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Le “corsie verdi” per i rifiuti in Ue durante l’emergenza covid-19

Gestione e trasporto di rifiuti intra-Ue: intervista a Valérie Plainemaison, Segretario generale FEAD e a David Rumiel, Direttore generale di Eco Sinergie

16 aprile 2020 14:19
Le “corsie verdi” per i rifiuti in Ue durante l’emergenza covid-19

Per far fronte alle circostanze eccezionali create dall'epidemia di coronavirus, la Commissione europea ha emanato, il 30 marzo scorso, un documento orientativo per favorire un approccio comune che contribuisca a garantire la continuazione delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti nell’Unione.

 

The Italian Times ha approfondito la questione, conducendo un'indagine nel cuore delle istituzioni europee e analizzando le misure prese dall'Esecutivo Ue con le nuove linee guida sulla gestione rifiuti per l'emergenza Covid-19.

 

La Commissione raccomanda di utilizzare le cosiddette ‘green lanes’, ossia delle corsie verdi predisposte per lo scorrimento rapido delle merci essenziali. Suggerisce anche di sostituire le procedure cartacee (in uso per le spedizioni di rifiuti) con lo scambio elettronico (più comunemente, le e-mail), evitando il più possibile il contatto tra le persone e accelerare l'attraversamento delle frontiere. Il Commissario Ue per l’Ambiente, Virginijus Sinkevicius, ha dichiarato che «La Commissione collabora con gli Stati membri per mantenere aperte le corsie verdi per i rifiuti in modo che possano essere trasportati velocemente». In questo modo, si accorciano i tempi dello smaltimento, rendendo i rifiuti disponibili come materia produttiva per un'altra industria, oppure, destinandoli al trattamento più appropriato.

 

 

La guida fornisce indicazioni alle autorità competenti negli Stati membri, agli operatori economici e a tutte le parti interessate al fine di prevenire e ridurre i possibili ostacoli ai movimenti transfrontalieri dei carichi di rifiuti tra Paese e Paese all’interno dell’Ue. Un provvedimento importante, soprattutto per mantenere uno standard elevato di protezione della salute pubblica e dell'ambiente, anche durante la fase di stoccaggio e trasporto. I movimenti di rifiuti intra-Ue hanno il loro peso nell'intera catena di approvvigionamento, dalla raccolta al trattamento finale e al successivo utilizzo che favorisca un approccio snello alle pratiche di economia circolare.

 

Nell’Unione europea, attualmente, le spedizioni transfrontaliere di rifiuti sono disciplinate dal Regolamento (CE) nr. 1013/2006 sulla spedizione dei rifiuti.

 

La nuova guida pratica si articola in 3 punti:

  • Garantire un trasporto transfrontaliero ‘regolare’ delle spedizioni di rifiuti nell’Unione e lo scambio di informazioni tra i 27 Stati membri;

  • Scambio elettronico di documenti e informazioni;

  • Facilitare le procedure di spedizione dei rifiuti.

 

 

Com’è la situazione in Italia? 

In Italia, si continua a lavorare per una risposta, sempre più coordinata a livello nazionale, all’emergenza-rifiuti da applicarsi per l’intera durata del coronavirus.

Nell’ultima circolare del Ministero dell’Ambiente, pubblicata il 31 marzo scorso, emerge come l’emergenza-coronavirus si sommi ad alcune criticità storiche del sistema impiantistico nazionale, complicando il quadro dell’ordinaria gestione dei rifiuti.

 

Dalle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità si apprende che, in Italia, permangono modalità disomogenee di raccolta della spazzatura da utenze domestiche (variano a seconda dell’operatore, del tipo di impianto o mezzi operativi e dell’ambito territoriale). Inoltre, risulta sempre più impraticabile l’esportazione dei rifiuti oltre i confini nazionali verso gli altri Stati membri (sebbene, in molti casi, si tratti di una scelta autonoma di alcuni impianti di adottare misure restrittive per il principio di precauzione).

 

La circolare (le cui linee tecniche sono state già approvate all’unanimità delle Agenzie regionali) parla di regimi straordinari che coprono 5 ambiti di intervento:

  • Capacità di stoccaggio degli impianti

  • Deposito temporaneo dei rifiuti

  • Deposito rifiuti urbani presso centri di raccolta

  • Impianti di incenerimento

  • Smaltimento in discarica

 

Un esempio di problemi, nell’ambito di riciclaggio, si riscontrano nello smaltimento del plasmix (ovvero gli scarti di plastiche che non si possono riciclare). Questo materiale è convogliato ai cementifici che lo usano come collante. Un’altra criticità è quella derivante dalla chiusura di molte piattaforme per la rottamazione degli imballaggi in acciaio. In queste settimane, i ritiri sono compromessi, riducendo così l’afflusso di pezzi alle acciaierie. Anche nel comparto dell’alluminio, le fonderie stanno attraversando un arresto, se non addirittura la chiusura delle attività. Le cartiere, specialmente quelle situate nell’area adriatica, si trovano ad affrontare rallentamenti e difficolta dovute all’aumento dei costi operativi. Dati più rasserenanti, invece, arrivano dalle vetrerie, che mantengono un flusso regolare nella gestione degli scarti di vetro. 

 

Il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) ha sostenuto la necessita di procedere con misure d’emergenza per far fronte a problemi indifferibili per l'intera filiera della gestione della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio.

 

Alcune delle istanze del Conai comprendono questi elementi: 

  • raddoppio della capacità annua e istantanea di stoccaggio di impianti già autorizzati alle operazioni di gestione dei rifiuti.

