Il semaforo Covid

Nuove zone rosse, arancioni e gialle: cosa si può fare e cosa no?

Zone rosse, arancioni e gialle ecco l'elenco delle Regioni più a rischio e prossime al lockdown come previsto dalla nuova ordinanza ministero della Salute

10 novembre 2020 10:31
Nuove zone rosse, arancioni e gialle: cosa si può fare e cosa no?

In vigore le nuove misure inserite nel testo definitivo del nuovo DPCM 3 novembre 2020, volto ad inserire nuove disposizioni anti-contagio più restrittive sul territorio nazionale. Il provvedimento, firmato dal Premier Conte, è stato oggetto di un lungo confronto con le Regioni. Al momento il Governo  è anche al lavoro sul nuovo Dl Ristori bis per intervenire a sostegno delle categorie colpite dalle nuove misure.

 

L’impianto del DPCM prevede un coprifuoco alle 22 sul territorio nazionale, e il regime differenziato che divide il territorio in fasce di rischio contagio a seconda di diversi parametri. La validità delle misure si applica dal 6 novembre 2020 e fino al 3 dicembre prossimo, in sostituzione dei precedenti DPCM.

 

Arrivata anche l'ordinanza del Ministero della Salute con cui sono state individuate le 3 fasce di Regioni - rossa, arancione e gialla - a seconda del rischio sanitario e della capacità di risposta del sistema.

 

Zone rosse arancioni gialle, lista delle Regioni:

Visto il peggioramento della curva dei contagi, altre 5 Regioni passeranno dall'11 novembre 2020, dalla zona gialla ad arancione. "Tutte le Regioni sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane".

 

Il ministro della Salute Roberto Speranza in conseguenza a ciò, ha firmato nella notte (dopo la conclusione del Comitato tecnico scientifico) l'ordinanza che - sulla base dei dati elaborati dalla Cabina di regia - prevede il passaggio in zona arancione di 5 Regioni: 

  • Abruzzo, 

  • Basilicata, 

  • Liguria, 

  • Toscana 

  • e Umbria,

a partire da domani mercoledì 11 novembre.

 

L’Alto Adige ha giocato d’anticipo e dal giallo si è autoinserita nella zona rossa.

 

Oggi si deciderà la situazione della Campania: E' in atto un'ulteriore verifica dei dati epidemiologici che riguarderà tutte le altre Regioni italiane per stabilire eventuali nuove zone arancioni. La giornata di oggi sarà dedicata interamente alla situazione della Regione Campania.

 

Zone rosse, arancioni e gialle: cosa sono?

Il nuovo Dpcm 3 novembre 2020 divide infatti l’Italia in tre fasce, contraddistinte da tre colori:

  • Zone gialle: a livello nazionale;

  • Zone arancioni: con restrizioni che scattano per le Regioni con «scenario di elevata gravità e livello di rischio alto».

  • Zone rosse: per quei territori dove è presente il cd. scenario 4 di «massima gravità» e dove scatta il lockdown sulla base del documento scientifico di «Prevenzione e risposta a Covid-19» concordato con le Regioni: vietato spostarsi anche all’interno del proprio Comune, se non per motivi di lavoro, salute, urgenza o per accompagnare i figli a scuola.

 

Regioni Zone rosse: cosa si può fare e cosa no?

In base a quanto previsto dal nuovo Dpcm 3 novembre, le Regioni «caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto» saranno coinvolte oltre che dalle misure a carattere nazionale anche anche altre restrinzioni. In questo caso l’ordinanza del ministero della Salute, ha validità 15 giorni.

 

Ecco quindi cosa si può fare o no se si è in una Regione zona rossa:

  • Divieto di ingresso e spostamento: «È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, nonchè all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati». Si potrà quindi entrare o uscire e muoversi solo all'interno della zona solo per «comprovate esigenze», e dunque per motivi di lavoro, di salute e di urgenza sempre giustificati con il modulo dell’autocertificazione. È però sempre «consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza».

  • Chiusura di negozi e locali: fatta eccezione di alimentari, edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie. Chiusi anche bar e ristoranti tranne le consegne a domicilio, fino alle 22,00 la ristorazione con asporto. 

  • Scuola in DAD al 100% ad eccezione «dei servizi educativi per l’infanzia e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza». Rimane «la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori».

  • Sport e attività motoria: sospese le attività sportive anche nei centri all’aperto. È «consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione nel rispetto della distanza di almeno un metro e attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale».

  • Parrucchieri e barbieri aperti anche nelle zone rosse.

 

Zone arancioni: cosa si può fare e cosa no

Nelle regioni arancioni «caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto» oltre alle misure di carattere nazionale si applicano anche alcune restrizioni aggiuntive. 

  • Divieti per 15 giorni: Il ministro della Salute  Speranza «con frequenza almeno settimanale verifica il permanere della situazione e provvede con ordinanza per un periodo minimo di 15 giorni» d’intesa con il presidente della Regione.

  • Divieto di ingresso: «È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori salvo che per gli spostamenti motivati». Si potrà entrare e uscire solo per «comprovate esigenze», e dunque per motivi di lavoro, di salute e di urgenza sempre giustificati con il modulo dell’autocertificazione. Sono però «consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza». È sempre «consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza».

  • Spostamenti tra Comuni: «È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione», a meno che non ci siano le «comprovate esigenze» e anche in questo caso è necessaria l’autocertificazione per dimostrare i motivi. 

  • Chiusi «bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio» e «fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze».

 

Zone gialle: cosa si può fare? Le misure:

Ecco le nuove misure che scattano in tutta Italia.

  • Obbligo della mascherina all’aperto e al chiuso.

  • Coprifuoco alle 22: si può uscire dalle 5 di mattina fino alle 22. Superato quest’orario ci si può muovere solo per «comprovate esigenze», dunque per motivi di lavoro, salute o urgenza, che dovranno essere giustificati con l’autocertificazione.

  • Trasporti pubblici: è fortemente raccomandato non spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati. Autobus, metropolitane e treni regionali possono viaggiare con una capienza al 50%.

  • Scuole superiori didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, salvo attività di laboratori in presenza. 

  • Scuola in presenza per scuole elementari e medie ma con uso obbligatorio delle mascherine.

  • Bar e ristoranti aperti solo a pranzo e fino alle 18;

  • Musei, mostre, cinema e teatri chiusi.

  • Sospesi i concorsi, fatta eccezione di quelli per personale sanitario. Sospensione anche gli esami per l’abilitazione professionale.

  • Centri commerciali: chiusi il fine settimana e in tutti i giorni festivi, ad eccezione delle farmacie, alimentari, tabaccai ed edicole.

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