Brexit conseguenze economiche per l'Italia e italiani, cosa succederà?

«Brexit conseguenze economiche per l'Italia e per gli italiani, cosa succede ora che la Gran Bretagna ha ottenuto la proroga dall'Ue, quali scenari e impatto»

Brexit: quali conseguenze economiche per l’Italia e gli italiani?

 

Sono passati più di 2 anni e mezzo da quando il popolo della Gran Bretagna ha votato per l’addio all’Unione Europea, con la vittoria schiacciante dei "leave" rispetto ai "remain" ma durante tutto questo tempo cosa è successo e cosa succederà?

 

Quali saranno le conseguenze del Brexit sugli italiani?

Vediamo insieme l’impatto Brexit sul lavoro, sulla finanza e sugli affari, il commercio e per gli italiani che vivono in Inghilterra, a Londra e in Gran Bretagna.

 

Quali effetti avrà sul turismo, sull’assistenza sanitaria le pensioni e sui britannici?

 

Guida alla Brexit UK 31 ottobre 2019.

 

Brexit conseguenze per gli italiani che vivono in GB:

Quali sono le conseguenze della Brexit per gli italiani che vivono a Londra e in generale in Gran Bretagna?

A più di due anni e mezzo dal famoso referendum Brexit, il Regno Unito lascerà l’Unione Europea entro il 31 ottobre 2019 vista la proroga concessa dall'UE in mancanza di un accordo e la possibilità ancora concreta di una Brexit no deal.

 

L'accordo Brexit sembra però ancora lontano dopo che il Parlamento britannico ha rigettato per ben 3 volte la bozza di accordo siglata dall'ormai ex primo ministro Theresa May con Bruxelles che stabiliva le condizioni di uscita del Regno Unito dall’Unione.

 

A questo punto, tutta l'Europa si chiede cosa farà il Regno Unito, se troverà un nuovo accordo, accetterà una Brexit no deal oppure si andrà a nuove elezione che consentirebbero di fare una Brexit più morbida, indire un nuovo referendum oppure addirittura annullare il referendum del 2016.

 

Ora però con la nomina del nuovo Primo ministro Boris Johnson, lo scenario Brexit cambia di nuovo. Il neo Premier, infatti, durante il suo primo discorso alla Camera ha detto che non solo ci sarà l'uscita dall'Ue il 31 ottobre 2019 ma anche che proverà a richiedere un nuovo accordo con Bruxelles.

Se la risposta al nuovo contatto sarà no, allora il Regno Unito è pronto per una hard Brexit. ossia ad una uscita senza accordo, no-deal.

 

Nel frattempo per gli italiani che vivono nel Regno Unito sarà meglio iscriversi all'AIRE, dal momento che tutti gli italiani e non, sia che vivano nel Regno Unito da decenni o che siano appena arrivati, saranno soggetti ai controlli sull’immigrazione, per cui conviene effettuare l'iscrizione al fine di poter dimostrare di essere residenti nello Stato prima della brexit.

 

Le verifiche sull'immigrazione saranno attivate nei confronti di tutti coloro che non sono cittadini Britannici e si trovano sul suolo UK, sia registrati all’AIRE oppure no.

 

Brexit per chi vive nel Regno Unito ma perde il lavoro:

Con la Brexit ci saranno delle novità anche per chi vive nel Regno Unito ma perde il lavoro.

Fino al giorno di uscita UK dall'UE, un cittadino italiano, o di altra nazionalità, che perde il lavoro può tranquillamente cercarne un altro.

 

Con la Brexit, invece, la situazione potrebbe cambiare e diventare molto simile a quanto avviene in Australia e cioé che se un italiano dovesse perdere il lavoro, avrebbe poi solo 60 giorni per trovare una nuova occupazione, altrimenti perderebbe il permesso di lavoro e sarebbe costretto a lasciare il Regno Unito.

 

Anche in questo caso, sarebbe sempre bene, per chi vive e lavora già in UK iscriversi all'AIRE, visto anche che attualmente gli italiani presenti in Inghilterra e in Galles sono circa 600 mila e solo 261.585 vi risultano iscritti.

