BCE, acquisto eurobond: la risposta alla Corte costituzionale tedesca

Reazione dell'Eurotower a sentenza della Corte costituzionale tedesca su Quantitative Easing, programma di acquisto bond. Sospiro di sollievo per Bruxelles.

6 maggio 2020 12:57
BCE, acquisto eurobond: la risposta alla Corte costituzionale tedesca

Bruxelles non dovrà aspettare 3 mesi (termine ultimo dato da Karlsruhe) per conoscere la risposta della Banca Centrale Europea (BCE) in merito alla sentenza della Corte Costituzionale federale tedesca che, martedì 5 maggio, ha messo in discussione il Programma di acquisto titoli pubblici (i bond), varato dalla BCE a partire dal 2015 (conosciuto anche con l’acronimo PSPP).

 

La sentenza ha giudicato gli acquisti in seno al PSPP “non conformi” al mandato della Banca.

 

Con la reazione giunta ieri sera dall’Eurotower di Francoforte, il Consiglio direttivo della Banca prende atto della sentenza, ma dichiara che rimarrà pienamente fedele al suo mandato riguardo al percorso intrapreso con il PSPP.

 

In una nota stampa, si legge che la Banca farà tutto il necessario per garantire che l'inflazione salga a livelli coerenti con il suo obiettivo a medio termine. E che le azioni di politica monetaria, intraprese per assicurare la stabilità dei prezzi, siano applicate a tutti i settori economici e in tutte le giurisdizioni dell'area dell'Euro.

 

Cosi, la BCE difende il primato del Diritto dell’Unione europea e conferma la posizione della Commissione europea sul rispetto della gerarchia giuridica e dell’indipendenza della BCE nelle decisioni di politica monetaria. È stato proprio nel 2018 , infatti, che la Corte di Giustizia dell'Unione europea ha stabilito che la Banca Centrale agisce nel rispetto del suo mandato di stabilità dei prezzi.

 

 

Cosa emerge, per l’Europa, con la sentenza di Karlsruhe?

Che cosa chiedono i suoi fautori?

La Corte Costituzionale tedesca ha lamentato che il Governo di Berlino e il Bundestag non abbiano esaminato la decisione della BCE di proseguire con il PSPP per far fronte alla crisi. Karlsruhe ha chiesto ieri di far luce su questo punto entro 3 mesi, esortando la Cancelliera tedesca, Angela Markel, e il Parlmento della Germania, a rivedere o chiarire il meccanismo, effettuando una “valutazione della proporzionalità” dei recenti acquisti di debito pubblico, al fine di verificare che gli "effetti di politica economica e fiscale" non fossero superiori agli obiettivi.

 

Nelle ultime settimane, la BCE ha espanso considerevolmente il Programma di allentamento quantitativo (il Quantitative Easing) per procedere all’acquisto di obbligazioni e allo scopo di mitigare le conseguenze economiche del coronavirus. Ne risulta che, dal 2015, l’Eurotower abbia acquistato oltre 2.2 mila miliardi di euro di ‘debito pubblico’, manovra necessaria a regolare gli andamenti dell'inflazione. Ricordiamo che il Programma del Quantitative Easing era stato avviato dalla BCE nel 2015 dall’allora Presidente Mario Draghi.

 

La sentenza del 5 maggio, quindi, ha sollevato preoccupazioni da parte dell’Esecutivo Ue, aprendo nuovi scenari di incertezza che mettono a rischio il futuro dell’Unione.

I giudici della Corte tedesca hanno concluso che l’acquisto di bond potrebbe essere sproporzionato e improprio.

 

Una severa decisione che accoglie parzialmente il ricorso presentato da un gruppo di accademici, politici di stampo conservatore e nazionalisti tedeschi che accusavano la BCE di contribuire a finanziare il debito pubblico di altri Stati.

 

In sostanza, si avverte la BCE di essere andata oltre il suo mandato, facendo politiche economiche, e non meramente monetarie. Una ‘sentenza’ pesante, quella tedesca, che comprometterebbe la validità del PSPP e della serie di interventi della BCE che, fino ad oggi, hanno permesso di contenere il livello dello spread tra titoli tedeschi e titoli italiani, scongiurando preoccupazioni e impatti negativi sull’Euro-sistema.

 

Se non adeguatamente “placata”, la polemica su una mancata valutazione della proporzionalità tra ‘costi e benefici’ punterebbe infatti a bloccare i nuovi acquisti di obbligazioni attraverso il programma di incentivazione della BCE, con conseguente indebolimento del ‘potenziale’ di politica monetaria del blocco di sollevarsi dalla crisi del coronavirus

 

Se non fosse giunta una risposta convincente e tempestiva della BCE, la Corte tedesca avrebbe potuto imporre alla Bundesbank (Banca Federale tedesca) di interrompere immediatamente la sua partecipazione al programma PSSP.

 

Anche il tweet di Jens Weidmann, Presidente della Bundesbank, ha commentato che questa sentenza "evidenzia importanti caratteristiche" nell'acquisto di obbligazioni sovrane della Banca centrale, confermando quanto sia fondamentale che la BCE garantisca un “margine di sicurezza sufficiente al finanziamento monetario dei governi”.

 

In veste di membro del Consiglio direttivo della BCE, il tedesco Weidmann aveva già analizzato - e in modo critico – le proposte relative al “Quantitative Easing” dell’Eurotower, indicando l'importanza di ragionare a fondo sulla capacità di “questi margini”. Ha aggiunto, tuttavia, che "sosterrà gli sforzi" della Banca centrale chiamata a dar conto sulla "proporzionalità del programma".

 

 

In Germania, il programma di acquisto di obbligazioni è oggetto di lunghe discussioni e scontri nell’arena politica. Alcuni orientamenti, infatti, ritengono che l’azione della BCE a supporto dei Governi non agisca nel rispetto dei Trattati dell’Ue e vada oltre il suo mandato, esponendo i contribuenti tedeschi a potenziali perdite.

 

Possiamo concludere che la sentenza di Karlsruhe rappresenta un buon ‘stress test’ al progetto - in itere- di rafforzamento della moneta unica .

 

Con l’OK della Corte di Giustizia europea al PSPP, la Ue porterà la liquidità necessaria a far ripartire i mercati nell’attuale congiuntura economico-finanziaria causata dal covid-19 che, grazie al Recovery Fund, metterà in moto le misure anti-crisi, nel segno della solidarietà europea, in riposta comune alla crisi.

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