Brexit conseguenze 2020: cosa cambia per l'Italia italiani e turisti?

«Brexit conseguenze economiche per l'Italia e per gli italiani, cosa succede ora che la Gran Bretagna ha ottenuto la proroga dall'Ue, quali scenari e impatto»

Brexit conseguenze 2020: Italia, italiani, turisti e inglesi, cosa succede ora e cosa cambia?

 

Sono passati più di 3 anni e mezzo da quando il popolo della Gran Bretagna ha votato per l’addio all’Unione Europea, con la vittoria schiacciante dei "leave" rispetto ai "remain" ma durante tutto questo tempo cosa è successo e cosa succederà?

 

Ora dalla mezzanotte del 31 gennaio 2020, è scattata l'ora X per la Brexit, ma quali saranno le conseguenze della Brexit 2020 sull'Italia e sugli italiani?

Vediamo insieme l’impatto Brexit sul lavoro, sulla finanza e sugli affari, il commercio e per gli italiani che vivono in Inghilterra, a Londra e in Gran Bretagna.

 

Quali effetti avrà sul turismo, sull’assistenza sanitaria le pensioni e sui britannici?

 

Brexit conseguenze 2020: cosa succederà a Italia, italiani, turisti e inglesi?

Brexit uscita al 31 gennaio confermata: il 31 gennaio come previsto dall'accordo, la Gran Bretagna è uscita ufficialmente dall'Europa e lo fa sulla base delle intese già concordate dall'accordo Brexit sosttoscritto da Boris Johnson con l'UE e che garantisce:

  • diritti acquisiti per i cittadini europei: per chi già vive e lavora non cambia nulla, si dovrà solo registrare al ministero dell’Interno sulla base del «settlement scheme». 

  • pagamento UK all'UE di 40 miliardi di euro per gli impegni già assunti in precedenza. 

  • Irlanda del Nord: sarà soggetta al sistema doganale europeo e al mercato unico mentre la GB ne resterà fuori.

  • Immigrazione lavoratori non qualificati: baristi, camerieri, parrucchieri per poter recarsi in GB e lavorare, dovranno avere già un contratto di lavoro prima di partire e potranno fermarsi solo per breve tempo (forse 1 anno al massimo), senza poter maturare il diritto alla residenza.

  • Immigrazione lavoratori qualificati: come medici o docenti potranno ottenere visti di lavoro più lunghi, forse di 5 anni e acquisire la residenza permanente.

  • Turisti che vanno in Gran Bretagnadal 2021 per recarsi in vacanza in GB dovranno munirsi di passaporto e visto elettronico.

  • Cittadini brittanici che vivono in Europa: la libera circolazione continua per tutto il 2020, ma dal 2021 scattano le nuove norme. I cittadini britannici che vivono in Europa (e sono circa 1 milione, di cui circa 50 mila in Italia) vedranno ridotti i loro diritti. Potranno infatti restare nel Paese in cui risiedono, ma non potranno più spostarsi liberamente negli altri Paesi europei.

 

Brexit conseguenze per gli italiani che vivono in GB:

Quali sono le conseguenze della Brexit per gli italiani che vivono a Londra e in generale in Gran Bretagna?

A più di 3 anni e mezzo dal famoso referendum Brexit, il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea il 31 gennaio 2020.

 

L'accordo Brexit fino a qualche mese fa sembrava impossibile, il Parlamento britannico aveva rigettato per ben 3 volte la bozza di accordo siglata dall'ex primo ministro Theresa May che si è poi dovuta dimettere, stessa sorte anche per il Primo ministro Boris Johnson.

Boris Johnson, forte della vittoria schiacciante alle elezioni e dell'accordo sottoscritto, ha così avuto i numeri per ottenere una Brexit al 31 gennaio 2020.

 

Il divorzio ufficiale ci sarà però il 31 dicembre 2020.

 

In questo periodo di transizione per tutti gli italiani registrati come residenti già oggi e fino al 30 giugno 2021, avranno riconosciuti tutti i diritti oggi a loro riservati.

Poi dal 2021 scatterà lo stop alla libertà di movimento e l'introduzione di un nuovo regime d'immigrazione per la Gran Bretagna che implicherà il passaporto anche per gli europei ormai Paesi terzi, norme più stringenti per chi studia, intende trasferirsi per lavorare e per i visti per i turisti.

 

Gli italiani che vivono in Gran Bretagna devono:

  • registrarsi al Settlement Scheme. Chi risiede nel paese da più di 5 anni può ottenere la residenza permanente, mentre chi risiede da meno anni gli viene riconosciuto un permesso temporaneo e solo dopo trascorsi i 5 anni, può chiedere la residenza permanente. Tale diritto è riconosciuto anche a tutti gli europei che arrivano in Gran Bretagna entro la fine di quest’anno e ci sarà tempo per registrarsi fino a giugno del 2021.

  • iscriversi all'AIRE, dal momento che tutti gli italiani e non, sia che vivano nel Regno Unito da decenni o che siano appena arrivati, saranno soggetti ai controlli sull’immigrazione, devono effettuare l'iscrizione al fine di poter dimostrare di essere residenti nello Stato.

