglio e al Parlamento europeo trovare la quadratura del cerchio, in tempi brevi, e incanalare in modo corretto questa mole di denaro. Noi in Commissione Agricoltura stiamo già lavorando per questo, per non deludere le aspettative dei nostri produttori e rafforzare il patto di fiducia con i consumatori”.

 

Garofalo:

Una Sua considerazione sui prossimi passi in materia di Bilancio Ue e fondo “Next Generation EU”…?

 

Prof. De Castro:

“Il pacchetto di risorse proposto la scorsa settima dalla Commissione guidata dalla signora Von der Leyen è sicuramente un passo in avanti ambizioso, necessario non solo per fare fronte alla più grave crisi economica mai vista dal Dopoguerra, ma anche per dare un chiaro segnale di svolta e di rilancio del ruolo delle istituzioni europee. Come Parlamento, stiamo ora analizzando le proposte messe sul tavolo al fine di poterle migliorare, nella speranza che, anche gli Stati membri, vogliano seguire queste approccio. Lo abbiamo detto più volte: rispetto alla proposta di 1.850 miliardi, tra Quadro Finanziario Pluriennale e fondo per la ripresa (il cosiddetto Next Generation EU)indietro non si torna”.

 

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