Bio-intervista a Paolo Borchia, vita dell’eurodeputato vista da vicino

Studi, carriera, famiglia, impegni e passioni dell’On. Paolo Borchia, europarlamentare a Bruxelles e membro della Commissione Industria dell’Eurocamera.

19 maggio 2020 10:04
Bio-intervista a Paolo Borchia, vita dell’eurodeputato vista da vicino

Paolo Borchia è un politico italiano emergente. Alle elezioni europee del 2019, viene eletto all’Europarlamento nella circoscrizione dell'Italia Nord-orientale con 37.441 preferenze. Per il gruppo Identità e Democrazia, diventa coordinatore della Commissione per l'Industria, la ricerca e l'energia (ITRE) e membro della Commissione per i Trasporti e il turismo (TRAN) e della delegazione all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana. Lo scorso aprile, è stato nominato relatore della Relazione d'iniziativa sul futuro delle piccole e medie imprese europee dell’Eurocamera.

 

The Italian Times ha incontrato l’On. Borchia per un’intervista in cui l’eurodeputato ha fornito alcune risposte per comprendere le effettive opportunità del Green Deal europeo e quale sia la connessione con la ripresa economica delle Pmi, tramite un piano di risposta alla pandemia covid-19 che ne consideri le esigenze per superare l’emergenza sanitaria e sostenere il riavvio del sistema economico-industriale. In Commissione Industria dell’Europarlamento, infatti, il dibattito sui finanziamenti alla ‘transizione verde’ è riemerso nell’ambito di uno scambio di punti di vista intercorso tra il Vice-presidente della Commissione europea, Frans Timmermans e i membri della ITRE.

 

Abbiamo anche colto l’occasione per conoscere meglio Paolo Borchia, chiedergli di raccontarsi, di cosa si occupa, qual è il percorso che l’ha portato a Bruxelles e altre curiosità.

 

Ci parli del Suo trascorso, della famiglia e di cosa La appassiona.


Sono nato in provincia di Verona, il 27 maggio del 1980. Ho iniziato ad avvicinarmi alla politica durante gli anni delle scuole medie. Padre artigiano, madre infermiera, ho iniziato da giovane a lavorare come operaio nell'attività di famiglia. Realizzavo pavimenti in marmo e granito.
Mi piaceva studiare: preferivo le materie umanistiche, ma non brillavo in quelle scientifiche. Mi sono diplomato Perito aziendale e corrispondente in lingue estere, e successivamente, ho conseguito la Laurea in Scienze politiche all'Università di Padova, dopo aver beneficiato di una borsa del programma Erasmus all'Universitat Autònoma de Barcelona dove ho lavorato alla mia tesi di tipo sperimentale ("Anarcosindacalismo e catalanismo della Spagna repubblicana, 1931-1936). Mi appassiona la letteratura e, in generale, la lettura. Sto scrivendo un libro, generazionale, per sfatare gli stereotipi della “generazione Erasmus”. Amo la musica, sono incuriosito da tutto quello che succede al di fuori delle major, seguo le etichette indipendenti e, da ragazzo, suonavo la tastiera da autodidatta. Dulcis in fundo, sono tifosissimo dell'Hellas Verona, ho frequentato per molti anni la curva Sud, come dimostra la sciarpa che ho sempre tenuto in ufficio, appesa alla parete.

 

Com’è stato il percorso che L’ha portata all’elezione come eurodeputato a Bruxelles?


Sono arrivato a Bruxelles nel 2010, come assistente parlamentare dell’eurodeputato veneto Lorenzo Fontana (ex Ministro per la Famiglia nel primo Governo Conte). Devo ammettere che è stato facile inserirmi nel contesto professionale, in un ambiente particolarmente giovane, dinamico e internazionale. Nel 2016, sono diventato Political advisor, seguendo le Commissioni parlamentari ITRE e TRAN. Il primo incarico all'interno della Lega è arrivato nel 2018, quando sono stato nominato coordinatore di Lega nel Mondo, la struttura del gruppo che segue i nostri italiani all'estero.

Come successo a tanti altri ragazzi, sono arrivato a Bruxelles un po’ per caso, pochi mesi dopo le elezioni europee del 2009. Lavorare in ambito istituzionale, in una capitale europea e multiculturale, mi ha sempre incuriosito e stimolato anche se, francamente, mi sarei aspettato di intraprendere una carriera diversa, nel settore privato, piuttosto che nel cuore dell’Ue a Bruxelles; tuttavia, una volta ingranato, la vita nel quartiere Ue si è rivelata molto interessante e, soprattutto, mi ha consentito di sfruttare il mio percorso di studi e di trasferire il mio impegno politico, fino ad allora limitato alla militanza, alla sfera professionale e in un ruolo definito, che da un lato mi assorbe, dall’altro mi propone, ogni giorno, nuove sfide, alimentando le mie aspirazioni.

