Bielorussia: Ue non riconosce risultati elezioni, preannuncia sanzioni

Dubbi su vittoria di Lukashenko. Per Ue, voti elezioni falsificati, violenza sproporzionata, presto le sanzioni. Merkel non riesce ad avviare mediazione

20 agosto 2020 13:21
Bielorussia: Ue non riconosce risultati elezioni, preannuncia sanzioni

Cosa succede in Bielorussia, ultimi aggiornamenti:

 

Per l'Unione europea, le elezioni presidenziali del 9 agosto in Bielorussia - che hanno visto la vittoria di Alexander Lukashenko - sono state falsificate. "Non sono state né libere né eque, quindi non riconosciamo i risultati", ha dichiarato Charles Michel, Presidente del Consiglio europeo convocato in video-conferenza il 19 agosto per valutare la situazione e i disordini di Minsk. "Il popolo bielorusso ha il diritto di determinare il proprio futuro. (...) I membri del Consiglio europeo condannano la violenza sproporzionata e inaccettabile mostrata dalle autorità statali contro manifestanti pacifici" ha continuato Michel nell'incontro con la stampa e presentando le conclusioni della giornata.
Si è invitato a evitare l'uso della violenza. La società civile e gli attori dell'opposizione impegnati nelle discussioni sulla transizione politica devono essere protetti da arresti arbitrari. Si è chiesto di rilasciare tutti i detenuti immediatamente e incondizionatamente. L'Unione europea si aspetta un'indagine completa e trasparente su tutti i presunti abusi.

Bruxelles imporrà a breve sanzioni contro un numero considerevole di persone responsabili di violenza, repressione e falsificazione dei risultati elettorali.

I progressi compiuti negli ultimi anni nelle relazioni tra l'Ue e Minsk sono a rischio. Si chiede alle autorità bielorusse di trovare una via d'uscita dalla crisi cercando anche un "dialogo nazionale inclusivo". Solo un processo pacifico e democratico, sostenuto da media indipendenti e liberi e da una società civile forte porterà a soluzioni sostenibili.


Un tentativo di mediazione è giunto anche dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha informato sulla chiamata - a cui non ha avuto risposta - fatta a Lukashenko. "Per mediare serve la disponibilità delle due parti", ha affermato la Merkel, "e Lukashenko ha rifiutato il colloquio", ha aggiunto. "La Bielorussia deve trovare da sola la sua strada", evitando gli interventi esterni, ha concluso la Merkel, durante la conferenza stampa post-Consiglio.

 

Bielorussia, caos dopo vittoria Lukashenko, Tikhanovskaya in Lituania

Perché la candidata sconfitta, la rivale del neo-eletto Presidente Alexander Lukashenko, ha già abbandonato il Paese? Il disordine delle proteste, la repressione violenta dei manifestanti e una vittima nelle strade di Minsk.

 

Cosa sta succedendo in Bielorussia all’indomani delle elezioni presidenziali che hanno segnato la vittoria di un Presidente che, a detta di alcuni, potrebbe essere un dittatore? La Bielorussia sta sprofondando nel caos, in cui un manifestante ha perso la vita.

Oltre 3.000 persone sono state bloccate dalla polizia durante l’ondata scatenata dall’opposizione bielorussa che non accetta la conferma, alle presidenziali, che il capo dello Stato, Lukashenka, ha nuovamente ottenuto. 2000  gli arresti tra i manifestanti fermati e interrogati dalle forze dell’Ordine. Elementi che fanno pensare a un grave deficit di democrazia, in un Paese che non è stato risparmiato dalla crisi economica e dall’emergenza sanitaria.

 

È ora al sicuro Svetlana Tikhanovskaya, avversaria numero 1 durante la campagna elettorale che l’aveva vista ben posizionata per la corsa alle urne di quest’estate. Ha raggiunto la Lituania, a poche ore dall’annuncio ufficiale dei risultati elettorali. In un video diffuso su YouTube, la politica bielorussa, rappresentante dell’opposizione a Minsk, parla della sua decisione, sulla quale neppure il marito Sergej sia riuscito a influire. Altre fonti hanno fatto intuire le ragioni della partenza immediata.

