Coronavirus, tampone per chi arriva da Spagna, Croazia, Grecia e Malta

Coronavirus, previsti test per chi torna in Italia da quattro paesi a rischio. Si amplia l’elenco delle nazioni ai cui cittadini non è consentito entrare

13 agosto 2020 08:53
Coronavirus, tampone per chi arriva da Spagna, Croazia, Grecia e Malta

Coronavirus, test per chi arriva da Spagna, Croazia, Grecia e Malta

 

*** Coronavirus test per chi rientra in Italia da 4 paesi a rischio ultime notizie 13 agosto 2020: le indiscrezioni su un nuovo provvedimento si rincorrevano da qualche giorno e alla fine è arrivata la conferma. Nella serata del 12 agosto il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un'ordinanza che prevede test molecolare o antigenico per tutte le persone che nei quattrodici giorni antecedenti abbiano soggiornato o transitato in Spagna, Croazia, Malta e Grecia.

 

Vengono applicate due misure di prevenzione:

  • obbligo di presentazione al vettore all'atto dell'imbarco o a chiunque effettui i controlli dell'attestazione di essersi sottoposte, nelle 72 ore antecedenti l'arrivo sul territorio nazionale, a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;

  •  obbligo di sottoporsi a un test molecolare o antigenico, per mezzo di tampone, al momento dell'arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, dove possibile, oppure entro 48 ore dall'ingresso in Italia presso l'azienda sanitaria locale di riferimento; in attesa del test le persone sono sottoposte all'isolamento fiduciario presso la propria abitazione.

Una misura resa necessaria dall'aumento di casi di contagio da coronavirus di turisti italiani di ritorno dall'estero.

 

«Dobbiamo continuare sulla linea della prudenza per difendere i risultati raggiunti negli ultimi mesi con il sacrificio di tutti» ha scritto il ministro in un post pubblicato su Facebook.

 

Intanto la Colombia si aggiunge alla lista di paesi per cui è previsto il divieto di ingresso e transito.

 

Coronavirus, proroga quarantena Romania e Bulgaria

***Coronavirus quarantena obbligatoria ultime notizie 31 luglio 2020: il ministro della Salute Speranza ha deciso di prolungare le misure restrittive per chi arriva da Romania e Bulgaria. Inoltre è stata eliminata l'Algeria tra i paesi inclusi nella "white list". 

 

«Ho firmato l’ordinanza che conferma la misura della quarantena di 14 giorni per chi è stato in Romania e Bulgaria, come già previsto per tutti i Paesi extra Ue ed extra Schengen» scrive lo stesso Speranza in un post pubblicato su Facebook.
«Nella stessa ordinanza si elimina l’Algeria dalla lista dei Paesi extra Ue che, seppur con disposizione di quarantena, hanno la possibilità di accesso in Italia senza comprovati motivi di urgenza.»

 

Coronavirus, aggiornata la lista dei paesi a rischio

***Coronavirus quarantena obbligatoria ultime notizie 24 luglio 2020: «Ho appena firmato una nuova ordinanza che dispone la quarantena per i cittadini che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria.» Lo ha reso noto il ministro della Salute Roberto Speranza in un post pubblicato su Facebook.

 

«Questa misura è già vigente per tutti i paesi extra-Eu ed extra Schengen. Il virus non è sconfitto e continua a circolare. Per questo occorre ancora prudenza e attenzione.» 

 

 

***Coronavirus ingresso vietato in Italia ultime notizie 16 luglio 2020: il ministro della Salute Roberto Speranza, in un post su Facebook, ha annunciato di aver aggiornato la lista dei paesi che prevedono il blocco dei voli aerei, dei treni e di altri mezzi di trasporto. «Ho firmato una nuova ordinanza che aggiunge Serbia, Montenegro e Kosovo alla lista dei Paesi a rischio. Chi è stato negli ultimi 14 giorni in questi territori ha il divieto di ingresso e transito in Italia. Nel mondo l’epidemia è nella fase più dura. Serve la massima prudenza per difendere i progressi che abbiamo fatto finora.»

 

Si allunga così la lista delle nazioni considerate a rischio a causa del Covid-19, che sale a quota 16.