 

Qual è il Suo attuale ruolo e programma per l'attività in Europarlamento?


Attualmente, sono coordinatore in Commissione ITRE per il gruppo Identità e Democrazia e membro sostituto in Commissione TRAN. Ho iniziato il mio mandato lavorando a stretto contatto con il mondo dell'imprenditoria e con gli amministratori locali per offrire più opportunità concrete – e maggiore coinvolgimento diretto – nei rapporti tra territorio ed Europa. In particolar modo, mi sono concentrato sulla formazione, rivolta ad imprenditori, manager e a funzionari, sull'utilizzo dei fondi europei, a gestione diretta e indiretta; si tratta di una tematica che seguo da diversi anni e, nonostante le regioni del mio collegio elettorale presentino ottimi profili nell'utilizzo di questi strumenti, vorrei contribuire ad ‘alzare ulteriormente l'asticella’.

Per il resto, mi piace lavorare con i giovani. In dicembre, ho organizzato un seminario di formazione politica e culturale a Verona, che si svolgerà con regolarità anche nei prossimi anni. Anche durante le ultime settimane di lockdown, ho partecipato a iniziative analoghe in videoconferenza.

Per la fase di ripresa dalla crisi economica, seguita a quella sanitaria, sto ragionando su proposte di avvio di progetti mirati per il mondo della piccola e media impresa (Pmi), visto il mio ruolo di relatore nel Report che tra qualche settimana presenterò in Commissione ITRE.

 

Qualcosa che non sappiamo o qualche curiosità…?


A febbraio di quest’anno, sono stato l'unico esponente politico italiano presente al Conservative Political Action Conference a Washington, dove, in diversi incontri, ho presentato l'azione politica della Lega, con particolare attenzione alla modifica della governance dell'Unione europea e all'attuazione della flat tax.

 

Il rientro dei connazionali bloccati in Africa durante il covid-19

 


In tempi di coronavirus, di misure restrittive, chiusura delle frontiere e dei trasporti aerei, un fatto attuale da condividere con il lettori riguarda l’impegno profuso da Paolo Borchia nella facilitazione del rientro di alcuni connazionali bloccati all’estero durante la pandemia. Si è occupato della situazione in cui si sono trovati circa 15 cittadini italiani, interfacciandosi direttamente con la rete consolare e diplomatica italiana, in cooperazione con il Servizio europeo di azione esterna (SEAE), contribuendo alla risoluzione di richieste di rimpatrio inviate a “contesti complicati” di Paesi extra-europei, come il Burkina Faso, il Nepal, il Tagikistan e la Repubblica Dominicana.

 

Borchia ha fornito più dettagli sul caso del Burkina Faso. Ci dice che 10 connazionali (di cui 4 in trasferta di lavoro) erano fermi, da settimane, nel Paese africano. Un soggiorno che si è trasformato in un dramma, per via dell’impossibilità di rientrare a casa e per il fatto che anche il Burkina Faso stesse registrando numeri preoccupanti di contagi di coronavirus. I provvedimenti adottati dal Governo del Paese, come la chiusura dei mercati e il coprifuoco, hanno aumentato il rischio-Paese scaturito da potenziali rivolte della popolazione locale. La comitiva italiana, in parte coinvolta nel progetto di costruzione di un edificio sanitario in Burkina Faso, è riuscita a rientrare a Roma il 6 aprile scorso, come riportato dalle fonti diplomatiche dell’eurodeputato. “L’operazione è stata condotta in stretta sinergia con l’ambasciatore Andrea Romussi, che ringrazio per la quotidiana disponibilità” ha affermato Borchia e ha continuato – “è stato un negoziato complesso, che ha visto il coinvolgimento di diversi livelli, tra cui l’ambasciatrice italiana a Parigi, Teresa Castaldo e le missioni diplomatiche dell’Unione europea e Francia in Burkina Faso.”

 

37 mila volte grazie a chi mi ha votato e alla squadra che mi ha accompagnato durante le 5 settimane di campagna elettorale” – cosi ha risposto Paolo Borchia all’ultima domanda di questa intervista (con cui si è chiesto se volesse rilasciare un messaggio o aggiungere qualche battuta a chiusura del nostro incontro).

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