 

Aveva chiesto un ri-conteggio dei voti a quelle elezioni in cui la Tikhanovskaya avrebbe potuto portare a una svolta, un salto verso il cambiamento, avendo denunciato le profonde piaghe della classe dirigente bielorussa e presentando un programma in una nuova direzione. La speranza era talmente alta che i seggi hanno assistito a un’affluenza che ha superato il 100% dei votanti.

 

Lukashenko ce l’ha fatta ad avere la meglio sui sondaggi di primavera che attribuivano alla rivale il 24% delle preferenze (percentuale che generalmente scende nei risultati ufficiali dello spoglio). Il Presidente, in carica da 16 anni, ha però ottenuto una vittoria esuberante aggiudicandosi l’80% dei voti che confermano la sua lunga leadership, oggi al sesto mandato, alla guida della Repubblica di Bielorussia.

 

Ma una volta rieletto, si è trovato a dover reprimere con la violenza le proteste dei manifestanti dell’opposizione, scesi in piazza a Minsk per contestarne il potere conferitogli dal risultato elettorale. L’avversaria ha chiesto alle autorità preposte di procedere al ri-conteggio per assicurarsi la piena correttezza e trasparenza su risultati di dubbia affidabilità. Nel frattempo, la mobilitazione generale per le strade, la situazione è precipitata e in mezzo alla folla e cortei in fuga, forse a causa di un ordigno esploso nelle mani di un manifestante, oltre a numerosi feriti, le agenzie hanno ripotato che vi è anche un morto.

 

Non è tardato ad arrivare il blessing di Vladimir Putin che, da Mosca, si è congratulato con il neo-Presidente per il successo ottenuto. A trasmettere il proprio saluto politico anche il Presidente del Kazakistan.

 

Elezioni Bielorussia, Consiglio ‘Esteri’ straordinario: possibili sanzioni

E l’Unione europea? Cosa ne pensa?

 

Il sentimento generale e i post sui Social suggeriscono che Bruxelles non sia convinta sulla regolarità delle elezioni in Bielorussia.

Per l’Ue, la situazione ai vertici politici - e quanto accade nella capitale bielorussa - apre importanti criticità da risolvere in termini di democrazia e libertà fondamentali.

Per Josep Borell, Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, queste elezioni “non sono state né libere né eque”.

 

Il dossier “elezioni in Bielorussa” sarà oggetto di valutazione e dibattito alla riunione ministeriale (Consiglio Esteri) convocato da Borrell per il pomeriggio del 14 agosto. Tra le questioni urgenti, i riflettori puntano – oltre che ai disordini post-presidenziali a Minsk e le potenziali procedure per considerare di applicare sanzioni da parte dell’Ue – anche  sugli sviluppi della situazione in Libano.

 

Cosa non torna in tutta questa vicenda?

Si moltiplicano gli appelli dei leader europei affinché i funzionari bielorussi si astengano dalla violenza e rispettino i diritti civili. In una dichiarazione congiunta, il neo-presidente Presidente polacco Andrzej Duda e il presidente lituano Gitanas Nauseda hanno chiesto alle autorità di Minsk di aderire agli standard di democrazia, tra cui emerge il problema della libertà di stampa e d’espressione. Preoccupa, inoltre, sia i cittadini bielorussi che le organizzazioni internazionali, l’alto livello di corruzione che aggrava l’immagine del Paese. Per i tedeschi, infatti, si potrebbero nutrire dubbi sullo svolgimento delle elezioni, sull’effettiva correttezza e trasparenza nella gestione dello spoglio elettorale.

Anche Charles Michel e la Presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, hanno twittato per chiedere alle autorità bielorusse di assicurarsi che i voti siano contati e pubblicati in modo accurato. Ed è stato proprio il Governo di Varsavia a lanciare un forte segnale all’Ue per ottenere la convocazione del vertice straordinario.

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