Le verifiche sull'immigrazione saranno attivate nei confronti di tutti coloro che non sono cittadini Britannici e si trovano sul suolo UK, sia registrati all’AIRE oppure no.

 

Brexit per chi vive nel Regno Unito ma perde il lavoro:

Con la Brexit ci saranno delle novità anche per chi vive nel Regno Unito ma perde il lavoro.

Fino al giorno di uscita UK dall'UE, un cittadino italiano, o di altra nazionalità, che perde il lavoro può tranquillamente cercarne un altro.

 

Con la Brexit, invece, la situazione potrebbe cambiare e diventare molto simile a quanto avviene in Australia e cioé che se un italiano dovesse perdere il lavoro, avrebbe poi solo 60 giorni per trovare una nuova occupazione, altrimenti perderebbe il permesso di lavoro e sarebbe costretto a lasciare il Regno Unito.

 

Anche in questo caso, sarebbe sempre bene, per chi vive e lavora già in UK iscriversi all'AIRE, visto anche che attualmente gli italiani presenti in Inghilterra e in Galles sono circa 600 mila e solo 261.585 vi risultano iscritti.

 

 

Brexit conseguenze per l'Italia:

Quali sono le conseguenze Brexit per l'Italia? In che misura rischia il nostro Paese?

Quali saranno le ripercussioni della Brexit sull’Italia? Secondo i primi scenari ipotizzati, tra cui uno studio condotto dall'agenzia di rating Standard & Poor’s, l'Italia è uno dei paesi che rischia meno dall'uscita della gran Bretagna dall'Unione Europea.

 

Nell’indice di vulnerabilità alla Brexit (Bsi), elaborato da S&P, l’Italia infatti risulta diciannovesima su 20 Paesi, per cui il nostro paese non dovrebbe rischiare nulla, almeno molto meno rispetto a Germania, Francia, Spagna ecc.

 

Nello studio, sono stati eleborati 4 fattori determinati per Brexit: l’export verso la Gran Bretagna, gli investimenti diretti, la migrazione e la finanza.

 

Da ciò è risultato che in cima alla classifica dei paesi più a rischio ci sarebbe l'Irlanda, seconda Malta che è uno dei paesi del Commonwealth storicamente legato alla Gran Bretagna, poi il Lussemburgo.

 

in tanto però a livello di adempimenti fiscali, con la Brexit, ci sarebbe l'obbligo dell'Esterometro per tutti i soggetti passivi che emettono o ricevono fatture UK.

 

Brexit conseguenze economiche Inghilterra e inglesi:

La Gran Bretagna con il 51,9% dei voti al referendum Brexit del 2016, è fuori dell’Unione Europea, David Cameron si è dimesso, le borse sono nel panico più totale, per non parlare della sterlina.

 

Le conseguenze economiche della Brexit, si sono già pesantemente sentite in tutto il mondo, la borsa è crollata ed è aumento esponenzialmente lo spread, crollati anche i mercati dell’Asia ed è sprofondata la sterlina, arriva a toccare il suo minimo storico dal 1985 sul dollaro.

 

Mentre i sostenitori Brexit esultano e applaudono alla Gran Bretagna indipendente, ovunque c’è preoccupazione e allarmismo, perché l’uscita dalla Gran Bretagna dall’UE ha e avrà ripercussioni in tutto il mondo ma anche interne sia per gli italiani che vivono e lavorano là sia per chi vive in Italia.

 

Si dice già che, la caduta della sterlina nei confronti dell’euro, inevitabilmente farà perdere il potere d’acquisto della moneta, senza parlare degli accordi comunitari che fino adesso hanno permesso alla GB di usufruire di vantaggi considerevoli, basti pensare alla possibilità per le compagnie aeree di poter operare senza limiti di frequenza, prezzo o numero di posti nello spazio aereo europeo.

 

L’impatto Brexit avrà conseguenze anche sulle piccole cose come ad esempio le tariffe dei telefoni cellulari, fino a ieri limitate dalla Comunità Europea.

E’ molto probabile quindi, che almeno nell’immediato futuro, la Brexit determinerà una perdita massiccia di posti di lavoro con conseguente delocalizzazione.

 

Brexit conseguente economiche, altri possibili scenari sono:

  • niente accordo doganale e né commerciale: in questo caso la Gran Bretagna passerebbe da un mercato di libero scambio e di libera circolazione di beni ad uno con tariffa, con nuove regole per la sicurezza e nuovi criteri fitosanitari come nel caso del mercato agroalimentare, che andrebbero pianificati e firmati. A questo punto, potrebbe decidere di importare frutta e verdura dagli USA anziché dall'Europa.

  • aumento viritiginoso delle tasse universitarie fino a 20.000 sterline anziché 2-3mila sterline come avviene oggi perché per gli italiani ed europei si applica la tariffa europea.

  • c'è poi il tema dei catalizzatori per la depurazione dell’acqua che nel Regno Unito provengono tutti dall'Europa, in caso di Brexit no deal, potrebbero essere interrotte le vendite di acqua potabile.

  • Rifiuti: ora la Gran Bretagna esporta fino 2,5 tonnellate di spazzatura in Germania e in Olanda, in caso di non accordo, non potrebbe più esportarla se non a caro prezzo.

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