 

Attualmente la libera circolazione nel nostro paese è permessa solo ai paesi dell'area Schengen Ue più Svizzera, Norvegia e Islanda; per i paesi Extra-schengen, da cui si può entrare solo per ragioni di salute e lavoro, è richiesta la quarantena fiduciaria. Fanno eccezione solo 12 paesi: Marocco, Algeria, Tunisia, Georgia, Canada, Uruguay, Thailandia, Corea del Sud, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e Ruanda. La Cina viene  inclusa in questo elenco se rispetta il criterio di reciprocità.

 

Coronavirus, ingresso vietato in Italia: l'elenco dei paesi "a rischio"

«Nel mondo la pandemia è nella sua fase più acuta. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi.»

Con queste parole Il ministro della Salute Roberto Speranza ha comunicato di aver firmato un'ordinanza per disporre il divieto di ingresso e transito in Italia alle persone provenienti da determinati paesi nel mondo.

 

Al momento i contagi da Covid-19 hanno toccato quota 13 milioni a livello globale, con oltre 584 mila decessi: una decisione che è stata presa dal governo italiano seguendo «la linea della massima prudenza», secondo quanto dichiarato dallo stesso ministro.

 

Coronavirus, ingresso vietato in Italia: la lista dei paesi 

L’elenco delle nazioni considerate “a rischio” è stato diffuso dal Ministero della Salute: al momento sono 13 quelle interessate dalle restrizioni fino al 31 luglio.

 

Quindi frontiere chiuse per le persone che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o sono transitate nei seguenti Paesi:

  • Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana.

Tutti i voli diretti e indiretti da e per questi paesi sono sospesi “per garantire un adeguato livello di protezione”.

 

Gli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa hanno intensificato i controlli, mentre è stata annunciata la riapertura, dal 13 luglio, dello scalo di Linate. 

 

 

Coronavirus, frontiere chiuse in Italia: il caso Bangladesh

Il ministro della Salute aveva già ordinato, già da martedì 7 luglio, la sospensione dei voli provenienti dal Bangladesh per una settimana.

 

Questa decisione, presa in accordo con il Ministro degli Esteri Luigi di Maio, si è resa necessaria a causa degli episodi di contagio nella comunità bengalese a Roma e dell'elevato numero di casi positivi al Covid-19 riscontrati sul volo arrivato il 6 luglio a Roma da Dacca.


Infatti su 274 passeggeri, 36 tamponi sono risultati positivi, mentre 160 sono i test ancora in attesa di esito.


Nel volo arrivato l’8 luglio a Fiumicino e Milano Malpensa sono stati respinti almeno 152 passeggeri provenienti da questo paese per “motivi sanitari”.

 

Nella stessa giornata, il ministro Speranza ha deciso di inviare una lettera  a Stella Kyriakides, Commissario Ue alla Salute e alla Sicurezza alimentare e a Jens Spahn, ministro della Salute tedesco, per chiedere di «delineare insieme nuove rigorose misure cautelative per gli arrivi da aree extra Schengen ed extra Ue. In tale contesto chiederei a Commissione e Presidenza di promuovere un maggiore coordinamento tra gli Stati Membri e garantire, così, una maggiore efficacia alla realizzazione dell’obiettivo di contenere la diffusione di contagi causati da focolai di origine esterna.»

 

Coronavirus, l’Ue riapre le frontiere. Ma non a tutti

L'Ue ha deciso di riaprire le frontiere extra-Schengen a partire dal 1 luglio, ma non a tutti i paesi del mondo.

 

Fuori dalle frontiere europee sono rimasti, tra gli altri, USA e Brasile, i due paesi più colpiti dal covid-19; ma anche Turchia, Israele e Russia.

 

15 nazioni hanno ricevuto invece il via libera. Ossia Albania, Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Tailandia, Tunisia e Uruguay. La scelta è stata effettuata, dopo un lungo confronto, in base a criteri epidemiologici.


Ammessi i cittadini cinesi, ma in base a un principio di reciprocità. Ammesso anche il Regno Unito, per cui non è cambiato nulla, non essendo mai stato incluso nelle restrizioni.


La lista è però soggetta a modifiche e verrà rivista con cadenza bisettimanale.

 

Ogni paese membro può decidere in autonomia come comportarsi con i paesi extra-Schengen che sono stati autorizzati: l'Italia ha optato per l'obbligo di quarantena per due settimane.

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