Aci su riforma Codice della Strada

Riforma CdS, Sticchi Damiani: «Si muove nella direzione sbagliata»

Il Presidente dell'ACI, Sticchi Damiani, commenta la proposta di riforma del Codice della Strada, inserita nel Dl Semplificazioni che attende il via libera

9 settembre 2020 17:38
Riforma CdS, Sticchi Damiani: «Si muove nella direzione sbagliata»

Il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, è intervenuto per commentare la riforma del Codice della Strada, in attesa dell'approvazione definitiva da parte della Camera.


La proposta, inserita nel Decreto Semplificazioni, prevede tutta una serie di novità per quanto riguarda multe, autovelox e ciclisti.


«ACI è sempre soddisfatta quando il Legislatore si occupa di sicurezza stradale - la nostra battaglia quotidiana – soprattutto, se interviene per semplificare il Codice della Strada, trasformandolo in un Codice dei Comportamenti, che indichi come ci si deve comportare quando ci si muove su una strada. In questa occasione, però, purtroppo così non è. Anzi: ci si muove nella direzione opposta» sottolinea Sticchi Damiani.


Secondo il Presidente ACI, infatti, è un errore scrivere che la durata del giallo del semaforo debba essere di 3 secondi «perché può creare malintesi e far tarare tutti i gialli semaforici sui 3 secondi, come se fossero tutti uguali. L’individuazione della giusta durata del giallo semaforico deriva, invece, da un calcolo complesso e unico per ogni incrocio.»


Ma non solo: anche la proposta di installare autovelox sulle strade locali suscita delle perplessità. «Non ci sembra corretta anche la possibilità di installare autovelox perfino sulle strade locali dove vige il limite orario di 30 Km/h. L’autovelox» evidenzia Sticchi Damiani «è un utile strumento per controllare e limitare la velocità degli utenti nei punti più critici o pericolosi, nei quali è opportuno avere la certezza che la velocità venga ridotta, in modo da consentire di guidare in sicurezza. È, viceversa, diseducativo - quando non addirittura pericoloso - l’autovelox diffuso, magari installato per far cassa e nemmeno correttamente segnalato, secondo quanto previsto dalla normativa.»

Ci sono poi tutta una serie di provvedimenti indirizzati ai ciclisti che, secondo l'ACI, meritano un’attenzione particolare. «Restiamo fermamente contrari alle bici contromano ed alla possibilità che possano transitare sulle corsie riservate al trasporto pubblico» afferma il Presidente ACI. «I dati di incidentalità ci dicono che si tratta di pratiche estremamente pericolose, anche in considerazione dell’esposizione al rischio del ciclista rispetto ai veicoli a quattro ruote: più di 50 volte superiore!»

Un "no" deciso arriva anche per quanto riguarda una "deregulation" della mobilità ciclabile. «Inoltre - a leggere la proposta - sembrerebbe che, in città, basti imporre il limite di 30 km/h e la bicicletta possa fare tutto: avere la precedenza su tutti, procedere in senso di marcia opposto a quello dei veicoli, andare appaiati e magari sorpassare» sottolinea Sticchi Damiani. «Questa sorta di “deregulation” della mobilità ciclabile ha, secondo noi, un forte effetto diseducativo: alle biciclette tutto è permesso e, per conseguenza, anche ai monopattini elettrici, che sono equiparati ai velocipedi, mentre è evidente che, nella mobilità metropolitana, l’anarchia non va assolutamente d’accordo con la sicurezza stradale.»

Un’ulteriore considerazione dell'ACI è riservata alla proposta di concedere la facoltà di prevenzione e accertamento ai dipendenti delle aziende municipalizzate o delle imprese addette alla raccolta dei rifiuti urbani e alla pulizia delle strade. «Infine, sembrerebbe che da domani anche gli operatori ecologici possano emettere multe o far rimuovere i veicoli. Ci auguriamo che le cose non stiano così e che la proposta riguardi solo l’ampliamento delle funzioni degli ausiliari del traffico che – ricordiamo - devono limitarsi a segnalare l’infrazione al Corpo di Polizia Municipale» afferma il Presidente. «Né vogliamo prendere in considerazione la possibilità che queste nuove figure si sostituiscano al Corpo di Polizia Municipale».

 

Secondo Sticchi Damiani «è positiva l’attenzione alla sicurezza in ambito urbano, dove ancora sono troppi numerosi gli incidenti e i morti», ma ci sono diverse criticità: «Siamo preoccupati che l’applicazione alla realtà di tali norme, inserite nel CdS, risulti difforme e differenziata da Comune a Comune, creando confusione e comportamenti insicuri agli utenti della strada.»

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