 

 

Brexit conseguenze per l'Italia:

Quali sono le conseguenze Brexit per l'Italia? In che misura rischia il nostro Paese?

Quali saranno le ripercussioni della Brexit sull’Italia? Secondo i primi scenari ipotizzati, tra cui uno stusio condotto dall'agenzia di rating Standard & Poor’s, l'Italia è uno dei paesi che rischia meno dall'uscita della gran Bretagna dall'Unione Europea.

 

Nell’indice di vulnerabilità alla Brexit (Bsi), elaborato da S&P, l’Italia infatti risulta diciannovesima su 20 Paesi, per cui il nostro paese non dovrebbe rischiare nulla, almeno molto meno rispetto a Germania, Francia, Spagna ecc.

 

Nello studio, sono stati eleborati 4 fattori determinati per Brexit: l’export verso la Gran Bretagna, gli investimenti diretti, la migrazione e la finanza.

 

Da ciò è risultato che in cima alla classifica dei paesi più a rischio ci sarebbe l'Irlanda, seconda Malta che è uno dei paesi del Commonwealth storicamente legato alla Gran Bretagna, poi il Lussemburgo.

 

in tanto però a livello di adempimenti fiscali, con la Brexit, ci sarebbe l'obbligo dell'Esterometro per tutti i soggetti passivi che emettono o ricevono fatture UK.

 

Brexit conseguenze economiche 2019: quali sono?

La Gran Bretagna con il 51,9% dei voti al referendum Brexit del 2016, è fuori dell’Unione Europea, David Cameron si è dimesso, le borse sono nel panico più totale, per non parlare della sterlina.

 

Le conseguenze economiche della Brexit, si sono già pesantemente sentite in tutto il mondo, la borsa è crollata ed è aumento esponenzialmente lo spread, crollati anche i mercati dell’Asia ed è sprofondata la sterlina, arriva a toccare il suo minimo storico dal 1985 sul dollaro.

 

Mentre i sostenitori Brexit esultano e applaudono alla Gran Bretagna indipendente, ovunque c’è preoccupazione e allarmismo, perché l’uscita dalla Gran Bretagna dall’UE ha e avrà ripercussioni in tutto il mondo ma anche interne sia per gli italiani che vivono e lavorano là sia per chi vive in Italia.

 

Si dice già che, la caduta della sterlina nei confronti dell’euro, inevitabilmente farà perdere il potere d’acquisto della moneta, senza parlare degli accordi comunitari che fino adesso hanno permesso alla GB di usufruire di vantaggi considerevoli, basti pensare alla possibilità per le compagnie aeree di poter operare senza limiti di frequenza, prezzo o numero di posti nello spazio aereo europeo.

 

L’impatto Brexit avrà conseguenze anche sulle piccole cose come ad esempio le tariffe dei telefoni cellulari, fino a ieri limitate dalla Comunità Europea.

E’ molto probabile quindi, che almeno nell’immediato futuro, la Brexit determinerà una perdita massiccia di posti di lavoro con conseguente delocalizzazione.

 

Brexit conseguente economiche, altri possibili scenari sono:

  • niente accordo doganale e né commerciale: in questo caso la Gran Bretagna passerebbe da un mercato di libero scambio e di libera circolazione di beni ad uno con tariffa, con nuove regole per la sicurezza e nuovi criteri fitosanitari come nel caso del mercato agroalimentare, che andrebbero pianificati e firmati. A questo punto, potrebbe decidere di importare frutta e verdura dagli USA anziché dall'Europa.

  • aumento viritiginoso delle tasse universitarie fino a 20.000 sterline anziché 2-3mila sterline come avviene oggi perché per gli italiani ed europei si applica la tariffa europea.

  • c'è poi il tema dei catalizzatori per la depurazione dell’acqua che nel Regno Unito provengono tutti dall'Europa, in caso di Brexit no deal, potrebbero essere interrotte le vendite di acqua potabile.

  • Rifiuti: ora la Gran Bretagna esporta fino 2,5 tonnellate di spazzatura in Germania e in Olanda, in caso di non accordo, non potrebbe più esportarla se non a caro prezzo.

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