  • aumento della capacità termica, consentita dalla legge, di tutti i termocombustori esistenti, fino alla saturazione

  • semplificazione delle procedure burocratiche necessarie per l’accesso alle discariche. 

  • autorizzazione degli spazi e capacità aggiuntive per trattare e smaltire le parti non riciclabili, che non possono essere eliminate con la termovalorizzazione. 

Infine, è rassicurante sapere che l’Italia mantiene, comunque, alti i numeri nella raccolta e il riciclaggio degli imballaggi. Già nel 2019, il nostro Paese ha registrato una quota di materia riciclata pari al 71,2% (che corrisponde a ben 9,5 milioni di tonnellate). Un risultato importante se si considera l’ambizioso obiettivo che Bruxelles ha stabilito per tutta l’Europa: riciclare il 65% degli imballaggi entro il 2025.

 

Guida pratica Ue - Covid gestione dei rifiuti intraUe:

 

Gestione rifiuti, intervista a David Rumiel, Direttore generale di Eco Sinergie

The Italian Times ha parlato con David Rumiel, Direttore generale di Eco Sinergie, un’azienda leader nel trattamento dei rifiuti urbani e speciali nel territorio del Friuli-Venezia Giulia.

 

Eco Sinergie si occupa prevalentemente di produzione di combustile solido secondario (CSS) derivante da rifiuto secco residuo (o indifferenziato), oltre che della selezione, valorizzazione e preparazione all’utilizzo di imballaggi in plastica, carta e cartone. Il manager ha dato testimonianza di come, nell’area del Friuli-Venezia Giulia, il problema dello smaltimento dei rifiuti sia stato avvertito in modo importante e trattato con misure urgenti. La Regione, infatti, ha ricevuto istanze di allarme da parte di consorzi e aziende che hanno incontrato difficoltà operative in seguito alla chiusura delle frontiere di alcuni Stati.

 

Rumiel ha spiegato come il rifiuto CSS venga conferito prevalentemente all'estero, sia per la scarsa capacità di ricezione degli impianti in loco, sia per un fattore di natura economica, anche a prescindere dal contesto del covid-19.

 

 “Il 90% del rifiuto CSS prodotto dall’impianto di Eco Sinergie viene consegnato in cementifici e centrali elettriche ubicate in Ungheria, Slovacchia, Slovenia e Austria.” - ha detto David Rumiel durante un’intervista telefonica – “Queste sono destinazioni che stanno progressivamente bloccando gli ingressi, principalmente per via del coronavirus”. Ha anche specificato che la principale causa del blocco dei ritiri da parte dei cementifici è dovuta al crollo del settore edilizio (conseguenza dell’emergenza pandemia).

 

Al fine di approntare questa situazione emergenziale, la Regione Friuli-Venezia Giulia ha emanato un’ordinanza contingibile e urgente che prevede l'adozione di una serie di misure tra cui: autorizzare il conferimento di ulteriori tipologie di rifiuti in impianti di recupero (anche di termovalorizzazione) o di smaltimento (discariche), qualora non previsti dagli atti autorizzativi. È inoltre possibile andare in deroga alle soglie di stoccaggio e trattamento previste dalle autorizzazioni.

 

Il dialogo con l’Europa resta aperto

È indiscutibile che, durante la crisi del coronavirus, vi siano ancora una serie di incertezze e problematiche operative che attendono risposta, rendendo necessaria l’elaborazione di nuovi interventi specifici da parte delle istituzioni nazionali ed europee.

 

Anche se la “strada” rimane ancora in salita, Bruxelles continuerà il monitoraggio e il coordinamento con gli Stati membri e gli operatori di settore invitandoli a comunicare le misure adottate nel settore della gestione e trattamento dei rifiuti, in risposta alla crisi del coronavirus.

 

Intervista a Valerie Plainemaison segretario FEAD sulla gestione rifiuti Ue:

The Italian Times ha intervistato Valérie Plainemaison, il Segretario generale del FEAD (Federazione europea delle società di gestione dei rifiuti e servizi ambientali con sede a Bruxelles), che ha accolto positivamente l’azione dell’Ue e tutte le misure d’urgenza che contribuiscono a risolvere le criticità di molte imprese del settore.

 

Il Commissario europeo Sinkevicius, sottolineando il ruolo delle società di gestione dei rifiuti in questo periodo d’emergenza, ha rivolto lo sguardo anche alle società private. Realtà che hanno espresso molteplici preoccupazioni, come quella di subire l’interruzione del servizio, o di dover rischiare di operare con personale ridotto, di garantire sempre la sicurezza dei lavoratori o dei cittadini e, infine, di evitare ritardi con le spedizioni dei rifiuti (i confini devono rimanere aperti e alcune norme adattate per evitare situazioni di crisi che potrebbero creare dei blocchi) – ha commentato la Plainemaison. “Tutte le regole pratiche vanno definite e controllate a livello degli Stati membri, per adattarsi alla situazione, giorno per giorno. In particolare, sono necessarie nuove capacità di stoccaggio per sostenere il settore”, ha aggiunto.

 

«In alcuni Stati membri, la raccolta e il riciclaggio selettivi continuano con trend regolare, in altri un po’ meno.»


E ha concluso: “Il FEAD confida che il New Green Deal sia una missione fondamentale per una pronta ripresa dell’economia-verde". Uno sforzo che richiederà nuovi flussi di sussidi dell’Ue nelle attività di riciclaggio dei rifiuti, in un contesto in cui la visibilità economica sarà particolarmente indebolita.

 

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